Ecco le conseguenze del "voto utile" predicato da Silvio Berlusconi

di Giuseppe Di Bella
22 marzo 2008 00:37
Leggi i commenti 22   Inserisci un tuo commento

Il ”voto utile” di Berlusconi: ormai è chiaro, l’obiettivo sono i voti dell’UDC. Vi spieghiamo per quale ragione.

Il Cavaliere insiste ancora sul “voto utile”. La tesi è ormai nota, le conseguenze no: neanche allo stesso autore.

Berlusconi ha dichiarato che le uniche due forze che possono vincere, sono il Popolo della Libertà o il Partito Democratico. Ha precisato che se un elettore del centrodestra vuole impedire la vittoria della sinistra, l'unica possibilità è votare per il Pdl, per non fare il gioco di Veltroni.

Il ragionamento comporta anche due conseguenze implicite:

1) Non votate per i Partiti piccoli, UDC compreso, perché questi non potranno acquisire alcun premio di maggioranza, né alla Camera né al Senato e dunque non avranno peso politico.

2) Se non votate per il PDL, votate per il PD perché quello si, può vincere le elezioni o prendere il premio di maggioranza o comunque esprimere una maggioranza (anche relativa).

Riandando con la mente alle elezioni politiche del 2006, tutti ricordiamo che il giorno dopo, era opinione comune che “Berlusconi avesse fatto di tutto per perdere”.

Ci si riferiva:

1) Al meccanismo della Legge elettorale votato dalla CDL, che a cose fatte sembrava pensato per far perdere Berlusconi e soci;

2) Al voto degli italiani all’estero, che contrariamente alle attese risultò maggiore per la sinistra;

3) Nel rifiuto (determinato dalla Lega) di includere nel centro destra la “Alleanza Lombarda Autonomista”, che poi conferì 44.580 voti all’Unione (risultati decisivi alla Camera e quindi determinanti per la sconfitta);

4) Nei toni della campagna elettorale e specialmente nell’appellativo ingiurioso (il famoso co…) rivolto agli italiani che non avrebbero votato per la Casa della Libertà.

Ripetendosi i risultati delle ultime elezioni politiche, il Popolo delle libertà, già Forza Italia con Alleanza Nazionale e Lega Nord, più qualche cosa della nuova DC di Rotondi e Azione Sociale della Mussolini, è accreditabile del 42% di voti per la camera e del 43% al Senato.

Se la vittoria si delineasse sicura, come dicono i numeri sopra evidenziati, quello che sostiene Berlusconi sarebbe autolesionista, perché il concentrare i voti sui due grandi partiti lo metterebbe a rischio di perdere più Regioni al Senato a favore del PD. Mentre la dispersione tutto sommato, in questa fase favorirebbe proprio il PDL.

Cosa si cela dunque dietro la smania del Cavaliere di concentrare il voto sui grandi partiti il c.d. detto “voto utile”’? A chi si rivolge il Cavaliere? C’è una sola lettura logica: un dubbio lo assilla. Non ottenere per il Senato abbastanza premi di maggioranza nelle diverse Regioni, e dunque aver bisogno di Casini per formare il Governo.

Abbiamo già ricordato che la Legge elettorale vigente, come già accaduto nel 2006, non garantisce che chi ha più voti al Senato abbia la maggioranza. Infatti la CDL nel 2006 pur ottenendo circa 250.000 voti in più, non ottenne la maggioranza al Senato, perché molti premi regionali di maggioranza andarono al centro sinistra che aveva un voto più concentrato.

A conti fatti l’obiettivo di Berlusconi sembra proprio l’UDC. Perché se Casini non sarà determinante, o si va alle “larghe intese” o si torna al voto.

Un’altra considerazione è essenziale: Berlusconi sa che non può convincere l’elettorato di centro sinistra a votare per il PDL, ma sa anche che l’elettorato di Casini, ammaliato dalle sirene del voto utile, potrebbe dare i suoi consensi al PDL (non certo a Veltroni).

Ha ragione quindi Casini a ritenersi l’obiettivo principale di questa campagna per il voto utile. E poi Berlusconi lo ha detto chiaramente: non ho portato a termine il programma per colpa di Casini.

