Tutti i numeri della competizione elettorale
Quasi 50 milioni gli italiani alle urne

13 aprile 2008
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Quasi 50 milioni di italiani alle urne per l'election day. Si vota per rinnovare il Parlamento, ma anche per le elezioni dei presidenti e dei Consigli di due Regioni, la Sicilia e il Friuli Venezia Giulia, di 8 Province (Asti, Varese, Massa-Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia), e per eleggere il sindaco di 426 Comuni, di cui 9 capoluogo di provincia. Altre 8 Province, in Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Trapani e Siracusa, andranno invece al voto il 15 e 16 giugno prossimi. Alle urne anche la Valle d'Aosta, dove pero' si votera' il 25 maggio, e le Province autonome di Bolzano e Trento, che andranno alle urne a novembre. Per quanto riguarda le elezioni politiche, gli elettori chiamatia rinnovare l'assemblea di palazzo Madama, che dovranno aver compiuto il venticinquesimo anno di eta', sono 43 milioni 257mila 208. Quelli che voteranno per la Camera (che dovranno aver compiuto 18 anni) sono 47 milioni 295mila 978. Gli 'esordienti' al voto, sono complessivamente 1 milione 211mila 356, di cui 621mila 982 maschi e 589mila 374 femmine. In totale, pero', le donne al voto sono piu' numerose degli uomini: 24 milioni e 600mila contro 22 milioni 700mila.La componente femminile dell'elettorato, rappresenta quindi il 52% deltotale, rispetto al 48% della componente maschile. In tutte le regioni la 'sfida' e' vinta dalle elettrici. In Valle d'Aosta gli elettori riducono sensibilmente il gap (il 48,9% contro il 51,1% delle donne), mentre in Liguria la quota di donne al voto e' del 53,1% contro il 46,9% di uomini.

Per quel che riguarda il numero di votanti, e' la Lombardia a confermare il primato tra le regioni con 7 milioni e mezzo di elettori, pari al 15,8% del totale. La Campania conta 4 milioni e mezzo di possibili votanti, superando dipoco in graduatoria il Lazio. Tra le Province, netta prevalenza di Roma con 3 milioni e 198mila elettori, seguita da Napoli con 2 milionie 420mila e Milano, con 2 milioni 391 mila elettori.

Le elezioni nelle otto Province di Regioni a statuto ordinario interesseranno 5 milioni 838mila 223 elettori, di cui 2 milioni 797mila maschi e 3 milioni 41mila 85 femmine. Le sezionielettorali allestite per il voto sono 6mila 758. Le elezioni in 426 Comuni di Regioni a statuto ordinario interesseranno 6 milioni 60mila 784 elettori, di cui 2 milioni 896mila 923 maschi e 3 milioni 163mila 861 femmine. Le sezioni elettorali sono 6 mila 990. Considerando nel loro complesso gli enti locali interessati contemporaneamente a piu' consultazioni amministrative nelle Regioni astatuto ordinario, il numero totale di elettori sara' di 9 milioni 99mila 766, di cui 4 milioni 371mila 308 maschi e 4 milioni 728 mila 458 femmine. Il numero complessivo di sezioni elettorali e' di 10mila 624.

Per quel che riguarda il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia, gli elettori, secondo i dati al 30 giugno 2007, sono complessivamente 5 milioni 697mila 172, di cui 2 milioni 751mila 466 maschi e 2 milioni 945mila 706 femmine. Le sezioni elettorali interessate sono 6mila 669. Complessivamente, i seggi elettorali per l'election day sono 61mila 225. Altrettanti i presidenti di seggio e i segretari, mentre gli scrutatori impiegati saranno 244mila 900, quattro per ogni seggio.Ben 367mila 350 , 6 per ciascuno dei seggi elettorali, le matite copiative con cui gli elettori entreranno in cabina per votare.

Per i presidenti di seggio e' prevista una retribuzione forfettaria di 187 euro, mentre per tutti gli altri scendera' a 145 euro. In caso, pero',di concomitanza tra elezioni politiche e amministrative, lo 'stipendio' aumenta, arrivando, per i presidenti, a 298 euro, soprattutto in quelle Regioni, come il Friuli, gli elettori saranno alle prese con 5 schede: politiche (Camera e Senato), regionali, provinciali e comunali.

La scelta di accorpare le elezioni politiche con quelle amministrative ha soprattutto una motivazione economica: con l'election day lo Stato risparmiera' 200 milioni di euro. Nel 2006, quando i due appuntamenti elettorali erano separati, le elezioni politiche sono costate 350 milioni di euro e le amministrative 200. Questa volta, la spesa complessiva sara' di 347 milioni e 600mila euro, 5 mila 578 euro per ogni sezione elettorale. Piu' di 117 milionile schede elettorali stampate: oltre 61 milioni per la Camera e 56 milioni per il Senato. Un numero pari al corpo elettrale, aumentato del 30%, nel caso in cui fosse necessario fare ricorso alla 'scheda discorta'.

Un vero e proprio esercito, quello dei candidati, che saranno 6 mila 420 per la Camera e 3 mila 492 per palazzo Madama. Stesso numero di liste presentate per il rinnovo delle due assemblee parlamentari: 30, piu' 5 in Valle d'Aosta. 


