Sicilia pomo della discordia fra Fini e Casini. Miccihè: "Posso essermi sbagliato".

26 febbraio 2008 08:34
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Mi pare che le cose siano andate come chiedeva l'Udc", dice Pierferdinando Casini parlando della candidatura di Raffaele Lombardo alla presidenza della Regione siciliana, appoggiata dal suo partito. Separati per le politiche e uniti per le regionali, la Sicilia prolunga la vita alla Cdl e ai botta e risposta polemici tra ex alleati.

Prima delle dichiarazioni del leader Udc, Gianfranco Fini aveva spiegato che in Sicilia "non si era verificata una compravendita dell'ultimo minuto,

piuttosto un accordo con alleati che hanno dato il loro contributo per fare un percorso. L'Mpa rappresenta la conferma dell'attenzione del Pdl per un federalismo nazionale e solidale"; proprio quello a cui Casini guarda con preoccupazione: "ho grande rispetto per Lombardo - dice - e per la Lega, ma ritengo sbagliato frammentare il Paese e molto negativo che la politica invece di ridurre le fratture territoriali, le amplifichi". E a proposito di fratture, non pare ancora sanata quella tra il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché e i suoi alleati. Dopo l'investitura di Lombardo, il pupillo di Berlusconi aveva accantonato l'idea di candidarsi comunque con una propria lista, come si era ventilato a caldo, affermando di offrire il suo sostegno "reale e leale" al leader del Movimento per l'autonomia. Bersagliato da commenti poco lusinghieri sulla sua scelta, da parte di alcuni frequentatori del suo blog, oggi Micciché scrive di ritenere d'aver "fatto la cosa giusta" aggiungendo però subito dopo: "posso essermi sbagliato. Se me ne rendo effettivamente conto sono pronto anche a cambiare. E' il momento più difficile e delicato della mia vita politica. Mi voglio fidare del blog ma voi dovete essere così bravi da farmi capire". Se il nodo Micciché torna a stringersi, l'Udc di Salvatore Cuffaro assapora la rivincita e prepara le prime "vendette". Oggi il segretario regionale dei centristi, Saverio Romano, ha chiesto al vicepresidente della Regione Lino Leanza (Mpa), che ha sostituito Cuffaro dopo le sue dimissioni, di togliere la delega all'assessore regionale Mario Torrisi, entrato in quota Udc e ora passato al Pdl. Lo scudocrociato sa che in Sicilia si giocano anche i suoi destini nazionali. Domenica Lorenzo Cesa sarà a Palermo per una iniziativa già prevista da tempo e adesso pare che anche Casini abbia deciso di fare un salto.

Nell'attuale legislatura gli uscenti dell'Udc alla Regione sono 18, uno in più di FI. Per le politiche i centristi partono dagli attuali 3 senatori e 5 deputati. L'Mpa ha un senatore, 6 deputati nazionali e 10 regionali. Forza Italia può puntare su un patrimonio di 15 deputati e 8 senatori, oltre ai 17 di sala d'Ercole. N

el centrodestra la partita delle alleanze non è ancora chiusa: mercoledì si riuniranno a Catania i quadri dirigenti de La Destra per decidere se dare l'appoggio a Lombardo. In quest'ultimo caso tutta l'ex Cdl, da Storace a Casini, tornerebbe a compattarsi in Sicilia sulla candidatura di Lombardo. Una situazione analoga a quella che si registra sul fronte opposto, con l'accordo tra Pd e Sinistra Arcobaleno sul nome di Anna Finocchiaro. Nell'isola, insomma lo scontro si polarizza, con la tendenza a riunificare le forze che compongono i due schieramenti.

Nel centrosinistra, intanto, è tutto pronto: sabato Anna Finocchiaro aprirà ufficialmente la campagna elettorale nella Valle dei Templi di Agrigento, dopo che è stato trovato l'accordo anche sul numero delle liste, che saranno tre: oltre a Pd e Sinistra Arcobaleno (che candida Rita Borsellino come capolista a Palermo e in altre due province ancora da decidere) ci sarà la Lista del presidente.. 

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Fonte: ANSA
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Anonimo 26 febbraio 2008   13:14

In realtà sembra di primo acchitto una partita senza storia. L'unico vero punto era se le destree se la sentivano d'andar da sole senza e contro i democristiani. Non ne hanno avuto il coraggio. I litigi appaiono di dettaglio.

La confluenza della sinistrarcobaleno e della borsellino ,seppure obbligata ,appare meno stridente della alleanza poco sentita tra AN e FI con UDC ed MPA,con la ciliegina della candidatura Lombardso  (che rappresenta solo il 10-12% dell'elettorato). Ma tutto questo sposterà il tutto di tre,quattro punti :finirà ,per arrivare al succo, 57-58 a 42-43.

Ma il vero Nodo rimane irrisolto. La Dc qui resta in sella. Ed è un dramma storico.

Qui le vie d'uscita (a sinistra come a destra) rimangono precluse. E la Sicilia rimane immobile :Mentre gli altri vanno avanti.

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