Conferenza stampa del leader del Pd, Walter Veltroni.
Tema centrale le pensioni: “Il Partito Democratico è deciso a proporre un intervento immediato".
“L'intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determinerà, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno (fino a 4.500 euro mensili)".
La fretta è cattiva consigliera: 400 Euro (lordi) l’anno a chi ha una pensione di 535 Euro mensili e salta più di un pasto, può avere un senso, limitato ma potrebbe averlo. Si tratta di 25 euro netti mensili, con i prezzi attuali 1 Kg. e mezzo di carne. Oppure 8 Kg di pane, o meglio 15 Kg di pasta. Questo ricorda qualcosa del passato.
Peggio 400 Euro lordi annui a chi ha una pensione di 2.000 Euro al mese sembra un’ingiustizia nei confronti di quelli che hanno avuto il “pacco di pasta”.
Peggio ancora: che senso ha limitare l’aumento di chi riceve 535 euro mensili a quattro spiccioli, e aumentare, sia pur di poco, la pensione di chi percepisce 55.000 Euro l’anno ovvero 4.500 euro al mese?.
Achille Lauro a Napoli soleva regalare la scarpa destra prima delle elezioni e la sinistra a cose fatte (se veniva eletto).
Il problema delle pensioni in Italia è un problema drammatico. 1.850.000 di cittadini vive con 535 Euro al mese, altri milioni con poco più. Non si tratta di “rinunciare alla seconda cassa di champagne”, come disse un VIP a fronte degli aumenti, si tratta di mettere insieme il pranzo con la cena.
“Ci sono pensionati che vendono l’oro per arrivare a fine mese”, aggiunge Veltroni: lo sa, lo sappiamo tutti.
Allora serve coraggio, non quello di chiedere i voti, come faceva la DC, col pacco di pasta in mano. No, il coraggio di aumentare veramente le pensioni e consentire agli anziani svantaggiati di mangiare tutti i giorni. Meglio ripetere “mangiare tutti i giorni”. Per qualcuno è una ovvietà.
Veltroni non si preoccupi di chi ha una pensione di 4.500 Euro al mese, perché questi non ha problemi di cibo, si preoccupi di chi dal quindici del mese in poi non passa più in macelleria o a chi rinuncia tutto l’anno al pesce e alla frutta.
Giocare con le parole non serve più. A fronte dello spreco di centinaia di milioni di Euro al mese per mantenere i costi esasperati della politica, queste “offerte” ai poveri, suonano offensive.
Le rivoluzioni non si fanno con la pancia piena, ripeteva prima di tangentopoli un noto personaggio politico. Ma è vero anche il contrario.
Sia Berlusconi, al quale va riconosciuto che fu il primo a fare qualcosa di concreto, che Prodi, hanno sottovalutato per anni, almeno dall’introduzione dell’Euro, questo drammatico problema.
Sia Berlusconi che Prodi hanno ignorato per anni che le pensioni venivano erose dal meccanismo di adeguamento che prevede l’incremento annuo dello 0,75% dell’inflazione registrata.
Sappiamo tutti quale è il differenziale tra inflazione registrata dall’ISTAT e quella reale, specialmente sui generi di prima necessità.
Oggi all’improvviso questo problema viene alla ribalta con una forza dirompente e trova i due Leader degli schieramenti concordi (a distanza) sulla necessità di adeguamento (Berlusconi continua a dire che Veltroni gli copia il programma).
Berlusconi dai microfoni di Studio Aperto rilancia "Il problema numero uno è quello di adeguare le pensioni ai prezzi, al caro vita, a partire dalle basse".
Poi anche riferendosi alle minime afferma che quelle da 535 Euro “dovrebbero essere intono ai 560 euro al mese” guarda caso la stessa cifra netta di cui parla Veltroni.
Poi Berlusconi continua dimostrando un’approfondita conoscenza del problema: “… il problema delle pensioni è fondamentalmente uno: quello che le pensioni non sono state adeguate al costo della vita". E ancora "sarebbe un fatto fondamentale di giustizia adeguare le pensioni ai prezzi. L'adeguamento dell'ultimo anno è stato dell'1,6% mentre quello dei prezzi soprattutto dei beni di prima necessità è stato mediamente del 4%", per non parlare del "pane e della pasta, pari al 12% e al 14%. Credo sia un fatto di giustizia - introdurre l'adeguamento al caro vita, soprattutto delle più basse".
Tutto chiaro, tutto conosciuto nei particolari e l’urgenza assoluta, oggi di far vedere 25 euro in mano per l’elemosina alle pensioni minime, che per recuperare il potere d’acquisto perduto, avrebbero bisogno di un adeguamento di almeno 100 Euro netti al mese. Almeno.
I pensionati non interessano a nessuno, non hanno forza contrattuale. Si ricordano di loro nel momento delle elezioni. Il giorno dopo tutto torna come prima.
