Caccia agli indecisi. Chi sono e come scovarli? E perché è solo una parte politica a cercarli? Chi sono? Quelli he ne hanno fin sopra i capelli della politica politicante, che ritengono vuote le parole della politica, di nessun significato gli eventi che essa realizza; snobbano la democrazia, in definitiva. Certo, se lo possono permettere perché c’; se non ci fosse, si accorgerebbero certamente che è importante tenersela e utilizzarla, sarebbero in prima fila a battersi per riappropriarsene.
Non partecipano perché “non ci credono” o credono che a far politica siano personaggi cui non si può dare fiducia. Chi glielo farebbe fare, vuol dire che ci guadagnano, altrimenti non si dannerebbero l’anima e così via. Discorsi così, che fanno di tutta l’erba un fascio. Immaginate per un momento che questo modo di dipingere la realtà sia adottato per la nostra famiglia, per il luogo di lavoro, per la comunità in cui viviamo. Tutti uguali non si salva nessuno? Una follia ragionare così, o meglio una idiozia.
Quanto discorriamo di politica, invece, non abbiamo dubbi: tutto nero o quasi. Non è scetticismo, non solo: è pigrizia, ignoranza, o adirittura essere convinti di saperne di più e tenere un atteggiamento dispettoso. Inso,,a a me questi signori non riusciranno mai a farmi fesso, io non li voto. Facciano quello che vogliono, tanto la mia vita scorre uguale come sempre. Ninte di più sbagliato, niente di più lontano dalla realtà, niente di più stupido. Se non voti, sono proprio quelli che non aprezzi a decidere che cosa farne della tua vita.
Nel gruppone degli indecisi ci sono quelli che hanno subito delusioni, che hanno ricevuto torti e che hanno ben altro cui pensare. Come tirarli fuori dall’angolo in cui si sono cacciati? Come far loro capire che non partecipando alle scelte finiscono con il subire le scelte altrui? Che non partecipando, danneggiano se stessi, il Paese in cui vivono? Partecipare significa, infatti, arricchire le istituzioni di risorse umane, idee, iniziative, ragionamenti. E’ come se non utilizzassimo una parte consistente dell’energia che possediamo. Ce l’abbiamo e la buttiamo via.
Gli indecisi hanno motivazioni diverse, perciò chi vuole che si facciano opinioni, deve risvegliare il loro interesse. Essere credibile ed uscire dai rituali della politica.
Il signor Foucault, che la sapeva lunga, ebbe modo di riflettere sull’ordine del discorso, cioè sulla possibilità di essere ascoltati. Affermò che i contenuti del discorso sono meno importanti del luoghi in cui i discorsi vengono pronunciati, e meno importanti del ruolo di chi li pronuncia.
Chi non è nessuno e parla in un’assemblea affollata, non viene ascoltato, osservavò Foucault. Può illustrare progetti utili, esprimere idee intelligenti: inutile, non viene ascoltato. Se chi non è nessuno parla durante un talk show televisivo, però, le sue parole diventano importanti, anche se dice sciocchezze.
Chi riveste un ruolo nella società in cui vive, riceve attenzione anche nell’assemblea anonima di persone di cui prima scrivevamo. Insoma, dipende da dove ti trovi e chi sei, non da ciò che dici.
I candidati, nelle campagne elettorali, scontano un gap: non sono credibili, perché la gente pensa che facciano promesse che non manengono e i loro progetti, impegni, programmi, intenzioni siano solo uno specchietto per le allodole.
La credibilità si costruisce con il tempo, non nelle campagne elettorali.
L’esito della caccia agli indecisi, dunque, è scontato. Saranno in pochi a decidere alla fine. Quindi è meglio contarci poco.
Che cosa bisogna fare, dunque, per cambiare l’esito del voto? Mostrarsi decisi, risoluti, crederci fino in fondo. Chi non ha fiducia nel proprio lavoro, non può sperare di ottenerne dagli altri.
E’ più facile far cambiare idea a coloro che sono orientati e sanno a chi dare il voto piuttosto che a chi sta fuori dalla politica e dai suoi riti?
Forse, le cose stanno proprio così. O quasi.
E’possibile tirare per i capelli una percentuale di indecisi e condurli dalla propria parte, ma le motivazioni devono essere forti. E in Sicilia, purtroppo, le motivazioni forti non sono generalmente nobili.
Il secondo quesito che ci siamo posti inizialmente è il seguente: perché è solo una parte politica a rincorrere gli indecisi, cioè l’opposizione?
