In genere si attribuisce al regista ,il successo di un film. Ebbene Clemente Mastella, uno dei pochissimi intelligenti ,versatili ed acuti uomini politici del paludoso panorama italiano ha provocato, orchestrato,diretto le elezioni politiche di questo mese di Aprile e le ha vinte. E da ottimo regista vi ha assistito astenendosi perfino dal partecipare alla competizione elettorale in prima persona, limitandosi a commentarle nella qualità di ospite di una trasmissione televisiva.
Un suicidio politico ?
Niente affatto ! Una strategia accorta e lungimirante .
Da capitano di lungo corso Mastella prima si è assunto l’onere ( o l’onore) di far cadere il governo Prodi di cui era autorevole rappresentante e sostenitore ,poi dopo lo scioglimento delle camere non ha spalleggiato alcuna formazione politica dell’ex centro (che sapeva perdente) , ed infine ha tirato la volata per il suoi amici: il siciliano Calogero Mannino (ed i suoi amici) e il nordico Roberto Maroni entambi aiuto regista, nonchè per Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, rispettivamente produttore esecutivo di una multinazionale e sceneggiatore .
Attori protagonisti Walter Veltroni, Pierferdinando Casini ,comprimari,Daniela Santanchè e Antonio Di Pietro. Solo comparse Bertinotti ,Boselli,Peroraro Scanio.Ma che genere di film è stato quello trasmesso , una melensa commedia all’italiana la cui trama è scontata o un triller psicologico ad alta tensione?
Si tratta di un avvincente romanzo storico con un finale al cardiopalma basato su una piece di Esdra(La Bibbia) rivisitato da Paolo di Tarso (Vangeli) e tradotto per l’occasione da J. Ratzinger.
Il film è stato proiettato in un’immensa piazza all’aperto ai margini di un fitto bosco popolato da lupi famelici ed assassini.
E il pubblico?
Il pubblico (gli elettori) smarrito, spaventato dalle immagini crude ,carestia ,morte ,sangue, pestilenza che scorrevano sul grande schermo e si è affollato al centro della piazza pigiandosi gli uni agli altri in modo indistinto,quasi a trovare coraggio e a sostenersi .
Nel frattempo alcuni spettatori isolati ignari del pericolo sono caduti nella trappola tesa lora dagli astuti lupi.Quando i lupi cacciano e si trovano di fronte ad una mandria di pecore , prima uccidono silenziosamente le bestie isolate che si trovano all’esterno del gruppo (Sinistra arcobaleno, La destra ) poi accerchiano la mandria, la radunano al centro con manovre circolari e poi finalmente attaccano ferocemente facendo strage delle povere pecore .
Al centro le greggi si radunano per trovare equilibrio e compattezza e per resistere agli attacchi ma è difficile resistere agli assalti dei lupi famelici eccitati dal caldo sange degli agnelli e dal timido belare delle madri terrorizzate .
Chi si salva?
Quelli che riescono a fuggire dall’accerchiamento scampare alla furia del branco impazzito e coloro che non si sono aggregati e che hanno scelto un luogo sicuro e solitario dove vivere.Solo una fiction?Forse.
S. Panvini