Gli obiettivi del Cavaliere sono questi, perché non potrebbero essere altri.

Sottrarre 400/500.000 voti all’UDC e vincere a mani basse anche al Senato;

Indebolire comunque Casini per aver maggiore forza contrattuale nel caso gli servissero i voti dell’UDC;

Nella peggiore delle ipotesi riandare alle elezioni perché nessuno può formare il governo, essendoci due maggioranze diverse alla Camera ed al Senato.

Ma non è che per caso Berlusconi sta facendo ancora i conti senza l’oste, come nel 2006?

Si è accorto che in campo avverso il rapporto tra la Sinistra Arcobaleno e Veltroni non è di contrapposizione come il suo con l’UDC?

Potrebbe Casini dopo le acredini di questa campagna elettorale del Cavaliere, mirata a sottrarre voti proprio all’UDC, formare un Governo con Sua Emittenza Premier?

Dopo la scelta di Veltroni di correre da solo scrollandosi di dosso, almeno in questa fase, la sinistra massimalista, perdere le elezioni per Berlusconi è ancora più difficile che nel 2006, quasi impossibile.

Ma… se Casini a fronte di questo attacco frontale, a cose fatte, si schierasse con il PD, magari per “garantire la governabilità”? (aveva 21 Senatori, è accreditabile di 13 senza premio di maggioranza).

Insomma se un ago della bilancia ci sarà, potrà essere solo Casini, e questo è per Berlusconi il pericolo da scongiurare.

Il cavaliere dunque vuole raccogliere dove non ha seminato, come il padrone severo della Parabola Evangelica.

Ricordo infine un’altra frase che correva di bocca in bocca il 10 Aprile 2006: “Se Berlusconi non avesse fatto campagna elettorale, avrebbe vinto!”.

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 24 marzo 2008   11:27

Per Berlusconi ,in un clima non da crociata ,ma sorridente ,può accettarsi il titolo di Cavaliere o di Sua Emittenza.

Ma di Veltroni che si potrebbe dire ?

Berlusconi ,da questa Repubblica, è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro per i suoi meriti di imprenditore che ha dato lavoro diretto a decine di migliaia di Italiani. E l'emittenza è solo UNO dei suoi settori d'attività.

Veltroni ha fatto sempre è soltanto l'attivista di partito. Dal Partito comunista alla Quercia fino all'attuale PD:

Ed ha guadagnato solo denaro pubblico facendo il deputato ed il sindaco.

Oggi parla tanto di "lavoro". Ma in realtà lui non sa di che cosa si tratti se non per sentito dire.

Parla del Lavoro come dell'Africa e dei suoi problemi (non ha mai fatto il missionario) : da teorizzatore,da ideologo ,da sognatore .E questo si percepisce dal modo in cui sfiora i problemi con poetici "colpi d'ala".Ma per favore!

Anonimo 24 marzo 2008   10:21
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 marzo 2008. Visualizza »

 

Berlusconi non ho portato a termine il programma per colpa di Casini. Casini dice che gli ha impedito di farsi solo i ... suoi.

Mi sembra invero che Berlusconi poiché sa di poter vincere senza Casini... lo ha semplicemente scaricato come un cucciolo sull'autostrada.

Casini è stato per Berlusconi quello che la sinistra radicale è stata per prodi e Veltroni. Un focolaio interno di discussioni continue ,un freno a mano permanente ,un tentativo continuo e subdolo di ruotare il volante ,il timone. Una cosa inaccettabile se prima hai sottoscritto un patto d'alleanza ed un programma comune. Questi "giochetti" di potere ,tipici dello "stile" democristiano ,sono quelli che hanno bloccato la politica italiana "ritardandola" e che hanno impantanato lo sviluppo italiano- Casini ,non aderendo al PDL ,non ha difeso la "storia" ed i "valori" del suo partito, ma il suo diritto ai veti ed ai ricatti. Fedele solo alla tradizione democristiana dei "due forni": sto con te ma posso dissociarmi ,convincimi "bene" (dandomi "cose") altrimenti potrei farmi convincere "dagli altri". Un giochetto squallido che s'è voluto chiamare "centro moderato" ma che è in realtà furbizia ,opportunismo,cinismo ,doppiogiochismo ,vaghezza di programmi ,inaffidabilità degli uomini ,contrattazione da mercato ,palude ,indecisionismo come regola di vita.Un orrore.

