Quindici minuti con Berlusconi e il "caso Pizza" rientra.
Il leader Dc: "il rinvio del voto? Un trauma per il Paese"

04 aprile 2008
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Si conclude con un faccia a faccia di un quarto d’ora tra il leader del Pdl Silvio Berlusconi e quello della Dc Giuseppe Pizza l’ultimo (in ordine temporale) “mini terremoto” della politica italiana: la riammissione alle prossime elezioni della Democrazia cristiana con la possibilità di un rinvio delle votazioni.

 

All'uscita l'esponente democristiano assicura: "ci accontentiamo di fare una campagna elettorale di una settimana, perche' non vogliamo creare al Paese il trauma di un rinvio delle elezioni". Pizza spiega di appartenere “a una tradizione culturale e politica come quella democristiana, che ha sempre dimostrato responsabilita' e senso dello Stato”, accettando “questo sacrificio per evitare il trauma alla nazione e anche considerando quello che e' il dettato della Costituzione".

 

Niente richiesta di elezioni posticipate, quindi, ma Pizza “rinvia” l’appuntamento con gli elettori all’anno prossimo “con le europee che si svolgeranno con il sistema proporzionale e con le preferenze che per noi e' molto piu' congeniale".

Il leader della Dc sottolinea che "con Berlusconi abbiamo fatto una lunga analisi della situazione e ho parlato anche con Gianfranco Fini, visto che facciamo parte di una coalizione ed e' giusto prendere una decisione insieme".

 

Alla domanda se nel colloquio con il Cavaliere sia stato trattato anche l'argomento di eventuali posizioni della Dc in un futuro governo presieduto da Silvio Berlusconi, Pizza replica: "non si e' assolutamente parlato di ruoli nel governo, ma solo di politica. Ho spiegato a Berlusconi che dopo aver consultato gli organi dirigenti del partito, abbiamo accettato di concorrere comunque in questa situazione che ci penalizza gravemente".

Pace fatta dunque tra Pizza e il Cavaliere e pericolo superato… almeno per ora.

 

Clima sereno anche in casa Udc, con Pierferdinando Casini che si professa "indifferente” rispetto al caso Pizza. "Il problema della lista Dc – dice invece Dario Franceschini (Pd) - lo ha creato Berlusconi, perche' ha accettato il collegamento con il Pdl. Bastava dire di no ai partiti finti, come abbiamo fatto noi. Tanti ci sono venuti a proporre il collegamento, che serve ad abbassare lo sbarramento per entrare in Parlamento. Quindi stare in una coalizione consente a molte liste di eleggere i deputati".

 

Più duro il commento del candidato premier del Partito socialista Enrico Borselli. "Un giudice – dice - ha fatto cadere il Governo Prodi e ci ha portato alle elezioni anticipate e un giudice rischia di rinviare le elezioni politiche. Penso che ci sia un serio problema di presenza della magistratura nella vita politica”.

 

Sul caso interviene anche il presidente della Commissione di vigilanza Rai Mario Landolfi, che assicura di avere previsto l’inserimento della nelle Tribune elettorali. A titolo di compensazione per la minore durata della campagna elettorale della ''democrazia cristiana'', il rappresentante della lista avra' inoltre diritto a una conferenza-stampa analoga a quelle

previste per i candidati premier.

 



 

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Anonimo 04 aprile 2008   15:38

Berlusconi si è fatto pure la Pizza... Troppo in forma in questo momento, allenato com'è a fare promesse...

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