La truffa dei rimborsi elettorali, sono un finanziamento occulto ai partiti. Anzi, ai capipartito. Se ne sono accorti solo ora...

07 aprile 2008
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Da lunedì prossimo i partiti guadagneranno il doppio grazie ai rimborsi elettorali. La legge non prevede l'interruzione dei pagamenti in caso di interruzione della legislatura. I partiti continueranno quindi a incassare i rimborsi fino a tutto il 2010 circa 100 milioni l'anno legati alla legislatura appena chiusa, sulla base dei risultati ottenuti. E altri 100 milioni annui arriveranno da adesso al 2012.

Per le elezioni del 2006, partiti, movimenti, liste e gruppi di candidati hanno sborsato oltre 122 milioni di euro, riferisce Panorama. “Ma dal totale sono escluse le spese affrontate dai singoli candidati. Non solo. I contributi da parte dello Stato in base ai voti ottenuti ammontano a poco più di 91 milioni di euro e saranno erogati fino al 2010.

"Così la Corte dei Conti passa ai raggi x gli esborsi della passata tornata elettorale e pubblica oggi il documento trasmesso ai presidenti delle Camere sui consuntivi delle spese e dei relativi finanziamenti. Sotto le lente della magistratura contabile sono finite in tutto 71 formazioni politiche che si sono presentate alle elezioni del 2006.

“Con i suoi 50 milioni di euro è stata sicuramente Forza Italia la formazione che ha speso di più. Praticamente oltre un terzo del totale. Lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi, evidenzia la Corte, ha ricevuto come contributo statale 12.343.500,77 di euro per la Camera e 13.413.965,84 per il Senato.

“Al secondo posto si piazza l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Nel 2006 il suo partito ha speso per le elezioni 12.389.160, 58 euro. In cambio ha ricevuto rimborsi pari a 7,3 milioni di euro. Seguono, quasi a pari merito, la Margherita del vicepremier Francesco Rutelli che per le elezioni del 2006 ha speso 10,6 milioni di euro e i Democratici di Sinistra con 10,4 milioni di euro. Quasi 8 milioni ha sborsato Alleanza Nazionale, poco più di 7 l’Ulivo. La Lega Nord di Umberto Bossi ha speso invece circa 5 milioni di euro mentre i Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio 4,3 milioni, un po’ meno la Rosa nel Pugno. Si attestano sui due milioni di euro gli esborsi dell’Italia dei Valori, del Partito dei comunisti italiani, di Rifondazione Comunista e dell’Udeur di Clemente Mastella.

“Tra le liste che dichiarano di non aver speso un euro ma che hanno beneficiato dei rimborsi elettorali ci sono Forza Italia-An che si sono presentate insieme in Valle d’Aosta (poco più di 33mila euro) e la Lista dei consumatori (113.676,43 euro). Tra i rendiconti delle formazioni in cui si sono riscontrate irregolarità il più noto dei simboli è quello di Rifondazione Comunista. In particolare, osserva la Corte, “non è stata data la dimostrazione documentale delle spese sostenute dalle circoscrizioni regionali per la Direzione nazionale, per un importo di euro 502.072,15″. Per il resto, concludono i magistrati contabili, “l’analisi non ha riscontrato rilevanti profili di difformità né irregolarità”.

"E fra dieci giorni si ricomincia.

Scrissero Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera nove mesi or sono del caso di un telegrafista Fatuzzo Carlo, il quale “giunto alla veneranda età di 43 anni, intercettò sulle onde elettromagnetiche un’ispirazione: datti alla politica. Detto fatto, fondò il partito dei pensionati. Il più redditizio del mondo. Basti dire che nella campagna per le ultime europee investì 16.435 euro ottenendo un rimborso centottanta volte più alto: quasi tre milioni. Un affare mai visto…”.