Anonimo 23 marzo 2008   09:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 marzo 2008. Visualizza »

Non creda che il il centro dello schieramento scomparirà: scompare prima il fenomeno Berlusconi (e l'erede, Fini, non è riconosciuto legittimo).

Solo nelle regioni con forte tradizione di sinistra, l'UDC non arriverà all'8% al senato (Emilia, Toscana, Marche e Umbria, in primis); nelle altre eleggerà un certo numero di senatori, vera croce per il PdL.

Berlusconi , catalazzitore dell'anticomunismo e dell'antiberlusconismo, terminerà la sua carriera dopo questa legislatura, che lo vedrà sì vincitore, ma senza gli strumenti (numeri) per governare.

 

Mi rendo conto che sembra impossibile, detto oggi, ma sone le leggi della Politica, a cui nessuno può sfuggire.

 

Saluti

 

Italico Spaesati

le nostre opinioni sono purtroppo esito del buon senso. Se invece le filtriamo con una legge elettorale che è qualcosa in più di una "maialata" (dice l'autore), studiata per fare stravincere la CDL (e che in quell'occasione si rivelò un boomerang), ci accorgiamo che per un pugno di voti (o di Dollari), l'UDC potrebbe uscire di scena anche rappresentando il 7,9% degli italiani. Purtroppo.

Anonimo 23 marzo 2008   00:11
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 marzo 2008. Visualizza »

Casini scomparirà dalla scena politica, è questa la mia impressione, e pur non essendo un suo elettore, me ne dispiaccio.

Al Senato forse non prenderà alcun seggio: forse ha ragione Berlusconi. Ma chi lo ha fatto fuori è proprio lui: poco Cavaliere. In fin dei conti per molti anni Casini è stato un buon alleato. Ma la politica è questo, almeno in Italia: "non faremo prigionieri", aveva detto Previti (!) ora si uccidono (politicamente) anche i commilitoni feriti. Triste.

Non creda che il il centro dello schieramento scomparirà: scompare prima il fenomeno Berlusconi (e l'erede, Fini, non è riconosciuto legittimo).

Solo nelle regioni con forte tradizione di sinistra, l'UDC non arriverà all'8% al senato (Emilia, Toscana, Marche e Umbria, in primis); nelle altre eleggerà un certo numero di senatori, vera croce per il PdL.

Berlusconi , catalazzitore dell'anticomunismo e dell'antiberlusconismo, terminerà la sua carriera dopo questa legislatura, che lo vedrà sì vincitore, ma senza gli strumenti (numeri) per governare.

 

Mi rendo conto che sembra impossibile, detto oggi, ma sone le leggi della Politica, a cui nessuno può sfuggire.

 

Saluti

 

Italico Spaesati

Anonimo 22 marzo 2008   21:54

Casini scomparirà dalla scena politica, è questa la mia impressione, e pur non essendo un suo elettore, me ne dispiaccio.

Al Senato forse non prenderà alcun seggio: forse ha ragione Berlusconi. Ma chi lo ha fatto fuori è proprio lui: poco Cavaliere. In fin dei conti per molti anni Casini è stato un buon alleato. Ma la politica è questo, almeno in Italia: "non faremo prigionieri", aveva detto Previti (!) ora si uccidono (politicamente) anche i commilitoni feriti. Triste.

Anonimo 22 marzo 2008   18:09
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

La vittima designata non sarebbe Casini ma il popolo italiano, perchè il cavaliere vuole fare, come sempre, la parte dello squalo, cioè il pesce grosso che mangia i più piccoli. Gli italiani capiranno che democrazia significa pluralismo di idee e non il "pensiero unico", quello di un padrone che all'improvviso, per sua solitaria decisione, decide di fondare un nuovo Partito alle sue condizioni e di escludere coloro i quali, prima di decidere, vogliono democraticamente discutere.

Parole sante, egregio Anonimo.

 

Mi perdoni il vezzo dell'atocitazione, ma Le posto un mio intervento, apparso su un'edizione provinciale de "il resto del carlino" ed alcuni giornali online: era 1l 24 ottobre 2008.

