Rete 28 aprile, l'area programmatica della sinistra Cgil si prepara a dare battaglia sul documento unitario di riforma del modello contrattuale che mercoledì prossimo sarà all'esame del direttivo della confederazione di Corso Italia. Ad annunciarlo è il leader di «rete 28 aprile», Giorgio Cremaschi.
«Voteremo no e andremo ad un conflitto duro perchè al di là di tutte dichiarazioni, questo documento, questa impostazione, porta ad eutanasia del contratto nazionale», spiega convinto che l'operazione «che si sta preparando è la stessa che vent'anni fà portò all'eliminazione della scala mobile, portata avanti con gli stessi argomenti di allora: e cioè favorire la contrattazione». Argomenti che si «rivelarono falsi allora» e che sono «ancora più falsi oggi», aggiunge.
«È una linea che porta al cedimento nei confronti dei diktat di Confindustria», ammonisce ancora auspicando come la linea del segretario generale Guglielmo Epifani «registri un disaccordo senza precedenti». «Il contratto nazionale è la Cgil , rimettere in discussione il contratto è rimettere in discussione la Cgil, la sua storia e la sua cultura», dice ancora.
Non solo. Rete 28 Aprile chiederà che dalla votazione siano esclusi i pensionati: «È inaccettabile che i pensionati votino sul sistema contrattuale. È la rottura della solidarietà. La democrazia deve rispettate anche le differenze di interessi. Quando non lo fa va in crisi...è come se i metalmeccanici decidano sul contratto dei tessili», prosegue.E sarà battaglia anche sulla eventuale consultazione: «serve una consultazione vera con regole trasparenti», conclude.