D'Alema alla Libia: "la composizione del Governo e' una questione interna"

03 maggio 2008
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''La formazione e composizione del nuovo governo è una questione interna, regolata da precise disposizioni costituzionali''. Il ministro degli Esteri uscente Massimo D'Alema replica così, con una nota uffciale, al comunicato emesso ieri dalla Fondazione El-Gheddafi contro la presenza del leghista Roberto Calderoli nell'esecutivo. .

D'Alema ha ribadito con l'occasione la particolare importanza che l'Italia attribuisce al dialogo tra le culture e le civiltà come elemento chiave per una fruttuosa cooperazione nel Mediterraneo, regione in cui il nostro Paese svolge un ruolo attivo, equilibrato e propositivo.

A questo riguardo, il vicepremier uscente ha auspicato che vengano evitati in questa fase commenti e prese di posizione che non contribuiscono al rafforzamento di tali rapporti, che egli stesso in questi ultimi anni ha coltivato con particolare impegno e convinzione, e che egli si augura continuino ad essere sviluppati al di là dei cambiamenti di governo.

Al Poggetto


L'intervento del vicepremier arriva anche in risposta alla precisazione del numero due della Lega Araba che nel pomeriggio aveva sottolineato che una posizione potrà essere presa dal mondo arabo solo alla luce della politica che farà il governo Berlusconi.

E plauso per la presa di posizione del ministro D'Alema arriva dal segretario della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi: ''Bene e opportuno il ministro D'Alema che ha posto i paletti a quella che è una vera e propria ingerenza nelle cose italiane. Avevamo chiesto l'intervento del governo in carica che c'è stato, ora la Ue faccia il suo dovere ammonendo chi ha inteso intervenire in una questione che riguarda solo ed esclusivamente il prossimo esecutivo guidato da Berlusconi''.

Intanto in italia le comunità islamiche smorzano i toni. Il presidente dell'Unione musulmani in Italia Abdelaziz Khounati smorza i toni: "Siamo in un Paese democratico e come Comunità islamica accettiamo il risultato del voto democratico".

Secondo Khounati, che è anche imam della Moschea della Pace di Torino, l'interesse di tutti oggi "è cercare di rilanciare il Paese e la sua economia. Quindi accettiamo che il governo lavori tranquillamente". "Per quanto riguarda Calderoli - continua Khounat i- si deve, però, prendere in considerazione l'errore che fece in passato quando non rispetto' la Comunità islamica".

Mentre l'imam Yahya Pallavicini, vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica (Coreis), definisce con l'ADNKRONOS "comprensibili le opinioni del figlio di Gheddafi ma le minacce sono inaccettabili. La sua reazione, sul ricordo delle passate provocazioni dell'esponente della Lega, va compresa ma mi sembra eccessivo -sottolinea- mettere in discussione i rapporti tra Libia e Italia". In merito all'eventuale nomina di Roberto Calderoli come ministro, Pallavicini ha aggiunto "non ho pregiudizi. Mi auguro che in caso di nomina si presenti in una veste più obiettiva e rispettosa. Il passato è alle spalle".

Anche per l'ex segretario dell'Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) Hamza Piccardo ''non sono accettabili intromissioni e pressioni nella politica nazionale da parte di Paesi esteri". Interpellato dall'ADNKRONOS, il direttore del sito internet 'islam-online.it', spera ''che Berlusconi faccia le sue scelte guardando all'interesse del Paese e degli elettori che - aggiunge - democraticamente lo hanno eletto". In merito all'eventuale nomina di Roberto Calderoli come ministro, Piccardo ha concluso "non mi preoccupa, abbiamo visto di peggio".

Fonte: Adnkronos
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