Veltroni contro il Pdl: "con loro al Governo altri disastri"

10 aprile 2008
Numero lettori 118 Numero commenti Nessuno Inserisci un tuo commento

Ultimi giorni di campagna elettorale e lo scambio di battute tra i principali candidati premier si infiamma. Berlusconi torna a tirare in ballo la questione dei brogli e Veltroni replica che chi continua a parlarne non può governare. "Ma chi parla ancora di brogli come si pensa possa governare il Paese?'', si chiede. ''Noi qui parliamo della vita concreta del Paese e non se ne può più di certe discussioni. Basta'', esorta il candidato premier del Pd intervendo a 'Porta a Porta'. Quello di Berlusconi "è un altro mondo, è un mondo generazionalmente diverso, è un mondo che se tornerà al governo farà altri disastri".



''Tra quelli che vanno a Pontida con la cotta e le armature addosso e quell'altra che parla di stalinismo e di brogli, ma lo vogliono capire che la guerra è finita!'', ironizza. 



Un futuro governo del Pd? "Noi non avremo il problema di dare un ministro alla Lega, un altro ad An e così via. Il nostro non sarà un governo di spartizione". In particolare, il Pdl ha ''il gigantesco problema della Lega che avrà la golden share, il controllo del pacchetto di maggioranza sul loro eventuale governo''. 



A Veltroni, poi, "piacerebbe avere due donne nella squadra di governo: Anna Maria Artoni, che è stata presidente dei Giovani industriali, e Ileana Argentin, una donna disabile che è stata mia delegata all'handicap al Comune di Roma".



E "la prima cosa che dirò ai ministri sarà 'meno scorte'''. Mentre andranno mantenute per i magistrati o per quelle persone a rischio come il giuslavorista Pietro Ichino.



Mentre sulla sanità, Veltroni propone che "la politica nomini soltanto ministri e assessori". 



Quindi, di nuovo rivolto all'avversario, il numero uno del Pd rimarca come la campagna elettorale del centrodestra sia stata "ispirata dall'odio". Mentre quella del Pd è stata "serena, la loro, come nel '94, è stata tutta cupa, tutta nera e carica di odio". 



Quanto alla lettera a Berlusconi, in cui proponeva un patto di lealtà alle istituzioni, il leader del Pd osserva che il Cavaliere "ha risposto parlando di comunismo, perché non può rispondermi nel merito". Perché ''nel suo schieramento c'è chi vuole la secessione" e c'è chi non rispetta "il tricolore".



Quindi, smentisce il leader del Pdl sui dati forniti dall'Università di Siena sull'azione di governo di Silvio Berlusconi. E' ''una delle tante cose non vere'' che dice il Cavaliere. ''Qui si dice che l'80% del programma è stato fatto come proposta di legge. Dire che l'80% è stato realizzato è un altro paio di maniche...'', sottolinea.



Veltroni è scettico sull'apertura, già rientrata in mattinata, dell'ex premier di assegnare la presidenza di una delle Camere all'eventuale opposizione. ''I know my chicken, conosco i miei polli. Quante volte ha detto una cosa e poi ne fa un'altra...'', la replica del segretario del Pd. 



Nelle parole di Veltroni anche la questione Alitalia. ''La vicenda sindacale ha giocato di sponda con una situazione in cui c'è stata un'interferenza della politica. Su Alitalia sono state dette cose incredibili'', osserva. Così hanno prevalso ''gli interessi elettorali, di bottega, sugli interessi del Paese''.



Mafia, camorra e 'ndrangheta possono condizionare il voto? Viene chiesto a Veltroni. "Assolutamente sì e non vorrei che certe frasi che sento fossero un messaggio...", risponde.



Quanto al Tibet, ''se in sede Ue si decidesse che i presidenti del Consiglio non vanno alla cerimonia di inaugurazione, io non avrei nulla in contrario ma deve essere una decisione comune''. 

Fonte: Adnkronos
Segnala ad un amico

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Regione Siciliana - Assessorato al Turismo
Altre notizie