Sono stati in molti a chiedersi per quale ragione Anna Finocchiaro sia rimasta a bocca chiusa a Palermo nella sede del comitato elettorale del PD.
I giornalisti si aspettavano che parlasse, che spiegasse le ragioni della sconfitta del suo partito e del risultato affatto esaltante della Sicilia, dove il suo antagonista, Raffaele Lombardo, ha ottenuto più del doppio dei voti. I consensi nazionali tracimati in Sicilia? No, affatto.
In Sicilia è andato paggio, si è quasi tornati a qual sessantuno a zero, impedito da una legge elettorale diversa da quella del 94.
Lo tsunami elettorale ha colpito anche la sinistra siciliana, coinvolgendo Rita Borsellino, che pure aveva preparato minuziosamente la sua campagna elettorale con un coscienzioso viaggio nelle città isolane, programmato in tempi non sospetti, quando ancora nulla si sapeva della chiusura anticipata della legislatura regionale.
Rita Borsellino non ha nemmeno lontana,mente ripetuto il risultato di due anni prima, come Anna Finocchiaro non ha raggiunto il tetto di voti della Borsellino.
Torniamo alla bocca chiusa.
Il dispiacere non c’entra.
Il rinvio della conversazione con i giornalisti rioguarda l’esito delle “regionali” di Palermo. Ha atteso che lo spoglio dei voti facesse conoscere la sorte di Rita Borsellino, candidata nella circoscrizione provinciale di Palermo.
A seconda del risultato, Anna Finocchiaro annuncerà o meno “qualcosa”.
Che cosa?
Senza Rita Borsellino è probabile che Anna Finocchiaro debba rimanere a Palazzo dei Normanni.
Ma è solo un’illazione. In mancanza di elementi ci aggrappiamo sugli specchi.Se dovesse optare per il Senato, nascerebbe un caso, come raccontiamo inj un altro articolo dedicato a questo tema.