L'attuale sistema elettorale e' proporzionale con premio di maggioranza. Fanno eccezione la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige. La Valle d'Aosta rappresenta, sia per l'elezione della Camera sia per quella del Senato, un collegio uninominale e l'assegnazione dei due seggi, uno per Montecitorio e uno per palazzo Madama, avviene con il sistema maggioritario: vince cioe' chi ottiene piu' voti. Il Trentino, invece, e' suddiviso, per quel che concerne ilvoto al Senato, in 6 collegi uninominali e deve attribuire 7 seggi: 6 sono assegnati con il sistema maggioritario ed il settimo con il criterio proporzionale. Le liste sono bloccate: i candidati sono eletti sulla base dellaposizione che hanno nella lista. L'ordine e' stabilito dalle segreterie dei partiti, e proprio questo aspetto e' all'origine delle polemiche che hanno accompagnato il sistema elettorale in vigore.

I candidati che occupano i primi posti hanno dunque elevate chance di vittoria. Per questo motivo non e' ammesso il voto di preferenza, ad eccezione della circoscrizione Estero dove i 12 deputati e i 6 senatori si eleggono sulla base di un sistema proporzionale puro, non c'e' alcun 'bonus' e le liste non possono collegarsi.

Il premio di maggioranza, invece, alla Camera spetta alla lista o alla coalizione di liste che raggiunge il piu' alto numero di consensi. Chi vince, quindi, si aggiudica automaticamente 340 seggi, pari al 54% dei 630 deputati (618 piu' i 12 della circoscrizione Estero). Al Senato il premio di maggioranza si assegna su base regionale, tranne che per il Molise dove non e' prevista l'assegnazione del 'bonus'. Per evitare un'eccessiva frammentazione politica, sono state previste una serie di soglie di sbarramento (2%, 4% e 10%, a seconda che si tratti di coalizioni di liste o singole liste): il partito che rimane al di sotto viene automaticamente escluso dalla ripartizione dei seggi.

Per i 10 milioni di elettori chiamati alle urne per il turno elettorale amministrativo si fara' ricorso ad un mix di ben cinque sistemi elettorali: per il Consiglio regionale un proporzionale a turno unico, ma con una forte 'contaminazione' di maggioritario; per la Provincia un misto di maggioritario e proporzionale su due turni; per il piccolo Comune con meno di 15mila abitanti un sistema maggioritario a turno unico; per i Comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti un sistema analogo a quello della Provincia. L'election day, ovviamente, riguarda anche le politiche: ecco perche' gli elettori si ritroveranno in mano anche la scheda per l'elezione di Camera e Senato, su base proporzionale con premio di maggioranza.

Le uniche due Regioni che rientrano nella consultazione dell'election day, il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia, sono governate da uno statuto speciale. E trattandosi di Regioni autonome hanno disciplinato i meccanismi elettorali regionali con proprie leggispecifiche, che comunque seguono la struttura regionale del voto nelleRegioni a statuto ordinario. In entrambi i casi, infatti, il voto regionale e' impostato sulla base di un sistema elettorale prevalentemente proporzionale, articolato in circoscrizioni territoriali che generalmente coincidono con il territorio delle province. Sul modello proporzionale intervengono pero' correzioni maggioritarie che prevedono premi di maggioranza, soglie di sbarramento e liste collegate al candidato presidente. Le norme attuali consentono il voto disgiunto: la possibilita' cioe' per l'elettore di dare la propria preferenza sulla scheda ad un candidato e di sostenere contemporaneamente una lista non collegata a quel candidato. L'opzione e' limitata alle elezioni regionali ed amministrative e da' all'elettore la possibilita', di fatto, di esprimere due voti.

L'election day coinvolge 1 milione 411mila 835 elettori chiamati alle urne per scegliere il primo cittadino e il Consiglio comunale in 356 piccoli Comuni delle Regioni a statuto ordinario ai quali si aggiungono anche 141 piccoli centri delle Regioni a statuto speciale: in Sicilia ma anche in Trentino Alto Adigee in valle d'Aosta, che portano a 497 il totale dei Comuni al voto conil sistema maggioritario e a 2 milioni 50mila 822 il numero degli elettori. Dei 497 piccoli Comuni interessati dall'election day, 121 vanno alle urne prima della scadenza naturale dei cinque anni del mandato del sindaco. Il cammino delle schede elettorali, iniziato in tipografia, prosegue con il passaggio in Prefettura, che a sua volta invia il materiale alle sezioni.

Una volta ultimato lo scrutinio, il percorso delle schede, pero', prende direzioni diverse: quelle regolarmente votate, infatti, vengono portate agli uffici elettorali presso i tribunali o le Corti d'appello, mentre le schede nulle e quelle contestate entrano, insieme ai verbali di scrutinio compilati da presidenti e segretari di seggio, nei palazzi della politica, a Montecitorio e a palazzo Madama. Le due Camere, una volta ultimate le verifiche, custodiscono schede e verbali per l'intera durata della legislatura. Terminata la legislatura, il materiale elettorale viene trasferito in un deposito esterno, mentre Camera e Senato accolgono i materiali del voto della nuova legislatura. Le schede e i verbali trasferiti nel deposito esterno sono custoditi per tutta la legislatura e sostituiscono il materiale elettorale della legislatura precedente, che viene bruciato.

Il Comune piu' piccolo chiamato alle urne in questo election daye' Morterone, in provincia di Lecco, a 1.200 metri: appena 34 abitanti, secondo l'ultimo censimento Istat. Nessun servizio, solo la Chiesa, il Municipio, aperto solo 4 giorni su 7, il postino, che passa una volta alla settimana, una trattoria. Per comprare il giornale o lesigarette, i morteronesi devono fare 16 chilometri per arrivare nel vicino paese di Ballabio.

Fonte: adnkronos
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