Walter, l’antagonista. La guerra gentile dell’uomo tranquillo. Che cosa ha in serbo negli ultimi giorni della campagna elettorale?

04 aprile 2008
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Walter è Walter. Walter recita la parte di Walter. Non è un calambour, è una singolare virtù. Veltroni appartiene a quella èlite che, indossato un abito mentale fin dall’infanzia, lo portano con su di sé tutta la vita. Non riescono ad essere altro. Scelta l’identità, non la dismettono mai, è’ quella e basta. Seminano dubbi senza averne, scavano nei ragionamenti altrui senza farne di propri.

La loro vita si smaglia, loro rimangono puntuali come un orologio svizzero. Vivono come se partecipassero ad una gara di regolarità con il navigatore accanto. Qualche rischio lo corrono, naturalmente. Quoque Homerus dormitat. Sfiorano il ridicolo, qualche volta. Invece che partecipare ad un rally, diventano i personaggi di una commedia all’italiana. Ricordate la sequenza del film di Tognazzi, Il federale, con il suo sidecar, che ospita il professore antifascista da consegnare ai camerati, che fuggono da Roma. Fa il suo dovere,il federale Tognazzi, ma è di buon cuore: avverte il professore dei pericoli che la strada potrebbe fargli correre. Buca, buca con acqua eccetera. Esilarante.

Al Poggetto

Beh, sostenere la parte del gentiluomo ad ogni costo, del cinquantenne acqua e sapone, non è proprio una passeggiata. Si esagera senza volerlo. Com’è capitato nei giorni scorsi. Walter, deciso a esibire un linguaggio politicamente corretto, è andato al di là di ogni aspettativa. Non pronuncia più nemmeno il nome del suo avversario politico, Silvio Berlusconi. Sicché il nemico, invece che adontarsene, lo sfotte e lo definisce “il signor nessuno”, facendo fremere di rabbia i compagni di partito (absit iniuria verbis…).

Lazzi e frizzi da bar di periferia, ma questa è la storia, non possiamo cambiarla. Ciò che si è guadagnato non glielo toglie nessuno: la simpatia di amici e nemici. Raccoglierà considerazione e buffetti sulla guancia.

Diventeranno voti? Le urne sono un’altra cosa. Gli editorialisti più sanguigni, e gli altri, solitamente morbidi, scalpitano: vorrebbero che menasse le mani, mostrasse i muscoli perché quando il gioco si fa duro, i duri…eccetera.

Si vede che non hanno capito di che pasta sia fatto.Walter è riuscito a dribblare il caso Campania con eleganza grazie al fair play. Invece che invitare il Presidente della monnezza, Bassolino, ad andarsene a casa, ha declamato l’inno alla discontinuità. Non può scappare via, ha detto, comprensivo, ma serve “discontinuità”.

Che per lui è una invocazione di una violenza inaudita. Equivale a quello che per i comuni mortali significa, più o meno: “vattene a casa, subito dopo le elezioni devi andartene”. Walter non scarica, dimissiona, richiama al senso di responsabilità.

Agli antipodi di Gianfranco, il Duro di AN, che dopo avere visto due file di sedie vuote al cinema Imperia di Palermo, ha mandato a quel paese l’intero gruppo dirigente siciliano.

Fini licenzia, Veltroni coniuga gli opposti. Gianfranco cerca il delfinato, Walter avvolge i suoi amici, ne cura l’immagine, li evoca un giorno sì ed uno no. Gianfranco sposa in seconde nozze, Walter porta i figli nelle cerimonie ufficiali. Gianfranco spara a zero quando ci vuole, Walter è incapace del first strike, sferrare il primo colpo.

Ovviamente c’è a chi non piace il timing di Walter, ma sono in molti a non amare quello di Gianfranco o del Cavaliere, l’Innominato. L’understatement di Walter è una religione, lo splitting del Cavaliere una condizione, o la trovata dell’ultima ora.

Quando appare in video, Walter sembra la rèclame del feelgood, lo stato di benessere.Walter rifugge dal disallineamento, accoglie falchi e colombe, operai della Thyssen e bamboccioni con spirito equanime: i bamboccioni quarantenni in casa di mamma e papà sono uno step superabile ma anche una benedizione, l’icona della famiglia che non si spezza anche quando si piega; gli operai, le fondamenta dello Stato.

Il capolavoro di Walter è il revisionismo acritico: rappresenta, senza averne piena consapevolezza, quindi in perfetta buonafede, il bombaccismo (che non ha niente a che vedere con il bamboccismo). Il bombaccismo è una eredità prefascista: nasce a Livorno nel 1921 da Nicola Bombacci, fondatore del Pcd’I, (insieme ad altri).

Dopo avere spaccato il socialismo italiano, Bombacci scelse Mussolini e finì a testa in giù a Piazzale Loreto insieme al Duce, dopo avere provato a persuadere il resto del mondo che un obiettivo di sinistra può essere raggiunto solo attraverso una leadership della sponda opposta. Non ci fu verso di fargli cambiare idea. Il bombaccismo di Walter è un ruscello di acqua cristallina, quello di Nicola Bombacci il Lago dell’Ontario inquinato dai residui industriali. E magari la strada obbligata, per battere il Cavaliere. 

