La Sicilia e il teatro della politica, Luigi Pirandello non avrebbe potuto fare di meglio. Attori consumati, copioni brillanti e platee affollate.

di Salvatore Parlagreco
25 febbraio 2008 00:00
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Recitano a soggetto, sono duttili, abili, capaci di calcare qualunque scena, dall’Ambra Iovinelli al Teatro Greco di Siracusa, avanspattacolo e Steinbeck, il Bagaglino e Pirandello. Non hanno bisogno dell’autore, ma è come se seguissero diligentemente il copione.

Si calano dentro il personaggio, lo vivono intensamente e poi se ne spogliano con grazia. Gli umori degli spettatori li influenzano poco, perché aspirano a rappresentare anche quelli, ad essere tutti gli altri di volta in volta. Zelig, rimanendo se stessi? No, Zelig e basta. Divengono miserabili, eroi, vittime, carnefici, idioti e geniali con straordinaria semplicità. Non hai il tempo di pensare: questo è cretino, che loro con una battuta di fulminaìno e ti convincono che il cretino, forse, sei tu.

Ogni volta che rappresentano un personaggio, rappresentano anche il suo mondo, e lo percorrono fino in fondo. Di chi stiamo parlando? Non degli attori per mestiere, quelli che vediamo a teatro, non dei geni del palcoscenico, Gassman o Arnoldo Foa, ma degli uomini politici. Quelli che calcano la grande scena e gli altri, che si esibiscono nei retrobottega. Buoni o cattivi che siano, hanno la straordinaria dote di recitare senza recitare.

Gli attori veri indossano la maschera, assumono toni, umori, gesti della maschera che interpretano, ma non perdono mai la coscienza di sé. Coloro che esercitano l’arte della politica recitano se stessi o perdono la loro identità senza perderla. Il grande teatro della politica – altro che teatrino – si consegna alla platea senza paura né remore. Raccoglie l’identità della platea, non di un solo spettatore. Un miracolo. Riesce a fare di tante uomini e donne, un solo uomo ed una sola donna.

Chi sta sulla scena non è altro rispetto alla platea. Egli smarrisce se stesso consapevolmente, annega nella platea. Per amore? Per forza? No, una naturale empatia. Riflettete sul teatro della politica siciliano, concentrate la vostra attenzione sui personaggi chiave di queste giornate intense e dismettete, per un momento, la parte dell’accusatore, della vittima dei misfatti altrui.

Guadagnate il vostro senso critico e sedetevi comodamente in platea. State assistendo ad una commedia, un dramma, una tragedia, una serie di sketch esilaranti? Non importa, quel che conta è che recuperiate la distanza dagli eventi.

Osservate i personaggi principali, quelli che hanno affollato i vostri pensieri, stimolato le vostre curiosità, che vi hanno fatto arrabbiare o sorridere, quelli che avete mandato al diavolo o applaudito: Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè. E poi, Anna Finocchiaro e Rita Borsellino. Chi premiereste di loro? A chi concedereste la palma di migliore attore? Miccichè o Lombardo, Cuffaro, Rita Borsellino, Anna Finocchiaro?

Prima di rispondere, imponetevi una pausa, recuperate gli umori che il personaggio vi ha trasmesso, depurati delle tossine della vostra passione politica, se ne avete. Ricordate che cosa c’è attorno a loro senza usare la memoria. Impossibile? Non è vero: provate a sentire il clima, l’atmosfera che i personaggi evocano. La gente anonima, i luoghi, gli oggetti. Giudicate l’arte della politica, non il personaggio, le seduzioni, non i fatti, gli atteggiamenti non i comportamenti, le parole non i contenuti, la leggerezza e non la profondità, le mistificazioni e non la credibilità.

Infine compilate una pagella senza ricorrere ad alcun taccuino, confidando sulla vostra attitudine a percepire ciò che conta veramente. Istintivamente sarete dapprima indotti a preferire la compostezza, guidati verso la qualità, ma durerà poco, il cuore e la mente vi trascinano altrove, vi spingono verso il palcoscenico, v’ingiungono di salire in pedana, a toccare con mano il personaggio più vicino. E scoprite di stare accanto a colui che vi assomiglia di più. O che più vorreste rappresentare. Perché a quello in realtà aspirate, a stare sulla scena. Non è così? Certo, non è sempre così, ma capita frequentemente che sia così.

Chi premiate dunque?