 

"Senza imbarazzo ne’ vanto, credo sia giusto sottolineare che quanto sta accadendo all’interno della CdL lo avevo già anticipato ad amici di Forza Italia, senza essere un mago (evidentemente ben più di 2 anni fa, dato che le mie dimissioni risalgono al novembre del 2005).

 

A molti di essi, le mie vaticinazioni eretiche risultarono fastidiose ed apparentemente inconcludenti, minando alla base le fondamenta della Piramide; anche la mia apologia di una parte di quanto era stato baldanzosamente rottamato in nome di nuovismo, con l’avvento della c.d. II Repubblica, appariva indigesto: fra questi obsoleti principi, quelli del proporzionale e della preferenza, liquidati da molti teoreti nazionali quale virulenza per la governabilità, il primo; addirittura in odor di mafia, la seconda.

In questi giorni, senza preavviso, spiazzando tutti ( e forse anche se stesso), Berlusconi ha abbracciato queste tesi: dalle dichiarazioni, sembra convinto di sbaragliare il campo, sia quello avverso che quello casalingo della ormai ex-CdL; se all’annunciazione della nascita di un nuovo partito sarà realmente dato corso, io non lo so: forse verrà stabilito in base ai sondaggi, secondo il principio di navigare sempre con il vento in poppa, a prescindere da dove questo porti.

Il fiato corto della “rivoluzione berlusconiana”è, ancora una volta, nel metodo; come già Forza Italia anche la nuova creatura, partorita dal suo grembo, possiederà il peccato originale di essere “sua”, non della gente; per la rivoluzione ci vuole l’iniziativa popolare, non il comunicato del cambio di ragione sociale a reti unificate.

La situazione, ad oggi: pur nel divieto di Berlusconi, alcuni colonnelli, non si capisce se ammutinati o meno, stanno uscendo dai gruppi azzurri ribattezzano i gruppi di appartenenza “partito della libertà”, probabilmente nel tentativo di anticipare i colleghi, ( a proposito, il nome non potrebbe essere utilizzato, perché depositato già dal 2004 da un gruppo liberale); altri luogotenenti, già si sentono parte integrante della nuova formazione, così, automaticamente, senza soluzione di continuità ne’, tanto meno, investitura popolare; la Brambilla asserisce di essere l’unico elemento di novità, con la sua antipolitica.

Intanto, gli onorevoli di FI, Adornato e Sanza, ripercorrendo mentalmente i miei stessi sentieri, anticipano la propria non adesione al nuovo partito.

 

Agli amici Azzurri ad oltranza, dico: coraggio, se proprio non riuscite a resistere alla forza ipnotica, cercate almeno di concentrare le energie per impedire che le scialuppe di salvataggio del nuovo partito non siano assaltate da quei ben noti personaggi che del fideismo ostentato per mere finalità personali ne hanno fatto una ragione di vita, a discapito di tutti; se il PdL diventasse l’arca per preservare determinate specie dall’estinzione, il diluvio biblico sarebbe stato soltanto un fastidioso piovasco; perché non dubito che il novello Noè, per riproporre gattopardescamente lo stesso gioco, non possa che far leva proprio su coloro che hanno legato indissolubilmente la loro esistenza politica alla sua.

Una sola cosa appare sempre più certa ed è che Berlusconi sparirà, politicamente parlando, senza lasciare eredi legittimi e riconosciuti tali da tutti (con una sola eccezione, Formigoni): in un giorno, esploderà un sistema che aveva nella sua persona direzione e collante.

Per questo motivo, per le contromisure non è mai presto; per prima cosa, gli altri partiti dell’ex CdL devono dimostrare di poter vivere e muoversi senza respiratore artificiale marcato “Arcore”; ma se l’uscita di scena del Cavaliere sarà sullo stile di Sansone, a breve termine, non ci si stupisca di finire stritolati sotto i cingoli della “gioiosa macchina da guerra”, riconvertita da Veltroni in una sfavillante spider americana color rosso pastello…"

 

Ho voluto tornare indietrro di qualche mese, per ricostruire alcune vicende che ci hanno portato ad oggi; nel farlo, spero di non essere andato troppo fuori tema.

