Lombardo-Finocchiaro? Il duello Hillary-Obama piace di più. Anche in Sicilia, e una ragione c’è.

08 marzo 2008
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Il duello fra Hillary Clinton e Barack Obama negli USA interessa i siciliani più della competizione fra Anna Finocchiaro e Raffaele Lombardo? Ed è anche più importante per l’Isola?Queste domande sembrano possedere un sapore provocatorio, ma non è così: possono essere legittimamente poste e riflettute con la dovuta attenzione.

La partecipazione con cui la fascia medio-alta dell’opinione publica siciliana, sicuramente coloro che frequentano la rete, segue l’appassionante confronto fra una donna ed un nero in America non è solo un indizio del grado di magnetismo esercitato dagli USA ma un reale bisogno di conoscere momento dopo momento l’evoluzione della competizione elettorale americana. Un bisogno concreto, non solo culturale e dettato dalla necessità di sapere che cosa succede nel mondo ma dalla consapevolezza che quanto avviene negli USA influenza anche l’Isola, così come ogni parte del pianeta.Parteggiare per la pragmatica e solida Hillary così come stare dalla parte del più glamour Obama, dunque, è il risultato di un ragionamento e di una forte adesione valoriale.

L’interesse suscitato dalla disputa americana non può essere percepito in modo corretto: i candidati che duellano nella fase delle primarie statunitensi, indirizzano i loro messaggi ad un elettorato di casa, hanno un target da rispettare, prevalgono perciò i motivi tipicamente americani, una società complessa che accoglie, magnificamente, etnie, valori, relazioni, sensibilità diversi.

Ciò che i guru di entrambi gli schieramenti indagano non è lo stato dell’economia ma l’atteggiamento, poniamo, degli ispano-americani over 35 verso il loro candidato. Conosciamo elementi marginali rispetto ai reali problemi che la superpotenza americana pone ai cittadini del mondo.Ma i siciliani più avvertiti sanno che Hillary, Obama o il vecchio soldato McCain potrebbero determinare, e in misura non trascurabile, il futuro prossimo: ciò che succede negli USA è come se succedesse nel giardino di casa: dai tassi di interesse al prezzo della benzina, dall’ambiente alle relazioni internazionali, alle cure mediche, alle scoperte scientifiche. Corde sensibili, dunque.  E’ plausibile che questo pesi infinitamente di più rispetto al confronto fra due personaggi solidi, ma dotati di meno appeal, come Anna Finocchiaro e Raffaele Lombardo.

Quello fra Hillary e Barack è un derby, che si gioca in casa democratica, quindi più appassionante di qualunque altra partita, peraltro un derby fino a qualche anno fa inconcepibile, perché potrebbe consegnare ad una donna o a un nero la leadership della nazione più potente del mondo.Interesse ed emozioni, dunque, vanno in parallelo e spiegano la partecipazione al duello americano.

Ciò che può sembrare una opinione un po’ snob - che siamo più interessati alla competizione statunitense che a quella siciliana - è invece un dato di fatto.I nostri contendenti alla carica di Presidente della Regione, dovrebbero fare qual che sforzo d’immaginazione in più, per catturare l’attenzione delle èlites dell’Isola. Coloro che non privilegiano le vicende di casa sono prevalentemente quelli che si tengono lontani dalla nostra politica per spocchia, diffidenza, scetticismo.

Sia l’autorevole Anna Finocchiaro quanto l’intraprendente Lombardo possiedono gli strumenti adatti per rivolgersi anche a questa fascia, non trascurabile, di opinione pubblica 

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Anonimo 08 marzo 2008   11:56

Io non credo che in Italia e in particolar modo in Sicilia la politica si faccia secondo il criterio statunitense. Quì nessuno paga per far eleggere un candidato, per quel che ne so non esistono comitati pro candidati. Il candidato ad una "poltrona politica o amministrativa che sia" nella generalità dei casi si affida agli amici e ai conoscenti, affinchè facciano opera di proselitismo magari con promesse che mai saranno mantenute. "L'intraprendente" Lombardo mi dispiace doverlo dire non ha gli strumenti adatti per rivolgersi a quella fascia di pubblico cui fa riferimento l'articolo, è troppo legato agli inciuci del potere (basti pensare a quali compromessi è stato costretto a soggiacere per togliere la candidatura a Miccichè). E non è che navigli in migliori acque la sinistra a cui va tutta la mia personale simpatia per la Finocchiaro. La discesa in campo della Borsellino nella lista della Sinistra Arcobaleno la dice lunga sull'attaccamento alla poltrona ai cui tutti aspiriamo senza nessuno escluso. Altro che spirito di servizio. Quì si tratta di 30.000 euro se non di più puliti al mese per cinque anni.

F.M.S.

Anonimo 08 marzo 2008   11:26

Vorrei introdurre un pensiero difforme : io sono molto interessato ,per gli USA ,a quanto sta invece accadendo sul fronte repubblicano ,di cui qui si parla pochissimo. Intanto perchè si tratta di quel Grand Old Party che ha vinto le due ultime competizioni presidenziali. Un interesse accentuato da un lato dalla dura e crescente opposizione a Bush non tanto per l'Iraq quanto per la difficile situazione econnomica americana (i repubblicani per vincere dovevano scegliere davvero un Campione ,un "purosangue" in grado di rimontare) ; e dall'altro dal fatto che il partito dell'elefante abbia invece scelto SUBITO e con più facilità il suo concorrente alla Casa Bianca. Chi è dunque questo Mc Caine ? Da noi s'è arrivato a dire "il marine". Si tratta invece d'un Generale (Guerra del Golfo) "atipico" tra i Repubblicani che non ha mai risparmiato critiche a Bush proprio sull'argomento Iraq .Certo ,rappresenta un'America più tradizionale ,più volk ,più profonda.

Ma siamo certi che sia divenuta un'America minoritaria ? Anche Eisenhower era un generale...

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