Il Tar di Palermo avrebbe giudicato ammissibile il ricorso presentato da Leoluca Orlando (candidato del centrosinistra alle consultazioni del maggio 2007) per l'annullamento delle comunali a Palermo, o, in subordine, per la dichiarazione di vittoria di Orlando al primo turno. Lo rende noto l'ex sindaco, oggi parlamentare di Italia dei valori. I giudici amministrativi avrebbero valutato che gli elementi forniti per il ricorso, secondo quanto afferma Orlando, assistito dagli avvocati Aldo Fici,
Gaetano Scoca e Armando Sorrentino, siano tali per poter proseguire nel giudizio.L'avvocato Fici ha depositato un documento nel quale, dopo aver ricostruito le vicende che si svolsero prima, durante e dopo il voto, ha chiesto al Tribunale di ordinare al comune di Palermo e alla Digos di fornire un lungo elenco di documenti, che, secondo Orlando "potrebbero provare come da parte di qualcuno vi sia stato un piano premeditato già parecchi mesi prima del voto per condizionarne il risultato". "Alla luce di questi documenti che il Tribunale dovrà acquisire - ha ribadito Orlando - è sempre più evidente che senza brogli scientificamente organizzati e pianificati a tavolino, oggi sarei sindaco di Palermo e lo sarei con una elezione a primo turno". Per l'acquisizione di questi ulteriori documenti, il Tribunale ha deciso un rinvio dell'udienza al 10 giugno.Le elezioni furono vinte dall'attuale sindaco, Diego Cammarata (FI).
Il presidente del Tar Sicilia Giorgio Giallombardo dopo avere appreso la notizia data dall'ufficio stampa di Orlando ha diffuso una nota di precisazione con la quale si afferma che “il Tar non ha giudicato ammissibile il ricorso presentato da Leoluca Orlando ma ha preso atto della richiesta comune delle parti di depositare nuovi documenti e ha rinviato l' udienza al 10 giugno prossimo". Lo dice "Il ricorso - aggiunge il magistrato amministrativo - è in stato di attesa e non ci siamo pronunciati sull'ammissibilità né sul merito del ricorso che tra l'altro proviene già daaltri rinvii. Abbiamo solo preso atto di una richiesta delle parti".