Casini, Bertinotti e tutti i leaders della formazioni minori, hanno più volte evidenziato la similarità dei programmi e dei comportamenti di Veltroni e Berlusconi: hanno paventato una loro “uguaglianza”.
E’ innegabile che un certo parallelismo tra le due campagne elettorali sussista. L’ultimo tema sul quale si sono cimentati contemporaneamente, è la lotta alla criminalità organizzata.
Berlusconi a Napoli ha prima stigmatizzato le responsabilità dell’amministrazione di sinistra per il problema rifiuti, ed ha promesso ai napoletani: “Il primo Consiglio dei Ministri del Governo della Repubblica si terrà a Napoli”.E ancora: “Il posto di lavoro del Presidente del Consiglio rimarrà a Napoli finché non sarà concretamente avviata la soluzione dei problemi, per il ritorno di Napoli e della Campania alla normalità”. Insomma assicura Berlusconi, popolo plaudente, che il problema rifiuti sarà una priorità del suo eventuale Governo.
Coglie l’occasione per precisare il suo pensiero (è l’uomo dell’auto esegesi) sul 49,7% degli italiani che avevano votato il centro sinistra nelle passate elezioni, che non sono piu c……i, e registriamo con piacere, notizia ancor migliore, sono sulla via della redenzione. Prosegue affrontando finalmente il tema criminalità organizzata e ricorda che la sinistra lo accusa di non aver previsto nulla in merito nel programma.
Poi attacca: “Io dico che devono vergognarsi perché la metà dei Consiglieri sono indagati e purtroppo la Campania ha il record dei consigli comunali sciolti per camorra”.
Sull’altra sponda Veltroni ripete che il suo “principale concorrente” ha nuovamente evidenziato: “Se io governerò avrò contro tutte le Istituzioni”.
Veltroni risponde risoluto: “Non riesce ad entrare (nella mente di Berlusconi n.d.r.) l’idea che le Istituzioni per loro definizione non sono di parte, ma rappresentano tutti gli italiani, così è stato con Ciampi, con Napolitano, così è con la Corte Costituzionale, così è con i Presidenti di Camera e Senato.
”Poi Veltroni affronta anche Lui il tema della criminalità organizzata. Ripete, come ha fatto in Sicilia e in Calabria: “Ho detto votino (le organizzazioni criminali, ovvero facciano votare, n.d.r.) per chi gli pare ma non votino per il partito Democratico perché noi li vogliamo distruggere, li vogliamo annientare.”Una considerazione banale: il record di Consigli comunali sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata, era della Campania anche durante i due Governi Berlusconi.
Questa fattispecie, come il record di Consiglieri indagati, rectius l’esistenza di una moltitudine di Consiglieri indagati nel Meridione, per sospetta o provata collusione con la criminalità organizzata, non è un fatto accaduto sotto un governo o l’altro, è un fenomeno immanente da alcuni decenni.
Berlusconi insiste sull’ostilità che troverà nella Istituzioni e Veltroni risponde che queste sono, in quanto tali, al di sopra delle parti. In realtà negli uomini, anche quelli a capo delle Istituzioni, sappiamo, può sussistere la tentazione più o meno cosciente di avere atteggiamenti di parte, ma sono le regole quelle che devono di fatto impedirlo. Senza regole precise uno Stato democratico non può funzionare.
La Costituzione repubblicana, al di la delle opinioni, fino ad oggi ha garantito quel minimo di regole che hanno consentito la vita democratica del paese, difendendolo da tentazioni estremiste ed anche “golpiste”.Proiettare, addirittura in anticipo, ombre così negative sulle Istituzioni della Repubblica, non è un buon servizio ad uno Stato democratico, oppure … è surrettizio.Veltroni tuona contro la criminalità organizzata: lancia una sfida a tutti. Un discorso forte, coraggioso, da vero leader.Se non conoscessimo le vicende di questo Paese, la sua storia remota e recente potremmo, anzi dovremmo pensare, che stiamo ascoltando due personaggi che stanno cercando di entrare per la prima volta in politica: nuovi e vergini.E invece non è così. Ambedue hanno avuto incarichi di grande rilievo, ruoli importanti, se non determinanti, nella vita politica del Paese.
Ambedue hanno una storia politica. Ora all’improvviso, in piena campagna elettorale si accorgono che al Sud c’è una priorità, che la criminalità organizzata impedisce il normale svolgimento della vita economica e sociale del Meridione.
Si accorgono dopo due secoli della “questione meridionale”, dello stato di abbandono in cui il Sud si trova per colpa di un mancato sviluppo, di una arretratezza che è causa ed effetto principale del potere assoluto dei gruppi criminali.
Non siamo all’anno zero: l’unità d’Italia ha 150 anni… nel bene e nel male.Quale credibilità può avere la politica che si accorge dei problemi del Paese solo quando chiede il voto, il consenso dei cittadini, il plauso nelle piazze? Che valore ha lanciare anatemi contro le mafie quando per secoli lo Stato non è riuscito ad estirparle e le ha lasciate padrone del Territorio, quando in più di un’occasione pezzi dello stesso Stato con queste si sono immedesimati, identificati?
Secoli di arretratezza, di sfruttamento, di assenza dello Stato, di sopraffazioni, di “pizzo” pagato, di abbandono nelle mani della mafia, non si cancellano con uno slogan, con una promessa.Non è credibile.Non è credibile ancor di più se Berlusconi per primo non crede nelle Istituzioni in quanto tali, che ha rappresentato al massimo livello e ancora rappresenterà, non crede nella loro forza al di la del contingente, oltre gli uomini che possono anche sbagliare, in buona ed in cattiva fede.
Le Istituzioni vanno ancor più legittimate, se veramente Berlusconi e Veltroni vogliono intraprendere una vera lotta alle mafie, che del dispregio delle Istituzioni e del loro mal funzionamento si alimentano ogni giorno.
Come potranno credere i cittadini meridionali nelle Istituzioni se Berlusconi per primo le delegittima dicendo che le troverà ostili al suo Governo; “dall’altra parte”?Come potrà un cittadino denunciare chi gli chiede il pizzo e così rischiare la vita, se chi governa per primo non ha fiducia nel Sistema legale del Paese?
Come pretendere che i cittadini paghino le tasse se si giustifica l’evasione? Pensa Berlusconi che abbassando la pressione fiscale di 3 punti (che è un’enormità) diventeranno gradevoli e allora a Lui tutti le pagheranno sorridendo? e da dove prenderà poi il denaro per il funzionamento dello Stato?Non è questione da poco.
Non si vuol qui sostenere che gli uomini delle Istituzioni, in quanto tali diventino imparziali.
Questo non è vero e ne abbiamo le prove. Riteniamo che il vero scudo deve essere costituito dalle regole ferree della Democrazia “effettiva”, che invece è stata violata da norme improvvide che sono destinate a sparire, come la nefasta abolizione del voto di preferenza.
Veltroni e Berlusconi, o meglio chi dei due governerà, avrà il dovere di ricostruire la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, al Sud come al Nord, di essere credibile, di crederci per primo, talvolta anche contro ogni logica e ogni apparenza, per il bene del Paese.Perché tutto si può togliere agli uomini liberi: anche la libertà e liberi resteranno, ma non la speranza.Giuseppe Di Bella