Che non fosse solo una insoddisfazione 'tattica' si era capito gia' ieri. Umberto Bossi lo aveva detto a chiare lettere, lasciando la Capitale: il vertice del Pdl sulla squadra di governo si e' rivelato inutile. E non bastano le rassicurazioni di Silvio Berlusconi a placare gli animi nella Lega. Forte del successo elettorale e di fatto 'titolare' dei destini del futuro governo, il Carroccio butta sul tavolo le sue condizioni. Federalismo e sicurezza, questi i temi indicati come priorita' dalla segreteria politica di via Bellerio.
E soprattutto l'intenzione di rafforzare il rapporto privilegiato con il leader del Pdl. ''Per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni sarannotenute solo con Silvio Berlusconi'', si legge nella nota diffusa al termine della riunione. Al cavaliere la Lega chiede di proporre la squadra dei ministri al piu' presto. Alleanza nazionale tiene bassi i toni. ''Con chi altri se non con Berlusconi, che rappresenta tutto il Popolo della liberta' e che sara' il futuro presidente del Consiglio, dovrebbero parlare i leghisti?'', e' la replica di Andrea Ronchi alla sparata del Carroccio. Da An, intanto, arriva la conferma che Gianfranco Fini sara' il prossimo presidente della Camera: ''Probabilmente si''', ammette le stesso leader di An. Ma la presa di posizione di via Bellerio arriva dopo che Berlusconi aveva assicurato che non c'e' nessun dissidio nella formazione del governo. "Non e' vero che nel vertice di ieri abbiamo litigato. Si e' svolta una riunione assolutamente positiva e di grandesoddisfazione. Mi e' stato dato il mandato per quanto riguarda la preparazione della squadra dei ministri: ieri abbiamo parlato soltantodi cose politiche e di cose da fare'', aveva detto. Quanto a Bossi che si lamenta del fatto che non sie' ''combinato niente'', il cavaliere attribuisce quelle frasi al ''linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico'' del senatur. E spiega: ''Lui riteneva che l'incontro fosse basato sui nomi dei ministri, mentre io non avevo questa intenzione, perche' aspettavo ancora di vedere i sessanta di tutta la squadra e di calibrare competenze, esperienze e presenze di copertura del territorio". "Credo infatti -insiste il leader del Pdl- sia giusto presentareuna squadra equilibrata e distribuita sul territorio in modo che nessuna regione venga esclusa questo e' un lavoro che sto facendo con i miei collaboratori. Ho detto ai miei alleati che quando avro' prontala squadra ci ritroveremo e loro mi faranno le loro osservazioni". La 'questione padana' si intreccia con la formazione del nuovo governo. In ballo, oltre alla rappresentanza della Lega a Palazzo Chigi, anche il futuro della regione Lombardia, legato appunto alla permanenza di Roberto Formigoni al Pirellone. E' anche sotto questa luce che vanno lette le posizioni della Lega. ''Dopo l'inutile vertice romano -si legge nella nota- la segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Liberta', Silvio Berlusconi. La segreteria politica ha ribadito che laLega Nord ha ricevuto l'imperativo mandato dagli elettori di risolverele questioni legate al federalismo e alla sicurezza. Pertanto, visto lo straordinario risultato ottenuto su questi due temi, non e' possibile derogare dall'assoluto rispetto dello stesso''
''Il momento nel Paese e' talmente grave che e' necessario -avverte il Carroccio- vengano prese decisioni rapidissime.E' pertanto utile nell'interesse di tutti, pur nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica, che il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, proponga, cosi' come vuole laCostituzione, nel piu' breve tempo possibile la composizione del governo''. La palla passa quindi a Berlusconi. Anche Gianfranco Rotondi sposa la linea della Lega. ''Bossi ha ragione: ci siamo fidati di Berlusconi, non servono ne' vertici, ne' comitati, ne' commissioni che fanno gli esamini. Ognuno con la propria forza ha messo i propri destini nelle mani di Silvio. Faccia le sue scelte e siamo sicuri -garantisce il leader della Dca- che saranno giuste''.