Premiate voi stessi attraverso il personaggio scelto. E’ giusto così. Però c’è anche un altro modo di salire sul proscenio. Starci dentro senza essere attore, né platea. E’ il modo più difficile, perché obbliga alla conoscenza, allo studio. Obbliga a mettervi in discussione, a interrogarvi, a giudicare voi stessi prima che gli altri. In definitiva obbliga ad una disciplina mentale che si conquista poco per volta e mai definitivamente. Senza di quella, ubbidirete alle leggi del “mercato”.

Entrate in negozio, scegliete un dentifricio, illudendovi di avere fatto voi la scelta, mentre avete ubbidito agli spot pubblicitari. Ma questi sono ragionamenti, la realtà incombe e noi siamo quello che siamo.

Torniamo al teatro della politica e premiamo i protagonisti della pièce siciliana. Io non avrei dubbio: Gianfranco Miccichè ha dato un volto umano al rivoluzionario liberale e all’uomo delle istituzioni, al contestatore irredimibile e all’ubbidiente esecutore di decisioni altrui. Zelig, rimanendo se stesso. Se stesso nel vortice degli eventi. Uno, nessuno, centomila.

E Raffaele Lombardo? Troppo austero. Anna Finocchiaro? Non riesce a stare sulla scena, sembra uno di noi. Come Rita Borsellino e come, sotto certi aspetti, Totò Cuffaro.  

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Anonimo 26 febbraio 2008   00:37

davero un ottimo articolo , per aggiornarmi 24 ore su 24 sulle elezioni regionali vi consiglio anche questo blog sicilia2008.splinder.com/

Anonimo 25 febbraio 2008   15:24
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 febbraio 2008. Visualizza »

TUTTI per : la democrazia ,il verde ,lo Sviluppo ,il Lavoro ,i salari più alti ,tutti contro la mafia ,il cemento ,le clientele.

Una gara a chi dice più velocemente il aggior numero di ovvietà e banalità. Si precipita verso il centro.

Nessuna idea originale ,non un'opinione di fondo,meditata ,maturata.

Slogans ,litanie : trasparenza ,partecipazione ,collegialità, dialogo.

Vien voglia di dare un calcio a tutto. E' una pessima sceneggiata.

Non sembrano convinti nemmeno loro ,i protagonisti .Sanno di vendere melassa ,aria fritta e di navigare in una palude .

Sevirebbero voci fuori dal coro .Ma se ci fossero chi ne parlerebbe? E tutto torna al punto di partenza,attraverso l'imbuto che ti porta a cercare "i voti del centro",i voti qualunquisti ,i voti dei meno colti ed interessati. E piano piano ,parlando a loro ,col "loro" linguaggio DIVENTI VERAMENTE come loro. E non servi più a niente. Sei stato inglobato nella purea.

Dobbiamo accettare il fatto che in campagna elettorale tutto si riduce a slogan. E con la legge elettorale attuale, è normale che i due maggiori partiti o liste si muovano su posizioni moderate. Sarà la giovane età e la scarsa esperienza di campagne elettorali, ma a me questo non fa paura. Ritengo che sia un male necessario, peraltro comune a tutte le democrazie occidentali. Allora il mio tentativo è quello di guardare al di là degli slogan, al di là dei "punti" del programma. Guardare alle persone, a cosa hanno detto prima della campagna elettorale, a cosa hanno fatto, a cosa hanno scritto. E poi non è vero che dicono tutti le stesse ovvietà. Un esempio. Sviluppo? La Finocchiaro propone il rinforzo delle infrastrutture in Sicilia, mentre il centro-destra vuole il ponte. E' vero che entrambe le posizioni sono due belle promesse, ma intanto denotano due approcci diversi. Un altro esempio. Clientalalismo e mafia? Lombardo è affiliato con Cuffaro, del quale è stato provato il favoreggiamento a mafiosi in un'aula di tribunale. La Borsellino è il simbolo vivente di una antimafia REALE e non retorica, e la stima che la Finocchiaro ha espresso nei suoi confronti conferma che anche la senatrice adotterà questa linea. "I voti del centro, i voti qualunquisti, i voti dei meno colti e interessati"?? Gli elettorati sono stabili nel tempo, e le elezioni vengono quasi sempre decise dai voti dei moderati, niente di nuovo se le grandi forze politiche corteggiano questa parte dell'elettorato. Piuttosto, se vogliamo veramente cambiare le cose, non limitiamo la nostra partecipazione politica al voto e cerchiamo altre forme che - nel piccolo - possano fare arrivare i messaggi giusti alla alte sfere.

Anonimo 25 febbraio 2008   14:21

TUTTI per : la democrazia ,il verde ,lo Sviluppo ,il Lavoro ,i salari più alti ,tutti contro la mafia ,il cemento ,le clientele.