 

Saluti

 

Italico Spaesati

 

Anonimo 22 marzo 2008   17:41

IL VOTO SENZA DUBBIO E' UTILE ALLA COMUNITA', INUTILI INVECE SONO ALCUNI PERSONAGGI DELLA NOSTRA POLITICA.

 

Anonimo 22 marzo 2008   16:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

la politica e la lealtà sono come l'acqua con l'olio.

Aveva ragione Follini? A proposito che fine ha fatto? Ditemelo per favore.

Anonimo 22 marzo 2008   16:58

E' vero

Anonimo 22 marzo 2008   16:57
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

Utile o inutile il Cavaliere vicerà. Piaccia o no.

Il paradosso BERLUSCONI è che lo votano i poveri. Negli USA quando si fanno i processi penali la difesa cerca di formare una giuria  quanto più simile socialmente all'imputato. Gli italiani poveri si affidano al modo di vedere il mondo di un miliardario. Senza invidia. Avranno ragione?

Belfagor

Anonimo 22 marzo 2008   15:18

 

Berlusconi non ho portato a termine il programma per colpa di Casini. Casini dice che gli ha impedito di farsi solo i ... suoi.

Mi sembra invero che Berlusconi poiché sa di poter vincere senza Casini... lo ha semplicemente scaricato come un cucciolo sull'autostrada.

Anonimo 22 marzo 2008   14:44

NOOOOO, per favore ancora un governo di TRUFFOLO noooooooooo

Anonimo 22 marzo 2008   14:07

Utile o inutile il Cavaliere vicerà. Piaccia o no.

Anonimo 22 marzo 2008   12:56

la politica e la lealtà sono come l'acqua con l'olio.

Anonimo 22 marzo 2008   12:49

Personalmente ricordo anche che il giorno dopo le elezioni la CDL tentò di sostenere che i voti dell' Alleanza Lombarda Autonomista", erano della destra.

Anonimo 22 marzo 2008   12:37
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

BERLUSCONI VINCERA', MA IO SONO OTTIMISTA PERCHE' NON HA PIU' LEGGI AD PERSONAM DA FARE, QUINDI ADESSO PENSERA' AGLI iTALIANI

Non è vero che il cavaliere non ha più leggi ad personam da fare. Non dimentichiamo che ancora è tutta da definire la questione più importante, quella del conflitto di interessi. Ed i segnali che arrivano non sono dei migliori come, ad esempio, la proposta del cavaliere di inserire nella ipotetica cordata per l'acquisto di Alitalia, i suoi figli. Riflette italiani, riflettete.

Anonimo 22 marzo 2008   12:33
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

CASINI è La vittima designata, l'agnello pasquale.

La vittima designata non sarebbe Casini ma il popolo italiano, perchè il cavaliere vuole fare, come sempre, la parte dello squalo, cioè il pesce grosso che mangia i più piccoli. Gli italiani capiranno che democrazia significa pluralismo di idee e non il "pensiero unico", quello di un padrone che all'improvviso, per sua solitaria decisione, decide di fondare un nuovo Partito alle sue condizioni e di escludere coloro i quali, prima di decidere, vogliono democraticamente discutere.

Anonimo 22 marzo 2008   12:32
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

CASINI è La vittima designata, l'agnello pasquale.

Casini è un "vecchio" democristiano e sicuramente non è l'agnello sacrificale, ha fatto anch'egli una scelta opportunista.

Framarsco

Anonimo 22 marzo 2008   12:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 marzo 2008. Visualizza »

BERLUSCONI VINCERA', MA IO SONO OTTIMISTA PERCHE' NON HA PIU' LEGGI AD PERSONAM DA FARE, QUINDI ADESSO PENSERA' AGLI iTALIANI

Povero illuso.

Framarsco

Anonimo 22 marzo 2008   09:08

IL VOTO è "UTILE" SOLO A LUI.

Anonimo 22 marzo 2008   09:08

BERLUSCONI VINCERA', MA IO SONO OTTIMISTA PERCHE' NON HA PIU' LEGGI AD PERSONAM DA FARE, QUINDI ADESSO PENSERA' AGLI iTALIANI

Anonimo 22 marzo 2008   09:02

CASINI è La vittima designata, l'agnello pasquale.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
ItalianNews
Altre notizie
i.c.one italian wines