La risposta è semplice, l’opposizione sta inseguendo, parte da risultati peggiori e nella circostanza attuale, i numeri non premiano affatto gli sforzi del candidato che la rappresenta, Anna Finocchiaro.
Quando venne resa nota la candidatura, spirò un vento a lei favorevole. Quando il ticket con Rita Borsellino divenne una ipotesi possibile, le chances aumentarono. Successivamente, il passaggio della Borsellino alla testa dell’altra lista di oppoisizione, Sinistra Arcobaleno, sembrò non nuocere la Finocchiaro, ma nemmeno avvantaggiarla. In quelle giornate la maggioranza viveva le sue turbolenze. Il Presidente dell’Assemblea, Miccichè. voleva fare la rivoluzione, Raffaele Lombardo e l’Udc marciavano per conto loro, il PDL polemizzava con i suoi alleati, l’Udc sparava a zero contro i vertici del PDL. Il quadro, dunque, appariva favorevole alla Presidente del gruppo parlamentare PD del Senato, giudicata anche dagli avversari, una persona di qualità.
Poi si è messa in moto la macchina schiacciasassi dei partiti, quelli che sanno come farla, con chi parlare e che cosa dire. Anna Finoicchiaro ha fatto cenno al voto utile e alla sua sinistra si è scatenato il finimondo. Una settimana che probabilmente ha devastatato le possibilità di successo dell’opposizione. Out-out della sinistra, durissime contestazioni, un linguaggio aspro che l’errore di Anna Finocchiaro non giustifica. Gli auspici favorevoli sono via via venuti meno. Il patromonio di interesse è scemato. Gli indecisi sono diventati perciò l’ultima spiaggia per gli inseguitori.
Signor Parlagreco,
Quel Suo : <<La credibilità si costruisce con il tempo, non nelle campagne elettorali>> (che condivido al massimo), vale, purtroppo, per una società 'normale'. In una Regione, nella quale indipendneza e sicurezza economica (cioé posti di lavoro puliti, basati su 'produzione' e non assistenza) non sono la 'norma', é, ahimé la non credibilità che si fa strada. I risultati lo confermeranno sicuramente, ad essere eletti sranno quanti oggettivamante appaiono (sono) poco credibili, ma hanno <l'assistenza> in mano!!
Tra i tanti indecisi, sarà sicuramente alta la pecentuale di Siciliani emigrati rientrati e ristabilitisi in Sicilia con esperienze di democrazie piu 'normali'.
Alla signora Finocchiaro avevo, appunto, consigliato di 'non dimenticare' i 5 milioni di Siciliani nel Mondo (leggi emigrati), che, con un'azione coordinata e intelligentemente 'sdoganati', sarebbero una risorsa socio-economica-culturale considerevole (anche nel tempo) per la Sicilia (altre Regioni italiane lo hanno capito da tempo). A tale proposito, avevo rinnovato un mio vecchio progetto per Corleone (elezioni comunali maggio 2007, vedere www.leoluca-criscione.net: I Corleonesi nel mondo una risorsa per Corleone), ma, ahimé, i miei concittadini hanno preferito, ancora una volta, i datori di 'assistenza'.
Un saluto dalla Svizzera, Leoluca Criscione, www.leoluca-criscione.net
Se vincono (ed è vero) "i datori d'assistenza", significa che ,dall'altra parte ,non s'è offerta neppure quella.
Il centro-sinistra ha avuto i suoi Assessori Regionali al Lavoro (ultimo l'on. Papania).
Beh ,potevano ricordarsi anche loro di Corleone. Magari con qualche corso di formazione in più.
E magari sottraendolo ad Alcamo ,patria dell'on. Papania.
Un gap di 20 punti percentuali non è "una china da risalire" ma una montagna da scalare!
Non ci riuscirebbe nemmeno Superman .Anna Finocchiaro è stata chiamata a registrare ed a mettere il bollo sulla "impotentia coeundi" del centro sinistra siciliano, troppo intossicato dagli schemi comportamentali dei vecchi centro-sinistra che ,troppo spesso ,convivevano in felice contrattazione continua col "vecchio" partito comunista.
C'è una stratificazione storica nella situazione in cui Finocchiaro è stata paracadutata in soccorso. Figlia dell'ultima candidatura credibile della sinistra (quella di Orlando) visibilmente maldigerita dagli allora Democratici di Sinistra. Oggi il primo partito del centro-sinistra s'è ripresa la guida effettiva. Ma è la guida d'un mondo scompaginato ,depresso e privo di spirito di coesione e d'iniziativa.Invece di fare gli ottimisti a comando e ciclicamente ,gli uomini del centro-sinistra dovrebbero sprecare sull'argomento (della loro auto-riforma) qualche riflessione in più. Basta fare i plaudenti!
