Il diario apocrifo di Anna Finocchiaro. Una palpitante inedita ricostruzione della crisi istituzionale esplosa a Roma e in Sicilia all’inizio dell’anno. La candidatura alla Presidenza della Regione. Sembra tutto vero, invece non lo è affatto.

03 maggio 2008
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 Martedì 20 febbraio 2008-

Non ho mai tenuto un diario, non ricordo di averlo fatto. Magari qualche verso che non fatto leggere a nessuno.

Non so che cosa mi abbia preso questa mattina, sento l’impellente bisogno di ricordare, di fermare il tempo, di far conoscere i miei pensieri. Poi magari strappo tutto, ma ora è questo quello che voglio, non altro.

Devo vergognarmene? E perché dovrei?

E' vero, credono che sia fatta di ferro, invece sono solo...

E' come se dovesse accadere qualcosa.

Non so che cosa sia: una nuvola grigia, una strada polverosa, una folla rumoreggiante…

Mi sono alzata con il mal di testa, niente che non mi permettesse di lavorare come al solito….Il presentimento ha preso corpo quando ho alzato la cornetta del telefono, era un compagno di Mascalucia. Ha detto che la mia candidatura sarebbe stata proposta autorevolmente.

Quale candidatura? ho chiesto e lui, che è un catanese molto “palermitano", invece che rispondermi, mi ha fato un’altra domanda: come, non lo sai?. Ed io, di rincalzo: no, non lo so. E lui: Non è che vuoi prendermi in giro?

Allora ho sentito l’impulso di riattaccare e mandarlo al diavolo, non li sopporto questi che parlano senza parlare…

A Modica, questo non è permesso. Va bene, da quelle parti si “benedicono” anche i nemici, “vossia benedica”, dicono, e non è che mi piaccia tanto…

Ma questo non c’entra niente.

Finalmente, mi ha fatto la grazia di dirmi che si trattava della candidatura alla presidenza della regione….Mi si è accapponata la pelle. L’ho mandato al diavolo.

 

22 febbraio

Stavolta è il capogruppo parlamentare che mi chiama di buon mattino. Dice che è un mio estimatore, lo è stato sempre. Non ne sapevo niente, poco male. L'adulazione gratuita mi mette di cattivo umore, non sono sospettosa, ma questo è un brutto segno.  

Mi annuncia che farà una battaglia a mio favore perché sia io il Presidente, anzi la Presidente in Sicilia.

Mi sono fatto una risata rumorosa (perché sentisse bene...) e lui ha fatto finta di restarci male. E’ una cosa seria, ha detto. E l’ha ripetuto tre o quattro volte, tanto che ho dovuto fermarlo. Ho capito, ho capito…, ma lui non la smetteva, pareva che la puntina si fosse fermata su un disco di vinile,. Bei tempi quelli del grammofono, mia madre…

A quanto pare i capigroppo parlamentari sono dalla mia parte in Sicilia. Due anni fa c’era Lillo che si era “incapricciato” dell’idea (incapricciato, ma come mi è venuto in testa questo verbo?) …

Devo smettere di scrivere, forse è successo qualcosa al Senato. Turigliatto? Rossi? Chi lo sa…Doveva essere una giornata tranquilla, e invece. Lascio squillare il telefone, meglio fare decantare le cose. Il decopngiostanamento. L'ho fatto altre volte. Sempre lo stesso numero sul display, è Dini, ancora lui. Una al giorno me ne fa, e sempre per dirmi la stessa cosa: non sono più della tua maggioranza. La Mia? Mah...

Sono usciti di senno…Tutto sulle mie spalle….

 

24 febbraio

I siciliani cominciano a rendermi la vita difficile, ho dovuto dare una dichiarazione alle agenzie per smentire le loro fandonie. Io candidata in Sicilia!. Non voglio nemmeno sentirne parlare di una mia candidatura alla Regione siciliana.

Hic manebimus optime.

Finalmente faccio il lavor che mi piace, sono stimata, rispettata. Chi me lo fa fare a scendere a Sud? E poi, in Sicilia, nientemeno. Sì, sono siciliana, ma non ho niente a che fare con quelli. Sono…,un dirigente comunista…Mi viene sempre di scrivere comunista, invece devo scrivere diessino o democratico. Ogni volta è come se cambiassero la password, devo riabituarmi. La verità è che sono rimasta com’ero. Se invece che chiamarmi Anna, mi avessero dato il nome di Teresa o Giuseppina, forse sarei diversa da come sono?

Mi sento più tranquilla ora che le agenzie hanno messo fine alle voci della mia candidatura.

 

26 febbraio

Ho ricevuto una decina di Sms, tutti per suggerirmi che ci devo ripensare. Sarei la sola via di salvezza, nientemeno. Stupidaggini, vogliono un altro agnello sacrificale. Se lo possono scordare.

E’ inaudito, dopo avere fatto sapere che non voglio sentirne della candidatura, c’è ancora chi la propone nelle sedi di partito e io

n occasione di incontri formali ed informali. Sui giornali perciò è come se non avessi detto niente, hanno ragione loro: sto facendo finta, tutto glielo lascia credere.

Che cosa devono pensare? Che faccio il doppio gioco.

Faccio sapere che non accetto nemmeno l’idea della candidatura e i dirigenti continuano a proporre. Quelli fanno due e due, quattro.

Credono che sia un espediente, un modo di tastare il terreno.