Gli autori dell’articolo, dopo avere raccontato l’annedddoto chiedono se ci ricordiamo “perché nacquero, i rimborsi elettorali? Per aggirare, senza dar nell’occhio, quel referendum del ’93. E sulle prime l’obolo imposto era contenuto: 800 lire per ogni cittadino residente e per ognuna delle due Camere. Totale: 1.600 lire".

"Pari, fatta la tara all’inflazione, a un euro e 10 centesimi di oggi. Erano troppo pochi? Può darsi. Certo è che, via via che l’ondata del biennio ’92/’93 si quietava nella risacca, i partiti si sono ripresi tutto. Diventando sempre più ingordi. Fino a divorare oggi, nelle sole elezioni politiche, dieci volte più di dieci anni fa.

"Eppure, la prima svolta sembrò già esagerata. Era il 1999… i partiti avrebbero dovuto restituire in 5 anni, nella misura del 20% annuo del totale, le somme «eventualmente ricevute in eccesso». Macché. “Non solo la restituzione fu svuotata dalla scelta di non varare mai (mai) il decreto di conguaglio. Ma due mesi dopo, col voto favorevole d’una maggioranza larghissima e il plauso anche della Lega («Questa legge ci avvicina all’Europa», disse Maurizio Balocchi, coordinatore dei tesorieri dei partiti) passò un ritocco assai vistoso: da 800 a 4.000 lire per ogni elettore e per ogni camera alle Politiche. Più rimborsi analoghi per le Europee e le Regionali. Più un forfait, volta per volta, per le elezioni amministrative.

"Una grandinata di soldi mai vista prima. Che avrebbe portato nel 2001 le forze politiche a incassare in rimborsi oltre 165 miliardi di lire, pari a 92.814.915 euro.

"Una somma enorme. Eppure l’anno dopo, a maggioranza parlamentare ribaltata, mentre invitavano gli italiani a tenere duro perché dopo l’11 settembre i cieli erano foschi, i partiti erano ancora lì, più affamati di prima. Ricordate le risse di quel 2002? La destra irrideva agli anni del consociativismo cantando le virtù della nuova era dove mai i suoi voti sarebbero stati mischiati a quelli «comunisti».

"La sinistra barriva nelle piazze che mai si sarebbe lasciata infettare da un accordo con l’orrida destra.Finché presentarono insieme una leggina, firmata praticamente da un rappresentante di ciascun partito perché nessuno gridasse allo scandalo (Deodato, Ballaman, GiovanniBianchi, Biondi, Buontempo, Colucci, Alberta De Simone, Luciano Dussin, Fiori, Manzini, Mastella, Mazzocchi, Mussi, Pistone, Rotondi, Tarditi, Trupia, Valpiana) che portava i rimborsi addirittura a 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ciascuna delle due Camere. Una scelta discutibile con l’aggiunta di una indecente furberia: anche il calcolo dei rimborsi per il Senato andava fatto sulla base degli elettori della Camera.

"I quali sono, senza calcolare gli italiani all’estero, 47.160.244. Contro i 43.062.020 degli aventi diritto a votare per Palazzo Madama: 4.098.224 in meno. Risultato: si sono accaparrati, solo quest’anno, con quel trucchetto, 20.491.120 euro in più. Il triplo, per dare un’idea, di quanto è costata a Padova la «Città della speranza» che grazie alla generosità dei benefattori privati riesce a svolgere il ruolo di Centro diagnostico nazionale a disposizione di tutti gli ospedali italiani per l’individuazione e la cura delle leucemie infantili. O, se volete, quanto è stato investito in dieci anni nella ricerca dal centro patavino. Totale dei rimborsi elettorali per il 2006: 200.819.044 euro. Una montagna di denaro destinata l’anno prossimo, dice la Finanziaria, a crescere ancora di altri 3 milioni e mezzo di euro”.

