Affluenza in calo per le politiche - alle 22 di ieri, alla chiusura dei seggi, ha votato il 62,5% rispetto al 66,5% delle precedenti elezioni - ma in aumento alle amministrative e nessun grave incidente: questo il bilancio del primo giorno di voto per rinnovare Senato e Camera, e per eleggere presidenti e i consigli di due regioni, Sicilia e Friuli Venezia Giulia, oltre a nove province e a 424 comuni, tra cui Roma. Operazioni regolarmente cominciate ieri alle 8, con i seggi che hanno chiuso alle 22, per riaprire oggi, lunedì, dalle 7 alle 15.
Oltre 47 milioni gli italiani chiamati a votare, in alcuni casi come a Udine e a Roma, ben cinque schede diverse. Sia nel rilevamento delle ore 12 che in quello delle 22, i votanti sono risultati dunque in calo rispetto alle politiche del 2006 (un punto e mezzo percentuale alle ore 12, circa tre alle 19 e quattro punti in meno alle 22).
In controtendenza invece l'affluenza alle amministrative, cresciuta ovunque in modo consistente: per le elezioni comunali ha votato alle ore 22 il 60,6%, contro il 55,1% degli elettori registrato nelle precedenti elezioni omologhe; per le elezioni provinciali ha votato il 57,1% contro il 44,6% della precedente tornata elettorale.
Una giornata sostanzialmente tranquilla, quella da poco conclusasi, con le operazioni di voto che si sono svolte in modo sereno in tutta Italia, favorevole anche il tempo. Tra i primi a votare, in una scuola del centro di Roma, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, salutato con un caloroso applauso da tutti i presenti. Hanno anche già votato i due leader dei principali schieramenti, a Roma Veltroni e a Milano Berlusconi. Ha invece votato a Bologna il presidente del Consiglio Romano Prodi.Per il ministro Vannino Chiti, a Pistoia, voto sì ma senza foto mentre depone la scheda nell'urna.
La presidente del suo seggio ha infatti interpretato così le nuove norme che vietano macchine fotografiche e videofonini nei seggi. Alla signora Mastella, il cellulare ha squillato proprio mentre votava, nel seggio di San Giovanni, a Ceppaloni (Benevento) e la polizia, di cui è stato chiesto l'intervento, ha dovuto accertare che si trattava di un telefonino privo di fotocamera.
A Udine un elettore che stava cercando di scattare una foto della scheda è stato scoperto e denunciato dai carabinieri, altri tre sono stati denunciati in Sicilia, uno a Siracusa dopo che nel suo videofonino è stata trovata la foto della scheda appena votata e due nel catanese colti in flagrante. A Roma sono stati invece denunciati in due perché avevano dimenticato di avere in tasca il telefonino entrando nella cabina elettorale, uno di loro era un vigile urbano.
Protesta colorita da un piccolo imprenditore di Sorrento, Ciro D'Esposito, che, dopo aver ricevuto la scheda elettorale, ha iniziato a strapparla, lentamente, e a mangiarla a piccoli pezzi. Bloccato dagli agenti di polizia, è stato denunciato in stato di libertà.
La notizia del gesto ha immediatamente fatto il giro della città ed è subito cominciata la consultazione della cabala per giocare i numeri al lotto. Analogo gesto a Licata (Agrigento), dove un operaio di 35 anni dopo aver votato e dopo aver consegnato le schede elettorali per Senato e regionali ha strappato la scheda per la Camera. Anche a Palermo e nel napoletano gruppi di cittadini hanno voluto rendere nota la loro protesta politica.
Al seggio 295 di Palermo, alcuni elettori hanno rifiutato le schede elettorali relative ai candidati del Senato e della Camera accettando soltanto quelle delle consultazioni per l'elezione del presidente della Regione, sostenendo di non sentirsi rappresentati dai candidati scelti dai partiti per il Parlamento nazionale.
A Marigliano (Napoli) Sebastiano Perrone, ha raccolto circa 600 tessere elettorali e le ha inviate alla Presidenza della Repubblica in segno di protesta contro la decisione di realizzare un sito di ecoballe nella cittadina nolana.
Tra gli incidenti da segnalare, il caso di una ragazza disabile che a Campobasso è stata costretta a votare in una cabine elettorale di fortuna, in un bagno, perché il seggio era stato allestito al primo piano di un edificio senza ascensore. Peggio ancora è andata al sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, candidato alla Camera per il Partito Sardo d'Azione, che è stato aggredito e picchiato davanti al seggio elettorale di Paringianu da uno psicolabile.
Si è votato di meno a Roma e nelle regioni rosse. Malu signu pi Veltroni.
Il popolo della sinistra è rimasto deluso sia del Governo Prodi sia del Pd "ripulito". Vediamo se sbaglio. Manca poco.
Magari per arrivare alle stesse conclusioni i "politologi" di tutti i non-stop spenderanno milioni di parole difficilissime ed ore ed ore di elucubrazioni "profondissime". Ma secondo me U SUCU E' CHISTU . Tanto ora si viri.
Capisco che avevano tutti i motivi per essere esasperati ,ma trovo che questi 600 di Marigliano che hanno restituito i documenti elettorali abbiano fatto la scelta più sbagliata di tutte. Hai un modo solo per farti ascoltare e RINUNCI ?
Capisco anche che il solo voto come arma non è granchè. Ma se hai solo una pietra, USALA !
Avessi abitato là ,mi sarei guardato attorno ed avrei scelto almeno CONTRO CHI votare.
Attenzione tutti ,però. Con questo piccolo atto quella gente è USCITA DALLA DEMOCRAZIA. Ha dichiarato di non scorgere "migliorativi" e "correttivi" dentro il Sistema. E' una sconfitta ,grave ,della Politica italiana.
Non ha importanza per chi avessero votato "prima". Teoricamente ,stavolta, avrebbero dovuto votare per la controparte.
Non avendolo fatto, hanno dichiarato che NESSUNO ha titolo per rappresentarli.
Ed a questo punto la Politica di domani avrà la sensibilità di ascoltarli e di dialogare con loro ?
Il bello delle campagne elettorali è proprio che....finiscono. A forza di sentire il mio leader preferito ,m'er proprio scocciato. Se continuava a parlare quasi mi decidevo a votargli contro. Anche una pietanza che ti piace ,alla terza porzione, comincia a darti disgusto ,nausea . Abbiamo fatto proprio il pieno. Credo tutti. In questo senso per me votare è stata una liberazione : ho pensato "basta ,ho votato ,non mi scocciate più ,non tiratemi più per la giacca ,non scrivetemi ,non sorridetemi ,non telefonatemi ,non mandatemi più SMS idioti con slogans da quattro soldi.
Ritornatemi ,per favore ,estranei come prima. Non c'era bisogno di tutto sto' casino."
Ma ,dico ,non si potrebbero diminuire per Legge i tempi delle campagne elettorali ? E non si potrebbe aumentare ad una settimana la pausa di silenzio e riflessione prima deòl voto oggi relegata al solo Sabato ? L'idea stessa della propaganda politica non inquina il concetto del voto-giudizio meditato? Tutto questo imbonimento non solo è "sovrastrutturale" ,ma rischia di essere snaturante del principio stesso di democrazia "partecipata". E poi ,invasivo com'è, proprio DISTURBA.