Braccio di ferro per il ministero del Welfare. Lo vuole An... ma anche Forza Italia

06 maggio 2008
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Dopo l'intesa di via Bellerio con la Lega, Silvio Berlusconi lavora per rimuovere un altro importante ostacolo alla formazione della squadra di governo: il braccio di ferro con An sul Welfare. Il premier in pectore avrebbe chiesto a Gianfranco Fini e ai suoi di accontentarsi, oltre che della Difesa per Ignazio La Russa e delle Infrastrutture per Altero Matteoli, di due ministeri senza portafoglio (Politiche Giovanili, Pari Opportunita' o Politiche Europee) e di tre posti da viceministro a Esteri, Interno e Comunicazioni (in corsa Adolfo Urso, Mario Landolfi, Alfredo Mantovano e Andrea Ronchi).

 

Una proposta, che sarebbe stata fatta nel corso di una telefonata con Gianfranco Fini, su cui An si e' riservata di decidere ma che, secondo fonti del Pdl, potrebbe accettare. Nel frattempo, per il ministero della Giustizia spunta l'ipotesi di Angelino Alfano; il coordinatore azzurro della Sicilia, molto stimato dal Cavaliere, e' considerato uno dei giovani emergenti del partito. Mentre per il Welfare, oltre al nome di Maurizio Sacconi, circola l'ipotesi di Stefania Prestigiacomo.

 

Tutte voci, pero', che come gia' successo in queste settimane potrebbero cambiare ancora. Nel pomeriggio, la partita sembrava ancora in alto mare. Ad Italo Bocchino, eletto proprio oggi vice presidente dei deputati del Pdl come vicario di Fabrizio Cicchitto, il compito di tenere alti i toni.

 

''E' inaccettabile che ci si dica di no al terzo ministero con portafoglio perche' An ha il sindaco di Roma. Per aver garantito una vittoria cosi' importante dovremo anzi avere qualcosa di piu''', ha detto il dirigente di via della Scrofa che, nel rivendicare il rispetto dei patti che per An prevedevano tre ministeri con portafoglio e uno senza, ha aggiunto: ''Il nome che noi indichiamo per il terzo ministero con portafoglio e' quello di Andrea Ronchi''.

 

Piu' morbido La Russa, dato per certo al dicastero della Difesa: ''Il Welfare spetterebbe ad An, ma da noi non ci sono aut-aut''. A parte le poltrone sulle quali non sembrano esservi molti dubbi (all'Economia Giulio Tremonti, agli Esteri Franco Frattini, ai Beni Culturali Sandro Bondi, all'Istruzione Mariastella Gelmini, agli Affari Regionali Raffaele Fitto, alle Attivita' produttive Claudio Scajola e all'Agricoltura Luca Zaia) tutte le altre caselle sono ancora da distribuire. Per il Welfare ad esempio, dopo che per settimane, anche per la sua esperienza nel settore, sembrava in pole position Maurizio Sacconi, viene ora accreditata Stefania Prestigiacomo. E questo aumenta le chance di Michela Vittoria Brambilla di ottenere il ministero dell'Ambiente.

 

Anche al ministero della Giustizia, finora attribuito dalle voci di palazzo a Elio Vito o a Marcello Pera, sembrano esserci novita': i 'bookmaker' del Pdl, infatti, danno ora vincente Alfano, gia' coordinatore di Fi in Sicilia e considerato uno dei giovani emergenti del partito. Anche se c'e' chi ritiene ancora possibile la scelta di Claudio Scajola. Vito, invece, sarebbe dirottato ai Rapporti con il Parlamento (circostanza confermata scherzosamente dallo stesso ex capogruppo azzurro e, piu' seriamente, da La Russa).

 

Ma sono tutte voci che, seppure insistenti, dovranno essere confermate nei prossimi giorni. Anche perche' la partita sulle vicepresidenze delle Camere, che doveva essere risolta oggi, in serata era ancora lontana dall'essere chiusa e potrebbe influenzare a cascata il resto delle caselle.

Fonte: Ansa
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