I politici sono lontani dai problemi della gente, dai problemi veri.
Tutti i problemi ,presi ad uno ad uno ,appaiono (e sono) risolvibili. 100 euro al mese a 2 milioni di Italiani per 13 mensilità fanno 2 miliardi e 600 milioni l'anno. Lo Stato è certamente nelle condizioni di inserire questa cifra nel suo bilancio. Ma il punto è che a questo problema ,non appena "partirà" il nuovo Governo ,se ne aggiungeranno mille altri .A partire da quello degli stipendi e dei salari di TUTTI i dipendenti pubblici e privati che sono TUTTI IN SOFFERENZA (specie con le famiglie a carico). Ed allora ,per chiunque ,fare la "graduatoria" dei bisogni sarà doloroso. Perchè TUTTO INSIEME non si potrà certamente fare . Bisognerà certamente che qualcosa "parta" prima. E poi quest'anno c'è forse un residuo di "tesoretto" (proveniente dal surplus di tassazione) ma se tutti dicono che le tasse ce le dovranno diminuire, per gli anni prossimi bisognerà che lo Stato COSTI MENO ,dimagrisca ,che non allenti il cordone su nuovi pre-pensionamenti ,che venda bene alcune proprietà ormai inutili (le vecchie caserme chiuse),che allarghi l'area di chi paga le tasse.
Mastella riceverà 300.000 Euro dallo Stato per il suo “reinserimento sociale”. Lo prevede una legge che assegna una sorta di “buonauscita”, una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento, a tutti coloro che non sono rieletti o che comunque si ritirano a vita privata.
Lo chiamano anche assegno di solidarietà di fine mandato. A Mastella spettano dunque 300.000 euro grazie ai quali potrà affrontare più serenamente il trauma del reinserimento nella vita sociale. (da LIBERO)
Rispondo ora al commento "Tutti i problemi, presi ad uno ad uno, appaiono (e sono) risolvibili. 100 euro al mese a 2 milioni di Italiani per 13 mensilità fanno 2 miliardi e 600 milioni l'anno. Lo Stato è certamente nelle condizioni di..."
Penso che le priorità di uno Stato civile non possano non tener conto della fame dei cittadini, sebbene solo di una parte di Essi. Conosco personalmente casi in cui anziani pensionati hanno dovuto vendere la fede per arrivare a fine mese.
Achille Lauro era un simpatico dilettante ,un artigiano della "captatio benevolentiae". Ho visto arrivare camions di pasta (ricordo anche la marca) allo Zen ed allo Zen 2 fino a tutti gli anni '90. C'erano i camions "tricolori" e quelli con le bandiere verdi (che mi diedero spavento perchè mi sembravano quelle dell'Islam trionfante).
Pennette tricolori e lasagne verdi. Popolo plaudente ed accogliente (lo stesso) per entrambe le camionate.
Voti equamente divisi sulla base delle preferenze gastronomiche. Tranne finali colpi di mano per chi avesse posto in distribuzione paste "già condite" per tutti i gusti (tipo "quattro salti in padella").Lì era garantito un margine doxa di vantaggio di almeno il 10%: Ricordo anche i nomi augusti dei candidati .Non so se c'era reato o meno. Non so se c'era "VOTO DI SCAMBIO". Forse erano solo gadgets per ricordarsi ai maturi elettori "che avevano già scelto".
Ma io ho provato (e provo) disgusto. Sono diabetico. Mangio solo carne. ODIO CHI MANGIA LA PASTA!
Tutti i problemi ,presi ad uno ad uno ,appaiono (e sono) risolvibili. 100 euro al mese a 2 milioni di Italiani per 13 mensilità fanno 2 miliardi e 600 milioni l'anno. Lo Stato è certamente nelle condizioni di inserire questa cifra nel suo bilancio. Ma il punto è che a questo problema ,non appena "partirà" il nuovo Governo ,se ne aggiungeranno mille altri .A partire da quello degli stipendi e dei salari di TUTTI i dipendenti pubblici e privati che sono TUTTI IN SOFFERENZA (specie con le famiglie a carico). Ed allora ,per chiunque ,fare la "graduatoria" dei bisogni sarà doloroso. Perchè TUTTO INSIEME non si potrà certamente fare . Bisognerà certamente che qualcosa "parta" prima. E poi quest'anno c'è forse un residuo di "tesoretto" (proveniente dal surplus di tassazione) ma se tutti dicono che le tasse ce le dovranno diminuire, per gli anni prossimi bisognerà che lo Stato COSTI MENO ,dimagrisca ,che non allenti il cordone su nuovi pre-pensionamenti ,che venda bene alcune proprietà ormai inutili (le vecchie caserme chiuse),che allarghi l'area di chi paga le tasse.