Stella e Rizzo cotirano le conclusioni: “i partiti assorbono oggi oltre il doppio (quasi 201 milioni contro quasi 93) di quanto assorbivano cinque anni fa. Il balzello è passato dal 1993 ad oggi, con l’appoggio, la complicità o il tacito consenso di tutti (salvo le eccezioni di cui dicevamo e un po’ di distinguo) da 1,1 a 10 euro per ogni cittadino. E ogni ciclo elettorale (politiche, regionali, europee, amministrative...) ci costa ormai un miliardo di euro a lustro. Per carità, qualcuno cui tutto questo sembra abnorme, c’è.

“La differenza, come si nota, è scandalosamente enorme. E non solo per il Partito dei pensionati, che già nel ’99 aveva ricevuto 76 volte ciò che aveva speso. Basti vedere il guadagno della Fiamma Tricolore (che ha incassato 81 volte di più), di Rifondazione (13 volte di più), dei Comunisti Italiani (12 volte di più), dell’Ulivo (7,8 volte di più), di Alessandra Mussolini (6 volte di più), della Lega (5,9 volte di più) ma anche dei grandi partiti. Totale delle spese accertate: 88 milioni di euro. Totale dei rimborsi: 249. Quasi il triplo”.

"Negli Stati Uniti, ricordano infine Stella e Rizzo, «il finanziamento pubblico della politica è limitato al finanziamento della campagna presidenziale» e nel 2004 è costato 206 milioni di dollari, circa 50 centesimi di euro per abitante.

Una inchiesta del "Sole 24 ore" ha dimostrato che le finanze dei partiti non sembrano proprio aver bisogno di nuovi afflussi. Stando ai bilanci, vanno tutti bene.

"Sono in largo attivo, non fosse per i buchi del passato, i diessini (11 milioni e mezzo, pari al 27,6% dei proventi totali del partito) e i forzisti (più quasi 47 milioni grazie a introiti pubblici nello scorso anno per la cifra record di 134 milioni) e i nazional-alleati (più 3 milioni 850 mila euro) e i casiniani dell'Udc (25 milioni 182 mila euro!) e perfino chi sta maluccio, come la Lega, non è andata in rosso. E allora”?“I nostri parlamentari fanno anche scelte «retroattive»…

"Dopo aver portato tutti insieme soltanto due mesi prima (unica eccezione: i radicali) i rimborsi elettorali da 2 a 5 euro per ogni elettore iscritto alle liste, ridistribuirono i soldi per le elezioni del 2001: 125.089.621,44 euro in più rispetto a quelli già stanziati proprio per il 2002.

"Un bel gruzzolo supplementare che, per fare solo due esempi, fu di oltre 9 milioni per gli azzurri e di 8 per i diessini”. 

Fonte: Panorama, Corriere della Sera
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Anonimo 09 aprile 2008   11:41

sono notizie che potevamo immaginare ma avere i conti alla mano è sempre una sorpresa..dire che sono indignata è un eufemismo...che vergogna!belli i tempi in cui la politica non era un mestiere ne un'associazione a delinquere..quando chi faceva politica non percepiva nulla ed era una vera vocazione diretta veramenta al benessere comune!e adesso la gente non arriva alla fine del mese,i pensionati dopo aver lavorato dignitosamente per quarant'anni sono costretti a rubare salame e formaggi nei supermercati...ma dove vogliamo arrivare?ad emulare forse l'argentina di qualche anno fa?beh forse non dobbiamo aspettare neanche tanto!

Anonimo 08 aprile 2008   13:01

Perchè non passare al Presidenzialismo alla francese o all'americana. Non si tratta di due grandi democrazie ? Che funzionano ?

Perchè tenerci sul groppone questa tirannia (sempre meno) occulta di partiti giuridicamente irresponsabili e sfuggenti?

Così ,su questa strada l'Italia se ne sta andando a ramengo ,a quel paese ,a puttane ,a cachì : Stiamo affondando nelle sabbie mobili sul piano civile e sociale .E tra non molto l'Europa ci lascerà al nostro destino. Non sopporta remore o pesi morti. Stiamo diventando dei ritardati-ritardanti.