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Anonimo 04 aprile 2008   14:23

Anche se Veltroni fosse "il candidato idealmente perfetto" della sinistra ,anzi forse proprio per questo ,non lo voterei perchè sono anti-sinistra per principio.

Così come sarò costretto a votare Berlusconi ,anche se non è il candidato idele del centro-destra ,perchè io sono di Destra.. Non accusatemi ,non è colpa mia .Siamo tutti combinati così. Tutti costretti a "limare" le nostre opinioni per vedere di inserirle ,comunque ,nella Realtà così come essa è.

Ma se dovessi cercare l'Ideale (in termini d'aderenza alle mie opinioni) potrei solo candidare e votare me stesso.

E sinceramente non me la sento. Cerco "tra quello che c'è". E ,secondo coscienza ,per non far male a nessuno ,scelgo quello che ,per me ,è "il meno peggio". Come tantissimi altri italiani defraudati di tante cose. A destra ed a sinistra. Ma se a sinistra non c'è l'onestà d'ammettere le stesse cose.....EBBENE, COME NON DETTO ,RITIRO TUTTO !

Anonimo 04 aprile 2008   12:06

L'a plomb di Veltroni ,ad esser sinceri, sembra quello d'un funzionario pubblico chiamato a fare la sua brava relazioncina ad un convegno di studi sulla lana caprina o il baco da seta. Meticoloso ,precisino ,garbatino.

La sua mission impossible è quella di far dimenticare lo sfascio plateale del centro-sinistra asserendo che si tratta di acqua passata ! Che hanno capito la lezione ,che ora sono soli e decideranno meglio ,che ora i tempi sono migliori e soprattutto che...."ora si può redistribuire".(Ma se ora hai un surplus da "redistribuire",quei soldi non era meglio prima NON TOGLIERLI dalle nostre tasche?).

Ma la vera "impossibilità" è quella di parlare del Governo Prodi come se si trattasse di "storia antica"...MENTRE IL GOVERNO PRODI E' ANCORA IN CARICA CON TUTTA LA SUA BELLA FILIERA DI MINISTRI E SOTTOSEGRETARI di una dozzina di partiti diversi e di due dozzine di lingue e culture diverse. La storia "vicina" :questa Walter non può cancellare. 

Anonimo 04 aprile 2008   12:06

L'a plomb di Veltroni ,ad esser sinceri, sembra quello d'un funzionario pubblico chiamato a fare la sua brava relazioncina ad un convegno di studi sulla lana caprina o il baco da seta. Meticoloso ,precisino ,garbatino.

La sua mission impossible è quella di far dimenticare lo sfascio plateale del centro-sinistra asserendo che si tratta di acqua passata ! Che hanno capito la lezione ,che ora sono soli e decideranno meglio ,che ora i tempi sono migliori e soprattutto che...."ora si può redistribuire".(Ma se ora hai un surplus da "redistribuire",quei soldi non era meglio prima NON TOGLIERLI dalle nostre tasche?).

Ma la vera "impossibilità" è quella di parlare del Governo Prodi come se si trattasse di "storia antica"...MENTRE IL GOVERNO PRODI E' ANCORA IN CARICA CON TUTTA LA SUA BELLA FILIERA DI MINISTRI E SOTTOSEGRETARI di una dozzina di partiti diversi e di due dozzine di lingue e culture diverse. La storia "vicina" :questa Walter non può cancellare. 

Anonimo 04 aprile 2008   11:55

Sarà anche utile fare il ritratto psicologico dei due Grandi Contendenti ma il voto non credo che lo si debba dare al "personaggio" dell'anno.Non dobbiamo eleggere "il più fine dicitore", nè il più elegante ,nè il più accattivante. E soprattutto non dobbiamo eleggere "il più abile piazzista di sè stesso". Berlusconi è più manager .Veltroni più letterato.

Non stiamo assegnando nè un premio Strega ,nè un cavalierato del Lavoro. La scelta che ci toccherebbe fare (e che ci tocca) è di natura politica e programmatica. Quindi basata anche e soprattutto sulla nostra opinione sui fatti ,sulle storie ,sulle proposte e sulla stessa "natura" dei due schieramenti :E sui nostri giudizi personali sugli eventi che hanno preceduto questa competizione .E la mia personale opinione + che entrambi i due poli principali non si siano "potuti" presentare con la loro proposta "ideale",ma solo con quella che era "nelle cose" ,più a portata di mano ,più plausibile .

Non conta insomma quanto i due personaggi principali siano presentabili o gradevcoli ; conta alla fine ciò che essi rappresentano o dovrebbero rappresentare come "tendenzialià". Sia che ci riescano bene, sia che non ci riescano compiutamente o al meglio. La realtà non è sempre come la vorremmo ,"ritagliata sulla nostra misura".

Anonimo 04 aprile 2008   10:56

con questo forzato atteggiamento gentile mi sembra un ciarlatano che ad ogni costo deve rifilarti i suoi prodotti assolutamente scadenti.....era meglio che faceva il sindaco ....tanto non lo vedevi e non lo sentivi.....

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