Una domenica di ordinaria campagna elettorale. Le pagelle ai protagonisti.

di Giuseppe Di Bella
03 marzo 2008
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In campagna elettorale la domenica non è un giorno di riposo per nessuno. Non lo è per i politici in giro per le piazze d’Italia ad ammaestrare le folle con i loro discorsi “delle beatitudini”. Evangelici.Non lo è per i cittadini alle prese con colpi di teatro e rebus politici sempre più difficili e astrusi. Faticoso.Preludio in do maggiore: Veltroni getta la maschera e dichiara”niente inciucio”, e ancora smentisce Casini categoricamente niente “grande coalizione” dopo le elezioni: “Accordi in Parlamento ma il Governo è un’altra cosa”. Veramente surreale: collaborazione col PDL in Parlamento per le riforme e da solo col PD al governo. Impossibile.

Poi parla di rimonta. Ippico e Minaccioso.Berlusconi getta la maschera della sofferenza e accusa Casini di avergli inflitto un lustro di purgatorio in terra, “ chi oggi dice di non voler vendere la propria dignità” gli avrebbe impedito con proibizioni e veti, di governare per cinque anni. Lo accusa ancora di essersi opposto alla riforma della Legge sulla par condicio (illiberale e liberticida). Emerge un dubbio: fa campagna elettorale per l’UDC? Masochista.Ancora Berlusconi invita a non votare i partiti piccoli, che non entreranno neanche in parlamento, per non fare il gioco di Veltroni. Ellittico e sicuro.Di Pietro preoccupato di rafforzare le Forze dell’ordine e della libertà di informazione (di garanzia?) non più della libertà di Berlusconi (fortunato). Tanto la campagna elettorale la fa Veltroni.

Sfaticato.Clemente Mastella è una vittima delle circostanze: avendo ricevuto rifiuti a sacchi da destra e da sinistra, con mossa machiavellica, si mimetizza politicamente e si rifugia dove nessuno lo cercherà mai… nei rifiuti: “Ci considerano e ci trattano da terroni accorgendosi di noi solo alla vigilia delle elezioni, quando nei programmi dei grandi partiti diventiamo una risorsa, rappresentando un formidabile bacino elettorale. Ebbene, con la nostra 'munnezza' ci terremo anche i nostri voti”. Geniale.

Casini apre a Palermo per sostenere Cuffaro e Lombardo: dice che quella di Berlusconi è un’ossessione perché teme il formarsi di un grande Centro, e perchè “abbiamo la schiena dritta”. “Berlusconi fa la campagna elettorale contro di noi e non contro Veltroni per spartirsi dopo il governo del Paese”. Sicuramente non ha sentito il discorso di Veltroni di ieri. Arretrato.

Sente la famiglia trascurata. Torni più spesso a casa. Vagabondo.Bertinotti torna ai toni da guerra fredda, anni ’50 (Love generation) “O con i lavoratori o con i padroni”, “Voto utile solo quello per la sinistra arcobaleno”. Immaginifico e proletario.Fini pensa alla sicurezza, accusa Veltroni di essere Houdini e di rimuovere tutto il suo passato con evidenti estremi di malattia mentale “da psicanalisi”, poi riesuma i lavori forzati. Vario e Medioevale.Bossi dichiara che vincerà, riformerà la Costituzione in senso federale, ma sarà l’ultima volta poi il Nord sceglierà ancora di andare da solo, “certo in modo democratico”.

Scontato ma neo Pacifista.Depositati 181 simboli di partiti tra i quali spiccano per originalità quelli di “IO NON VOTO” , “'NO MONNEZZA IN CAMPANIA”, il pericoloso “PARTITO IMPOTENTI … ESISTENZIALI” (meno male), l’enigmatico “ZARLENGA OMNIA” il mondo con sparsi palloni di calcio. Esilarante.Partiti minori e Beppe Grillo assenti dai notiziari. Che abbia ragione Berlusconi: non entreranno in Parlamento, ma a quanto pare neanche alla Rai. Profetico e Cavaliere.Giuseppe Di Bella 

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GIGI 03 marzo 2008   12:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 marzo 2008. Visualizza »

Solo in un paese come il nostro,ridotto come il nostro,un comico poteva diventare capopopolo ,Masaniello e maitre a penser. Forse l'unico altro precedente è l'Uomo Qualunque ,il partito contestatore di tutto di Guglielmo Giannini: eravamo nel dopoguerra....Evidentemente siamo in un nuovo dopoguerra :macerie morali ,munnizza ,poche certezze ,classi politiche tutte da rivedere ,situazione economica di grave crisi.

Protestare è giusto. Però tutti siamo certi  che non ci salverà Beppe Grillo .

Beppe Grillo non ci salverà, ma ci informerà, con vera informazione. Cosi come ci ha informati negli ultimi anni.

La gente come Grillo, Travaglio, Oliviero Bea, Ricca, è utilissima a fare informazione vera.

IN tv passano ormai solo politici pro forma, con frasi fatte, e demagogia, e cronaca nera romanzata.

 

Che palle !!!

L'informazione die mezzi di comunicazione di massa è serva del potere, ma dirlo è già un passo avanti.

Capirne i criteri è già un ottimo passo avanti.

Anonimo 03 marzo 2008   11:58

Solo in un paese come il nostro,ridotto come il nostro,un comico poteva diventare capopopolo ,Masaniello e maitre a penser. Forse l'unico altro precedente è l'Uomo Qualunque ,il partito contestatore di tutto di Guglielmo Giannini: eravamo nel dopoguerra....Evidentemente siamo in un nuovo dopoguerra :macerie morali ,munnizza ,poche certezze ,classi politiche tutte da rivedere ,situazione economica di grave crisi.

Protestare è giusto. Però tutti siamo certi  che non ci salverà Beppe Grillo .

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