Casini: "da Bertinotti a Bossi sarebbe cadere dalla padella alla brace"

12 aprile 2008
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«Dopo la liberazione dai guai di Prodi non vogliamo cadere dalla padella alla brace, da Bertinotti a Bossi». Lo ha sottolineato il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini nel corso di un incontro elettorale a Padova.

 

«Dal Veneto alla Lombardia la Lega sta già alzando il prezzo: vuole governare queste regioni e condizionare la politica italiana -ha stigmatizzato il leader dell'Udc- Berlusconi sceglie Bossi come alleato privilegiato, quindi chi vota Berlusconi in realtà consegna la golden share della politica italiana alla Lega».

 

Alla domande dei cronisti su come andrà a finire se ci sarà un pareggio tra Pdl e Pd, Casini sottolinea: «Se il risultato sarà incerto noi ci giocheremo le nostre carte, pensiamo di essere determinanti al Senato e in quel caso non staremo in panchina. Noi rispettiamo il capo dello Stato, le sue prerogative: è chiaro che noi non ci tireremo indietro, faremo la nostra parte ed è per questo che per noi è fondamentale avere una rappresentanza al Senato che faccia la differenza».

 

In ogni caso il leader dell'Udc si aspetta un grande risultato dal voto di domenica e lunedì: «Vedo un grande clima nel paese: gli italiani non vogliono consegnare il paese a Veltroni o Berlusconi. Vogliono un voto libero, di coscienza, di libertà. Credo che l'Udc sia la garanzia che nei prossimi anni non ci sia la padronanza di queste due forze nella politica italiana».

 

Infine, Casini non si scompone più di tanto per la fuoriuscita di alcuni esponenti dell'Udc in Veneto: «Oggi noi siamo più forti, lo dice la gente, lo dice tutta la situazione. Se qualche scartina se ne è andata per la promessa di qualche posto è un problema loro: noi ci sentiamo più forti».

 

Sulla possibile riapertura di un dialogo con il leader del Pdl, Pier Ferdinando Casini risponde ai cronisti: «Non ho capito la domanda...». Quindi ribadisce con forza che «gli accordi si fanno prima del voto, questa è la serietà, la correttezza in politica, guai a pensare che la gente si possa prendere in giro impunemente. Abbiamo noi -sottolinea ancora il leader dell'Udc- sempre mantenuto un rapporto di lealtà con la nostra gente perchè siamo persone serie».

 

Fonte: Adnkronos
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Anonimo 12 aprile 2008   15:20

Leggere di queste considerazioni, fanno gelare il sangue.

C'è in Italia oggi un partito o coalizione che da soli rappresentano il 51%?

Allora se non ci sono  è forse stupido dire di queste cose?

Se il 51% degli Italiani darà il Voto a Berlusconi è chiaro che l'avrà dato anche a Bossi (approvando un programma che non prevede strapuntini).

Queste che viviamo, purtroppo sono le distorsioni logiche applicate ad un'atipica forma di proporzionale applicate con metodi del maggioritario (una mega bufala che fa onore ad una serie di spreconi che pretendono di rappresentarci).

E' tutta una presa in giro... quella alla quale abbiamo assistito... solo una farsa se nessuno supereraà il 50% in tutte e due i rami del Parlamento e quindi , in tal probabile caso, si deve tornare alle urne... una porcata senza precedenti.

 

Meditate gente meditate... E tutto questo per non ammettere che la legge di Calderoli (detto non a caso Porcellum) ha fatto perdere prima Berlusconi in favore di Prodi (dando a quest'ultimo solo ingovernabilità) e ora portarci al definitivo, conseguente, tracollo economico-finanziario.

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