Il pronlema non è la "bravura" o meno della Finocchiaro :Poteva essere brava anche il doppio ma con questa snistra siciliana non aveva e non hsa da sperare nulla. Non basta mettere un locomotore nuovo se tutto il convoglio è arrugginito ed i binari malmessi .Fosse venuto pure Tony Blair ,a capo di "questa" concreta sinistra siciliana ,non avrebbe avuto possibilità neanche lui. Non voglio e non posso entrare troppo nel dettaglio : mi limito a tirare le somme algebriche tra tutti i fattori negativi e tutti quelli (pochi) positivi .Il risultato è oggettivamente deludente : un esercito già non grande di per sè ,forse anche logorato dal tempo e dall'attesa d'una vittoria "che non arriva mai" (Tipo "Il deserto dei Tartari") e nel frattempo abuatosi ad una routine d'ordinaria amministrazione, ad una opposizione senza picchi ,senza Campioni ,senza analisi profonde ,senza Grandi Temi caratterizzanti e fortemente creduti. Certo con qualche lodevole (ma isolata) eccezione. Ma anche con tanti piccoli personalismi e tanti grandi egoismi ,padri d'una cronica rissosità.
Il rifiuto generalizzato ,il fare di tutte l'erbe un fascio ,il qualunquismo...ma sono male piante "spontanee" ,frutto di egoismo individuale e/o sociale ,oppure queste "infestanti" (tipo gramigna) sono state scientificamente diffuse ,concimate ed innaffiate callidamente proprio da parte di chi "faceva Politica"?
I partiti si sono chiusi a riccio come corti-fortezze medievali per volontà dei cittadini? Non sono stati i vertici dei partiti a decidere di abbandonare il territorio divenendo tutti soft ,virtuali ,televisivi ,leaderistici ,lomtani ,irragiungibili?
Anche le cerimonie della partecipazione sono finite : dove sono più i veri Congressi dei partiti? Tutti montano gazebo.
E prima con i collegi (ed il candidato unico) poi con le liste bloccate ,chi se non i vertici dei partiti ci ha privato ,col voto libero ,del piccolo diritto di "farci sentire" sia pure col nostro minimale peso di individui? E dentro i partiti ,secondo voi ,qualcuno vi dà retta se non appartenete alla cerchia degli "intimissimi" del Capo? Ed allora che si pretende da noi? E' qualunquismo o analisi serena ed oggettiva prendere atto che siamo succubi di una "democrazia coi catenacci" in cui il cittadino non ha spazi ,non è ascoltato ,non è invitato e non è nemmeno gradito? E' davvero senza fondamento la percezione che viviamo in una democrazia bloccata ,anzi in una democrazia finta perchè SENZA POPOLO ?
Signor Parlagreco,
Quel Suo : <<La credibilità si costruisce con il tempo, non nelle campagne elettorali>> (che condivido al massimo), vale, purtroppo, per una società 'normale'. In una Regione, nella quale indipendneza e sicurezza economica (cioé posti di lavoro puliti, basati su 'produzione' e non assistenza) non sono la 'norma', é, ahimé la non credibilità che si fa strada. I risultati lo confermeranno sicuramente, ad essere eletti sranno quanti oggettivamante appaiono (sono) poco credibili, ma hanno <l'assistenza> in mano!!
Tra i tanti indecisi, sarà sicuramente alta la pecentuale di Siciliani emigrati rientrati e ristabilitisi in Sicilia con esperienze di democrazie piu 'normali'.
Alla signora Finocchiaro avevo, appunto, consigliato di 'non dimenticare' i 5 milioni di Siciliani nel Mondo (leggi emigrati), che, con un'azione coordinata e intelligentemente 'sdoganati', sarebbero una risorsa socio-economica-culturale considerevole (anche nel tempo) per la Sicilia (altre Regioni italiane lo hanno capito da tempo). A tale proposito, avevo rinnovato un mio vecchio progetto per Corleone (elezioni comunali maggio 2007, vedere www.leoluca-criscione.net: I Corleonesi nel mondo una risorsa per Corleone), ma, ahimé, i miei concittadini hanno preferito, ancora una volta, i datori di 'assistenza'.
Un saluto dalla Svizzera, Leoluca Criscione, www.leoluca-criscione.net