Una gara a chi dice più velocemente il aggior numero di ovvietà e banalità. Si precipita verso il centro.

Nessuna idea originale ,non un'opinione di fondo,meditata ,maturata.

Slogans ,litanie : trasparenza ,partecipazione ,collegialità, dialogo.

Vien voglia di dare un calcio a tutto. E' una pessima sceneggiata.

Non sembrano convinti nemmeno loro ,i protagonisti .Sanno di vendere melassa ,aria fritta e di navigare in una palude .

Sevirebbero voci fuori dal coro .Ma se ci fossero chi ne parlerebbe? E tutto torna al punto di partenza,attraverso l'imbuto che ti porta a cercare "i voti del centro",i voti qualunquisti ,i voti dei meno colti ed interessati. E piano piano ,parlando a loro ,col "loro" linguaggio DIVENTI VERAMENTE come loro. E non servi più a niente. Sei stato inglobato nella purea.

Anonimo 25 febbraio 2008   13:41
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 febbraio 2008. Visualizza »

Un articolo intelligente ,la cui chiave di lettura condivido :Epperò considererei già positivo che ,anche pirandellianamente ,ci si scegliesse almeno un solo ruolo da interpretare .Sul palcoscenico siciliano invece ,di norma ,tutti recitano (spesso contemporaneamente) tre-quattro parti .Ed allo spettatore vien da chiedersi se sta assistendo ad una tragedia greca o ad un vaudeville.Ma alla fine non subentra una crisi autentica da "personalità multipla"? Hai vinto...ma chi sei diventato? A nome di chi hai vinto e per che cosa? Ti ricordi più come eri partito ,con chi e per che cosa ? E' davvero importante che sia Tu e non altri a "vincere" se non usi quella "vittoria" per lasciare un'impronta ,un segnale di qualche significanza? E' davvero gratificante "arrivare nudi alla meta" ? Concedere tanti "qualcosa" a chicchessia pur di aver tanta gente d'accordo su una sequela di banalità ,senza una sola risposta intelligente ed originale ? Questo imbastardimento dei neuroni e dei geni non fa male alla democrazia ?

Tema delicatissimo questo della democrazia. Cosa sta restando di tutti i bei princìpi che ci hanno fatto studiare sui libri di Educazione Civica? Chi partecipa ? Chi decide? Chi scrive i copioni? Chi sceglie i primattori?

Lombardo frutto d'una oscura trattativa a porte chiuse a Palazzo Grazioli, la Finocchiaro "comandata" in Sicilia (ed ai Siciliani) direttamente dall'ultima stanza del loft di Veltroni .Via pure la finzione delle "primarie".

Non solo dobbiamo pagare (con le imposte) il prezzo del biglietto per "andare a teatro",ma non possiamo nemmeno scegliere il tipo di spettacolo o i protagonisti. L'importante è pagare il biglietto. Poi puoi anche non andare a teatro (ed astenerti ,rinunciare ,ritirarti su una colonna o in una grotta) ma "lo spettacolo continua". Al posto tuo ci andranno cento cretini per cui questa è una "novità",o peggio parenti degli attori o comparse pagate.

Che cosa è rimasto ,in tutto ciò ,della "democrazia"? Che scelte vere possiamo compiere?

Anonimo 25 febbraio 2008   12:30

Un articolo intelligente ,la cui chiave di lettura condivido :Epperò considererei già positivo che ,anche pirandellianamente ,ci si scegliesse almeno un solo ruolo da interpretare .Sul palcoscenico siciliano invece ,di norma ,tutti recitano (spesso contemporaneamente) tre-quattro parti .Ed allo spettatore vien da chiedersi se sta assistendo ad una tragedia greca o ad un vaudeville.Ma alla fine non subentra una crisi autentica da "personalità multipla"? Hai vinto...ma chi sei diventato? A nome di chi hai vinto e per che cosa? Ti ricordi più come eri partito ,con chi e per che cosa ? E' davvero importante che sia Tu e non altri a "vincere" se non usi quella "vittoria" per lasciare un'impronta ,un segnale di qualche significanza? E' davvero gratificante "arrivare nudi alla meta" ? Concedere tanti "qualcosa" a chicchessia pur di aver tanta gente d'accordo su una sequela di banalità ,senza una sola risposta intelligente ed originale ? Questo imbastardimento dei neuroni e dei geni non fa male alla democrazia ?

Anonimo 25 febbraio 2008   11:27

Senza parole... complimenti. Bello, bellissimo articolo.

Elisa

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