M’immagino che cosa sta pensando Rita. Crede che io sia una persona sleale. Devo chiamarla, farle sapere che non ne so niente. Mi crederà? Dubito che mi creda…

 

2 marzo

Tutto sembra precipitare, mi hano dato una responsabilità troppo gravosa. Palazzo Madama è diventato il Palazzo d'inverno. Il Cavaliere fa sapere di avere in tasca cinque senatori. Ci sonoi tanti pettegolezzi che girano. Nientemeno avrebbe promesso buona compagnia a tutti. Cretinate di questo tipo. Non riesco nemmeno a immaginarle queste cose, ma c'è chi ci riesce e dice di esserne sicuro. Io resto del parere che si tratta di frottole.  

Romano è fuori dalla grazia di Dio, ce l’ha con il ministro. Chi? Padoa Schioppa. La storia dei bamboccioni non l’ha digerita. Stiamo diventando il partito delle tasse e i nemici dei ragazzi.

Ma come si fa?

I professori dovrebbero internarli certe volte. Quando fanno lezione all'università pendi dalle loro labbra, appena mettono il piede fuori, una frana. Romano è un genio della comunicazione rispetto a questo Padoa Schioppa.

Ho sentito discorsi che mi fanno accapponare la pelle: dobbiamo risanare le casse dello Stato. Ma dico: asspettano sempre che venga la sinistra per farlo? La destra arriva e spende, noi arriviamo e stringiamo la cinghia..

Romano arriva per le purghe…Con quel nome, lui emiliano….Insomma certe volte non so se si deve credere alle coincidenze. E’ peggio dell’olio di ricino quello che gli stiamo dando a bere…

Dobbiamo risanare il debito? Va bene, ma intanto un poco di ossigeno. Niente. E chi ci va di mezzo? La nostra parte, il nostro elettore. Domani vado a Ballarò. No, quello di Palermo, ma in televisione. Devo difendere l'operato di Padoa Schioppa, mi viene da vomitare...

Sono fuori alla grazia di Dio. Quel Turigliatto è roba da legare…E Rossi. Anche il cognome mi manda in bestia. Pure rossi si deve chiamare.

Per giunta devo rintuzzare le avances dei siciliani. Ogni giorno il numero dei miei sostenitori aumenta. Vogliono che mi decida a candidarmi. Appena capisco che vogliono affrontare l’argomento, li interrompo di brutto.

Sono stata perfino maleducata, me ne dispiace, ma loro vogliono incaprettarmi, devo evitarlo.

Rita? Nemmeno una parola. Dovrei essere io a chiamarla, ma per dirle che cosa? Che non c’entro niente? Sarebbe peggio. Non sono credibile. Ma guarda un po’ in che situazione mi hanno messa i compagni siciliani. Da loro sempre guai, non c’è che fare. Finisce che non ci metto più piede…

 

3 marzo

Approfitto di un minuto di pausa. Ho contato le telefonate, questa mattina: ben cinque, tutti a ripetere la stessa solfa, che hanno bisogno di me. Ed io a ripetere che non ho bisogno… di loro. Scherzo, ho spiegato che non ho affatto la voglia di candidarmi. Avrei voluto aggiungere: si tratta di una candidatura, non di una nomina. Mi volete candidata, non la Presidente. Se non fosse così non cerchereste certo me. Chi li batte quelli lì, hanno la Sicilia in mano, e noi le briciole. Totò Cuffaro si tiene tutti stretti, non scappa niente. Me l’hanno raccontato come stanno le cose. Ci accontentiamo di niente. Non siamo né carne né pesce, né faccendieri né con le mani pulite…

Ho provato a fare qualche domanda a qualcuno che sta fuori dalla politica in Sicilia: e quello per tutta risposta: non mi sono accorto che c’è un’opposizione. Magari esagera, ma qualcosa di vero deve esserci. Forse hanno sbagliato. Ma anche Rita,, non mi pare che...Certo, ha fatto quello che poteva, poverette, se la sono messa in mezzo. La persona giusta nel posto sbagliato...Deve averne passate...Speriamo che le abbiano raccontato come la penso.

Vogliono me Presidente. Non sono attrezzata per i miracoli. Ma di che parlo? Anch’io mi sono fatta prenede la mano, ritengo possibile…Assurdo, nemmeno morta.

 

5 marzo

La legislatura si chiederà presto, ormai è questioni di poco. Siamo sul filo del rasoio. Dini mi perseguita, vuole esattamente il contrario di ciò che vogliono Giordano e gli altri. Perciò, qualunque decisione Romano assuma, s’inimica una parte ed è finita. Una situazione insostenibile. Il mio lavoro ormai consiste nel chiedere favori personali, non fatemi fare cattiva figura, per favore rinviate di qualche giorno e così via…Siamo in coma.

 

8 marzo.

Nelle sezioni siciliane si vota per il mio nome, gli amici di Rita sono arrabbiatissimi, lei meno. E’ normale, sono i custodi del movimento. I cantieri, li chiamano così. Chissà per quale ragione? Così non capisce nessuno che cosa stannio facendo. certe volte...Mah...

Chi ci sta attorno teme di perdere tutto. E Rita? Crede di pitercela fare, magari è così. Ma che vado pensando?

Vorrei spiegare a tutti che non devono temere , che non riusciranno a convincermi nnon sarò cabndidata. Rita può stare serena, sarà lei a riprovarci.

Contenta lei!

 

(1/ continua)

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