"Gli eletti alla Camera e al Senato devono essere messi in condizione di fare politica per gli italiani all'estero. E' necessario fare una commissione bicamerale per gli italiani nel mondo che non deve tener conto degli interessi di parte". Lo ha dichiarato Mirko Tremaglia a margine dell'intervento fatto oggi alla seconda giornata della assemblea Cgie.
"La mia proposta -ha aggiunto Tremaglia- relativa all'istituzione di una commissione bicamerale è stata già discussa e approvata in maniera informale dai parlamentari, va dunque esaminata in commissione e poi in aula ma l'orientamento è positivo. Avrà un peso politico notevole dando reale potere agli eletti, ad oggi limitati ad una semplice interrogazione parlamentare". Sul tema delle problematiche relative alle modalità di voto Tremaglia ha ribadito la necessità di introdurre "un sistema elettronico o quello di votare presso consolati o ambasciate cosi' da garantire sicurezza totale alle procedure di voto perche' i brogli si fanno in questa fase precedente''.
''Problema che sussiste -spiega Tremaglia- in quanto non c'è la segretezza durante le operazioni di voto. Tra le varie problematiche anche quella relativa agli errori di intestazione dell'indirizzo del votante, nel 2006 furono 200 mila le persone che non hanno potuto votare in quanto sono stati sbagliati gli indirizzi e le schede ritornate indietro. Ricordo che feci assumere 300 persone per verificare le procedure". In tema di copertura informativa delle diverse fasi della campagna elettorale, Tremaglia ha sottolineato come "la Rai fa il suo dovere. Tuttavia -osserva- io non sono mai stato chiamato. Io che ho cambiato la legge, ho subito lo scotto di non essere stato consultato per ragioni politiche di partito. Le prossime elezioni andranno in modo diverso e nel bene rispetto a quelle del 2006, e la prima cosa che intendo fare sara' la bicamerale".