Il sistema politico italiano va rivisto in toto. Ormai non funziona più nemmeno al 25% ! Ci depotenzia tutti ,ci condanna a morte ,ci esclude ,ci taglia fuori ,ci penalizza ,ci isola.

Anonimo 08 aprile 2008   12:55

I PARTITI SONO DIVENUTI IL CANCRO DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA. E non ci sono rimedi "correnti".

Perchè il nodo è costituito dal classico "medice cura te ipsum".

Al capezzale d'un morbilloso è come se chiamassimo un ammalato di lebbra.

Perchè un'eventuale Legge-cura dovrebbe provenire proprio dal Parlamento monopolizzato ,tra l'altro, da partiti sempre più esclusivi ed elusivi ,che tendono a far fuori i minori pere pervenire ad un monopolio sostanziale ,solo apparentemente oligopolistico. E dopo ci sarà la Grande Coalizione .E dopo un breve ciclo di selezione e depurazione ,alla fine residuerà UN BEL PARTITONE UNICO .E amen .

E forse ce lo saremo meritato. Perchè ad ogni tappa di questo cammino EVIDENTE E DICHIARATO siamo stati tutti zitti.

Siatene certi : AVREMO UN "PRINCIPE". Machiavelli ,nella tomba ,sogghignerà.

Anonimo 08 aprile 2008   11:23

Un rimborso parziale ,su spese effettivamente documentate ,dovrebbe andare al candidato.

Perchè è il CANDIDATO VERO (non quello delle nazionali "messo in fila gerarchica"),che spende ,che fa ,che dà concretezza alla democrazia sostanziale. Il candidato è il cittadino che partecipa ,che si espone ,che cerca il consenso tra la gente.

Il partito è una Sovrastruttura ,un intercapedine tra il candidato e lo Stato.

Non si capisce proprio perchè i soldi dovrebbero andare al partito ,a questa macchina sovraordinata per legge e del tutto parassitaria.

INSOMMA I CANDIDATI SPENDONO E SI SPENDONO - I PARTITI INCASSANO IN RAPPORTO AI VOTI DEI CANDIDATI.

E' UN'AUTENTICA USURPAZIONE. Ma in Parlamento una variazione di questa legge...dovrebbero votarla proprio i Partiti: è un'impossibilità logica ,una contraddizione in termini. CI HANNO MESSI IN UN CUL DE SAC! Non se ne viene fuori.

Anonimo 08 aprile 2008   11:12

VERGOGNA, INVECE DI ALLEGGERIRE LA PRESSIONE FISCALE, ELIMINARE LO SPECO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SI PERMETTONO DI INPINGUARE LE CASSE DI QUESTI FANTOMATICI PARTITI E NOI CITTADINI SIAMO ASSOGGETTATI A CONTINUI CONGUAGLI IRPEF, ADDIZIONALI COMUNALI, REGIONALI E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA.

VERGOGNA!

Anonimo 08 aprile 2008   10:56

Questa legge infame ha ingessato definitivamente questa democrazia.

Dei cittadini contrari a questi partiti ricchissimi e superpotenti come potrebbero mai combattere contro di essi ad armi pari? Come potrebbero mai cambiare i rapporti di forza ? Con le collette?

Se i partiti "che già ci sono" li super-finanzia lo Stato chi potrà mai EFFICACEMENTE competere con loro ?

Questa legge sancisce un vantaggio castale ed è escludente.

E dimostra che ormai la Nazione è in mano ad una OLIGARCHIA solo variamente colorata ma del tutto SOLIDALE quando si tratta di "erigere mura a difesa" dei propri privilegi e del proprio Oligopolio.

E'  una legge che denega i diritti di libera scelta del Popolo ed eternizza il circuito dei partiti "ammessi".

Ed in più i soldi non vanno ai candidati che li hanno spesi davvero ma ai CAPI-PARTITO che si auto-potenziano sempre di più.

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