Facciamo i conti, l’UDC possibile ago della bilancia. Ma Berlusconi insiste: voto utile per maggioranze solide

di Giuseppe Di Bella
01 aprile 2008
Numero lettori 580 Leggi i commenti 1 Inserisci un tuo commento

Ancora un affondo di Berlusconi che toglie all’UDC anche il seggio nelle Marche, l’unico che fino a  qualche giorno fa gli riconosceva.

Ieri infatti ha dichiarato che il Paese ha bisogno di maggioranze solide e i sondaggi dicono che al Senato  “Nessuno degli altri partiti del centro Destra, al di fuori del Popolo della Libertà, può raggiungere in nessuna regione italiana il risultato dell’8%. Quel voto e gettato via, è perso, di più, è un voto che facilita la vittoria possibile del Partito della sinistra”.

Poi blandisce la piazza e mette in scena il consueto attacco storico al comunismo: “Dobbiamo confortare Veltroni” dice alla platea, partono fischi e lazzi; il cavaliere incalza “non trattatelo così male, gli hanno affidato un compito impossibile, gli hanno detto vai li e devi far dimenticare che è esistito il comunismo.”

Prima considerazione incidentale: per la prima volta a Berlusconi scappa di bocca “la vittoria possibile del  Partito della Sinistra”: un lapsus.

Abbiamo già ricordato che nelle ultime elezioni politiche l’UDC ha ottenuto il 6,76% su base nazionale e 21 Senatori perché ha goduto della partecipazione alla coalizione della CDL e indirettamente, dei relativi premi di maggioranza regionali.

Sappiamo anche che, correndo ora da solo l’UDC, per partecipare all’assegnazione dei seggi al Senato, deve ottenere, nella Regione,  l’8%.

Questi i migliori risultati regionali ottenuti dall’UDC nelle citate politiche del 2006, in ordine decrescente:

Sicilia 9,6%

Puglia 8,1%

Marche 8,1%

Veneto 7,9%

Sardegna 7,8%

Calabria 7,2%

Abruzzo 7,1%

Lazio 7,0%

Friuli V.G. 7,0%

E’ doveroso annotare che in Sicilia sussiste l’incognita del MPA di Raffaele Lombardo che potrebbe togliere una parte dei voti all’UDC.

Detto questo la campagna del “voto utile” lanciata da Silvio Berlusconi, l’attacco all’ex alleato, più veemente che quello a Veltroni, hanno una sola spiegazione: indebolire Casini per estrometterlo dalla scena politica. 

Il ragionamento è supportato dai numeri. Infatti  Berlusconi è cosciente che in alcune Regioni, oltre alla Sicilia e alle Marche, e segnatamente nel Veneto e in Sardegna, Casini è ad un passo dall’8%, ma è pur vero che l’UDC al Senato è border line: potrebbe non ottenere nessun seggio per un pugno di voti.

Parafrasando, l’animale ferito e indebolito del branco è proprio l’UDC e contro di esso si lanciano le fiere all’attacco. E’ la legge della natura, e della politica, quella del più forte. Questo il movente della campagna di Primavera contro Casini: per questo motivo si insiste ad oltranza sul “voto utile”, sulle maggioranze solide. L’insistenza registrata indica una certa concretezza del pericolo.

Insomma, il rischio da eliminare è che Casini confermi i propri voti e magari qualcuno in più (vedi UDEUR), e possa strappare quel minimo di 6/8 seggi, che “toglierebbe”  in linea generale al Centro destra (non tutti), e per ipotesi diventare l’ago della bilancia di Craxiana memoria.

A 15 giorni dalle elezioni, permane l’ultimo dubbio del Cavaliere, nonostante i sondaggi: non ottenere per il Senato abbastanza premi di maggioranza nelle diverse Regioni, e dunque aver bisogno di Casini per formare il Governo. Proprio di colui che “non ha consentito di portare a termine il programma della CDL”.

La chiusura netta di Veltroni alle “larghe intese”  fa rivivere questo spettro.

E allora: o uccidiamo il “figliol prodigo” o uccidiamo il vitello grasso per festeggiare il suo ritorno.

 

Segnala ad un amico
Anonimo 01 aprile 2008   18:03

D'altro canto è anche storicamente certificato che Casini non avrebbe potuto raggranellare il suo partito se non nella "cintura protetta" prima del Polo e poi della Casa delle Libertà. E se non fosse cresciuto in quel contesto non avrebbe ricevuto in premio la Presidenza della Regione siciliana che gli ha rivitalizzato tutto il partito.

Che oggi giochi contro ,e con stizza!, è imperdonabile.

Senza Berlusconi lui sarebbe stato solo un soldatino della Margherita.

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Regione Siciliana - Assessorato al Turismo
Altre notizie