"L'antimafia è importantissima, ma quando diventa una sorta di brand non è un fatto positivo. Dopotutto, lo aveva già detto Sciascia. Non c'é bisogno di ripeterlo. Certo, si tratta di un accostamento singolare". Il senatore Marcello Dell'Utri (Fi), in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per 'KlausCondicio', in onda su YouTube, dice la sua sulla lotta alla mafia, sull'allarme della politica e sui pentiti.
"L'allarme mafia - sostiene il senatore azzurro - spesso serve ai partiti per coprire la loro mancanza di contenuti.E' giusto parlarne, ma talvolta questi argomenti vengono tirati fuori e usati in maniera strumentale per colpire o per assumere ruoli che nessuno ha dato". Quanto ai pentiti, Dell'Utri sostiene di "conoscere quasi tutti i pentiti di mafia, ma oggi faccio fatica a individuarne uno sano, anche se ce ne saranno".
Dell'Utri parla anche di Vittorio Mangano, il criminale condannato nel 2000 all'ergastolo e noto ai più come lo "stalliere di Arcore. "Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo - afferma - è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed é stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E' un eroe, a modo suo".