L'Unione delle Camere penali sconcertata per le parole di Mastella

05 maggio 2008
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L'Unione Camere Penali Italiane apprende ''con sconcerto (ma senza troppa sorpresa) le dichiarazioni rese oggi dall'ex ministro Clemente Mastella ad un quotidiano, in cui  afferma, tra l'altro, riferisce l'Unione, che ''i magistrati hanno il desiderio di tenerti sotto controllo, insomma di condizionarti se vuoi prendere certe decisioni. Ti rendi conto subito che diventi un  bersaglio. Da una parte sei accusato di voler mettere bavagli,  dall'altro scopri che sei il ministro meno

Al Poggetto
potente d'Italia, impotente nel senso che non puoi fare nulla, o quasi. Tra te Guardasigilli e un qualsiasi magistrato italiano, chi ha piu' potere non sei certo tu'''.

 

Si tratta per l'Unione Camere Penali ''di dichiarazioni  inquietanti e preoccupanti, anche se presentate oggi in modo temporale inedito, che rappresentano un quadro sconcertante: nel nostro Paese  avviene che il ministro della Giustizia sia letteralmente prigioniero  della magistratura, o almeno di una sua parte''.

'Crediamo -prosegue l'Unione- che l'esperienza descritta dall'ex ministro in modo cosi' evidente, debba essere presa in considerazione dal nuovo Governo, insieme alle indiscrezioni di stampa di questi giorni riguardo ad 'interventi' della magistratura sui  candidati a ministro della Giustizia. Infatti, in merito alla smentita del Consigliere del Csm, Giuseppe Maria Berruti, riguardo appunto le ingerenze dei magistrati espresse sulla rosa dei nomi del prossimo ministro della Giustizia, l'Ucpi sottolinea che tali notizie di stampa non sono state affatto puntualmente e compiutamente smentite, e con esse occorre fare i conti!''

Fonte: Adnkronos
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