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Grandi manovre nel Pd palermitano. Primarie si' o primarie no per scegliere l'aspirante presidente della Provincia?

di Nadia Palazzolo
03 maggio 2008 17:41
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E’ tempo di “grandi manovre” nel Partito democratico palermitano, proiettato alle elezioni del mese prossimo, quando gli elettori torneranno alle urne per scegliere il successore di Francesco Musotto alla presidenza della Provincia. Proprio l’individuazione del candidato alla guida di Palazzo Comitini, e la possibilita’ di ricorrere alle primarie, e’ stata al centro dell’assemblea costituente del partito a livello provinciale che si e’ svolta stamani all’hotel Jolly di Palermo.

 

L’assemblea ha dato mandato al segretario provinciale e a quello cittadino di avviare le consultazioni per capire chi sono i possibili candidati alla presidenza e al Consiglio della Provincia. Una ricognizione che dovra’ pero’ essere conclusa in 48 ore. Martedi’ infatti si riunira’ una sorta di commissione composta dagli stessi segretari, dai presidenti (provinciale e cittadino) e dai parlamentari regionali, nazionali ed europei del partito per trarre le fila del ragionamento ed esprimere un parere finale. Se i possibili candidati alla presidenza saranno piu’ di due, gli elettori saranno chiamati con ogni probabilita’ alle primarie che saranno celebrate domenica prossima.

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La decisione di un’ulteriore consultazione non e’piaciuta ad alcuni delegati, che rivendicavano il diritto della stessa assemblea costituente di votare e decidere se ricorrere o meno alle primarie. “Impossibile – ha precisato Terminelli – perche’ secondo lo statuto l’assemblea non e’ un organo deliberante, non puo’ votare come potrebbe invece fare una direzione”.

 

A sostenere la necessita’ di indire le primarie, oltre allo stesso Terminelli, anche Beppe Lumia, Alessandra Siragusa, Giuseppe Lupo. “Lo statuto nazionale – sottolinea la Siragusa – prevede che i candidati si scelgano con le primarie. E’ quindi giusto adottare questo metodo per scegliere sia il candidato alla presidenza sia i candidati consigliere”.

 

Sembra invece sfumare l’idea, ventilata nei giorni scorsi e nata tra gli ormai ex esponenti della Margherita, di puntare sull’ex viceministro allo Sviluppo Economico Sergio D’Antoni come aspirante successore di Musotto. “Non mi candido – ha risposto D’Antoni ai cronisti che gli chiedevano una conferma della sua candidatura – perche’ penso che in questa fase sia giusto fare emergere forze nuove”. L’ex viceministro sembra declinare l’invito ma ha assicurato: “saro’ al fianco del candidato e mi spendero’ in campagna elettorale come se fossi io stesso”.

 

Tempo quindi fino a martedi’ pomeriggio per capire come il Pd palermitano scendera’ in campo per conquistare la Provincia, come e da chi decidera’ di ripartire per dimenticare la batosta delle regionali, o almeno provarci...

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Anonimo 06 maggio 2008   12:07

"Grandi" manovre non mi pare il termine adatto ,visto il contesto e la metodologia.

Il solito partito che si riunisce i quadri ,che fa finta di farli discutere ,che si rifiuta di farli votare ,che delega alla solita direzione. Che ,in caso di "dilemma cornuto",indirà un referendum che ,al 90 %,sarà "confermativo" delle indicazioni venute "dall'alto". Ci aggiungete che l'unico nome emerso è decisamente noto e "datato" e che per di più si affretta a smentire ,mescolate con l'ultimo ingrediente che è quello di passare a "qualcuno" la patata bollente d'una sconfitta ampiamente annuciata ....e viene fuori il tilt politico ,il TIA nervoso ,il blocco ideativo ,la ritualità delle dichiarazione sui "metodi". Da quel che è dato vedere il Pd non ha alcuna intenzione di avviare una forte riflessione sulla assoluta "particolarità" della sua sconfitta in Sicilia .E' pur vero che i tempi sono stati e sono brevissimi ,ma che vi sia imbarazzo a ripulire la ferita ,scavando fino alla carne viva ,appare assolutamente evidente.

avolpe1 05 maggio 2008   08:42

Sergio D'Antoni oggi è l'unico personaggio che in Sicilia può mobilitare una macchina elettorale efficace in grado di competere con una destra straripante nell'isola.

Non vedo chi altri potrebbe scendere in campo contro questa destra!

Consiglio vivamente a questo gruppetto di "capetti" (considerato il modo con il quale anche i roboanti "parlamentari nazionali" sono stati nominati!), che si riuniscono martedì, di tornare da Sergio D'Antoni con il cappello in mano per cercare di convincerlo ad accettare di caricarsi le sorti del PD a Palermo!

 

Andrea Volpe

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