Giornata fitta di impegni per il neosindaco di Roma,
Gianni Alemanno che oggi si è recato alla Sinagoga dopo aver fatto visita all'Altare della Patria, a Porta San Paolo e al Mausoleo Ardeatino, ''un atto d'onore'' come lui stesso l'ha definito, ''a tutti i luoghi che sono simbolo del momento in cui Roma fu occupata e offesa".
''
I valori della Resistenza non si discutono, sono valori di libertà contro gli occupanti - ha detto il neosindaco rendendo omaggio ai Caduti per la Libertà - Non c'è nessuna polemica ma grande rispetto e radicamento''.
''Poi c'è la componente di odio e di guerra civile - ha aggiunto - sulla quale siamo chiamati a un'opera di verità condannando gli abusi che furono fatti da ogni parte affinché di quella guerra civile non rimangano strascichi''. In ogni caso, secondo Alemanno, ''qualsiasi opera di chiarimento storiografico e di ricucitura nazionale non mette in discussione
i valori della Resistenza, fondativi della Costituzione''. Un'idea condivisa da tutta An, dice il sindaco, che sottolinea: ''Nella destra italiana non c'è nessuno spazio per la difesa del totalitarismo''.
Al Mausoleo Ardeatino Alemanno ha lasciato un messaggio nel registro delle presenze: ''Mai più Roma dovrà subire questa aggressione. In ricordo di tutti i martiri''. E ha definito le
Fosse Ardeatine ''una ferita nel cuore di Roma''.
Poi, alla Sinagoga, il primo cittadino ha spiegato che ''è molto importante che noi riconosciamo alla comunità ebraica il ruolo di coscienza di Roma, di memoria e di presenza di tutti i momenti terribili di questa città; è il
monito a rifiutare ogni forma di razzismo, antisemitismo, intolleranza e violenza. Questo monito e questa memoria sarà viva anche durante la mia amministrazione".
"Prenderò tutti gli accordi - ha informato Alemanno - con la comunità ebraica, in modo che nel corso dell'anno, tutti i momenti e le ricorrenze significative siano ben ricordati, come sia rinnovato anche l'ormai tradizionale viaggio della memoria ad Auschwitz. Vogliamo che i giovani di Roma abbiano sempre memoria di quello che è accaduto in questa città quando era occupata dal totalitarismo. Sarà un
tratto di continuità con l'amministrazione precedente - ha rimarcato il sindaco - e credo che dobbiamo insistere su questa realtà in modo tale che
Roma sia un punto di riferimento nel rifiuto di ogni forma di intolleranza".
Ad accompagnare il sindaco durante la visita, il presidente della Comunità Ebraica romana, Riccardo Pacifici, che ha ricordato le vittime dell'Olocausto e in particolare il piccolo Stefano Gay Tachè, il bambino di 2 anni morto nell'attentato alla sinagoga del 9 ottobre 1982.
Alemanno è anche tornato sulle
polemiche in merito alla Festa del Cinema di Roma e alla 'blacklist' in cui finirebbero le star di Hollywood nell'ambito della campagna per promuovere il cinema italiano, ed ha annunciato che
scriverà ''una lettera sia all'ambasciatore degli Stati Uniti, sia al 'Corriere della Sera', per spiegare che nessuno vuole l'autarchia cinematografica''.