La Lega Nord, spiega Roberto Castelli, non nutre alcun "malumore: abbiamo semplicemente sottolineato quella che riteniamo una questione politica". Il nervo scoperto resta la futura poltrona di governatore della Lombardia. Il candidato in pectore della Lega e' lo stesso Castelli che si dice convinto che ''Formigoni rimarra' in regione''. Nella partita entra anche l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, lanciato dall'azzurro Maurizio Lupi. ''Albertini e' autorevole, e il Pdl -glissa Castelli- ha preso tanti voti''. ''Diciamo -spiega ancora Castelli- che c'e' una partita aperta su varie questioni, ma io continuo a pensare che Formigoni rimarra' in regione. Quindi -sottolinea l'ex guardasigilli- si sta parlando di unaquestione virtuale''.
Anche Gianfranco Fini guarda con distacco la candidatura Albertini: ''I problemi si pongono quando sono reali'', silimita a dire il leader di An.Intanto e' scontro su chi dovra' nominare il sostituto di Franco Frattini (destinato ad un incarico di governo) alla Commissione europea. Silvio Berlusconi rivendica al prossimo governo la scelta: ''Sara' il nuovo governo a nominare il nuovo commissario che lo sostituira'", dice il cavaliere. E Fini da' dei ''disperati'' alla sinistra che si ''inventa'' gli argomenti di polemica anche quando non ce ne sono. ''Frattini -spiega il leader di An- e' ancora li' e decide lui quando lascia... Se il 29 non fa il deputato resta commissario e non c'e' nessuno da nominare. Se poi invece fara' il ministro, vuol dire che c'e' un governo in carica e decidera' il governo''. Altro caso che tiene banco e' il presunto incontro tra Berlusconi e Walter Veltroni. Incontro smentito da entrambi: "Non ho incontrato Veltroni ne' ieri ne' nei giorni scorsi", taglia corto Berlusconi che se la prende con i giornali che ''continuano a dire cose che non sono vere''.
Anche il leader del Pd smentisce: non c'e' stato ''ne' un incontro e ne' una conversazione telefonica. Non so come sia venuta fuori questa cosa. E' una balla spaziale". Fini definisce la notizia ''una cantonata'' che fa perdere credibilita' all'informazione che dimostra di avere ''il gusto del retroscena a prescindere dalla scena''. Quello che invece e' reale, e' l'incontro tra Veltroni e Pier Ferdinando Casini. All'ordine del giorno la strategia da tenere dall'opposizione e, soprattutto, il caso Roma. "A Casini ho detto che su Roma auspico il sostegno dell'Udc alla candidatura di Rutelli, ma mi ha risposto che decideranno i suoi dirigenti romani", spiega Veltroni.
Casini conferma che ''una scelta verra' presa direttamente sul campo".Prende corpo il pressing del Pd sui centristi per appoggiare la corsa di Francesco Rutelli al Campidoglio.
Dopo l'incontro di ieri con Massimo D'Alema, Casini oggi riceve anche Veltroni, ma non puo' dare il via libera all'appoggio al candidato Pd.Una candidatura gradita al leader Udc, ma per i centristi passare dall'alleanza con la destra all'opposizione e un attimo dopo al sostegno formale del Partito democratico, rimarca Casini, sarebbe stato un po' troppo. Al momento, la linea dell'Udc e' quella di mantenersi autonomo: non ci sara' sostegno per Gianni Alemanno perche' la rottura con il Pdl e' irrevocabile, ma allo stesso tempo non ci sono le condizioni per fare il passo successivo con la dichiarazione di voto a favore di Rutelli. Quindi l'Udc sarebbe orientato verso la liberta' di coscienzaper i propri elettori. Ma nella corsa romana scende in campo anche Berlusconi.
Oggi il leader Pdl lancia un appello agli elettori dei partiti minori: "Mi rivolgo all'Udc e alla Destra e faccio appello al loro senso di responsabilita' affinche' anche a Roma, come in altre citta' italiane, indirizzino il voto dei loro elettori verso i candidati del centro-destra. Sono convinto -sottolinea ancora Berlusconi- che tutti gli elettori che non si riconoscono nella sinistra non vogliano che ladialettica tra i partiti del centrodestra si risolva in un favore fatto alla sinistra".