C’è chi lo porta alto in vita, chi a vita bassa morbido sui fianchi e chi allacciato intorno al collo. Chi lo ama colorato e appariscente, chi velato e trasparente, chi intessuto come una rete che lascia intravedere tra una maglia e un’altra centimetri di pelle maliziosa e chi opta per il classico, seducente e sexy nero.
Stiamo parlando del pareo, il capo moda simbolo dell’estate che accompagna le lunghe giornate al mare di ogni donna. Serve per nascondere qualche imperfezione, rendere speciale un costume, forse solo farsi notare o per coprirsi, almeno in parte, in vista del pranzo e di un buon aperitivo.
Un vezzo tutto femminile nel nostro immaginario. E invece no! A Tahiti, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, dove è nato per opera della popolazione locale, il pareo è protagonista anche del guardaroba maschile.
Indumento pratico, veloce ed essenziale ha più di una dozzina di varianti per le donne e almeno tre versioni diverse per gli uomini. Perché, in fondo, per vivere a stretto contatto con il mare o per pescare si adatta più che bene.
In origine la parola pareo era utilizzata nelle isole Tahitiane per indicare un vestito femminile e distinguerlo dal “maro”, il gonnellino maschile. Poi la parola pareo cominciò ad indicare quel drappo di stoffa capace di assumere tutte le forme desiderate. A dimostrazione un video, che parte con una panoramica informativa sulle isole, ci mostra come ottenere tutte le varianti con pochi movimenti.
Ecco susseguirsi una lunga serie di modelle che avvolgono intorno a sé tessuti disegnati e colorati. Il motivo floreale più gettonato è quello che riproduce l’ibiscus, pianta simbolo di queste regioni. La sorpresa arriva sul finire del filmato quando anche un robusto ragazzotto fa vedere come indossare un pareo.
A parte il modello più semplice simile ad una gonna lunga sono degni di essere menzionati il modello perizoma e il modello pantaloncino, che diligentemente ci vengono mostrati mentre vengono indossati con movimenti che ricordano mosse di karate e combattimenti di sumo.
Non sembra difficile vestire un pareo… provare per credere!
di Roberta Cefalia