Moda a Palermo?
Alla faccia della crisi vincono i completi intimi

17 luglio 2009 10:20
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(di Antonella Quaranta) Cosa hanno comprato le palermitane per la stagione estiva nel cuore della città? Siciliainformazioni lo ha domandato ai negozianti che hanno stilato il loro bilancio in fatto di gusto e tendenza. Non ci siamo lasciati sfuggire anche la domanda economica-sociologica tormentone: “Ma allora questa crisi c'è o no?”. Vediamo come hanno risposto i curatori palermitani del nostro look.

Iniziamo subito con il dire che per i negozianti la crisi c'è, ma sicuramente molto meno di quanto “i media vogliono far credere” questo ad esempio il parere del rappresentante di un grande marchio internazionale che in effetti ci risponde indaffarato il primo giorno di saldi, mentre ha a che fare con una fila di acquirenti che hanno messo mano al portafogli con saldi che non superano ancora il 30 per cento. Insomma le file nei negozi ci sono state, ma meno che gli scorsi anni e soprattutto ormai gli acquisti si fanno strategici: partono allo scattare del saldo nella maggior parte dei casi, dopo aver perlustrato i negozi e aver avvistato gli obiettivi per tutta la famiglia. I ricchi, com'era presumibile, non soffrono particolarmente la crisi e hanno acquistato prima del saldo i capi più originali e glamour ed ora tornano per completare l'opera cercando capi basic e quotidiani.

 

“I consumi? Non sono estremamente diversi rispetto a prima - ci dice la responsabile di un negozio che tiene capi di grandi firme internazionali - oggi invece di comprare sette camice in sette colori differenti il mio cliente, o meglio sua moglie, ne ha comprate quattro, ma comunque ha speso per tutta la famiglia. Non segnaliamo una tendenza in particolare. I nostri clienti, dai ragazzi agli adulti hanno acquistato di tutto”. Diversa la situazione in un'altra boutique “Come vede non c'è molta gente e oggi è il primo giorno. Si figuri che straordinariamente rimarremo aperti anche di domenica (Per non perdere nemmeno un cliente cioè Ndr.). Noi abbiamo sia i saldi che i saldissimi della passata collezione. Le donne, dalle signore alle ragazze, hanno cercato da noi più i capi eleganti che quelli basic che comunque abbiamo in abbondanza, capi per la sera e per le cerimonie. Continuano a richiedere abiti lunghi e coloratissimi per serate importanti di metà estate (o perché no? Da tenere da conto per i matrimoni di settembre e del caldo ottobre palermitano...) e gli accessori che vanno molto bene, soprattutto foulard e cinture colorate. Le nostre proposte colore, giallo e viola, sono state apprezzate dalle clienti che comunque hanno cercato e trovato anche il verde, ad esempio il turchese, e il nuovissimo blu”

 

Se in effetti alle ore 12 del primo giorno di saldi, il 4 luglio, non abbiamo visto, entrando nei negozi, grandi parapiglia per gonne, camice, maglie e scarpe come negli anni passati - ma dobbiamo considerare anche il fatto che la giornata di sabato era perfetta per un tuffo al mare -, decisamente diverso è stato entrare nei moderni templi del colore, i grandi venditori di intimo. Sono loro quelli che, non solo a parole - perché abbiamo incontrato moltissima autocensura nel parlare degli incassi e delle giacenze in magazzino -, ma anche ad occhio nudo, misurando le file delle clienti in negozio cioè, stanno meglio. Niente crisi per la mutandina. I venditori di pizzi e merletti pare siano quelli che sentono meno la flessione dei consumi, così come ci racconta una venditrice che ci risponde mentre impacchetta di continuo, conta soldi frenetica e li mette in casa con il sorriso sulle labbra e dimostra molta energia per sostenere i ritmi, senza quasi pause: “Noi non vendiamo biancheria intima. Vendiamo pane. Ha capito bene. Ho detto Pane! - risponde così alla nostra prima domanda - Qui nel nostro settore, nel nostro negozio che è il migliore di Palermo -tiene a sottolineare - crisi non esiste e questo anche grazie alle nostre pazientissime e brave commesse”. La fila di donne che sta in fila in cassa conferma la stima per le venditrici e interrogate sulla crisi rispondono: “Si la crisi c'è e come, infatti dopo questo acquisto torno a casa e non esco più”, “Ma come? - chiediamo noi - Dice che c'è crisi e lei è qui a spendere, con i completini in mano? In tempo di crisi questa a suo parere è spesa necessaria irrinunciabile?”

Le risposte delle donne: Quella che non vuole apparire spendacciona risponde: “Ah ma le mutande servono sempre. Non è una spesa superflua!” - parliamo non dei mutandoni della nonna, né di quelli basic o i per mariti e figli, ma quelle infiocchettate da minimo 30 euro a completino, comprato in diverse varianti e a più riprese circa quattro volte l'anno, cioè a ogni cambio stagione...per un minimo annuo di 120 euro di spesa. “Ma 'sta donna avrà una lavatrice assassina che gliele demolisce” pensiamo tra noi e noi mentre continuiamo con le interviste).

Domanda: ”Signora lei la crisi la sente? L'intimo alla moda è davvero pane come dice la titolare del negozio?”. Risposta: “Beh, si la crisi c'è e si risparmia, ma un piccolo regalo per noi stesse dobbiamo concedercelo! Un vezzo, uno sfizio ogni tanto ci serve, per evadere dalla quotidianità”. “E poi - aggiunge la responsabile vendite - con gli sconti i nostri prodotti, già ad ottimo prezzo di listino, sono ancora più appetitosi. Le clienti possono quasi prenderne due al prezzo di uno”.

 

Dal sondaggio è emerso che il capo che l'ha fatta da padrone durante questa stagione e che è ancora richiestissimo durante la prima settimana di saldi è l'abitino: casual, coloratissimo e soprattutto corto. Le sfilate quest'anno hanno proposto due tendenze in particolare: il Bon Ton anni '50 e il look Hippie anni '60 e '70, al Power Flower poi si aggiungono i capi luccicanti della Disco Music che porteranno dritto agli '80 dei leggings. Tra i capi rilanciati quest'anno, e stravisti in estate, segnaliamo la linea impero per top e abiti che sarebbero piaciuti alle donne di casa Bonaparte; il Gilet -portato con canotte e maglie in stile rock '80 o con camicie e romantiche bluse '70, sopra i pantaloni a sigaretta o alle lunghe gonne gipsy, a balze o no - e soprattutto il grande ritorno della Tuta (inventata dal movimento Furturista che quest'anno, per i suoi cento anni, è stato celebrato lungo tutta la Penisola, oltre che nella città natale Milano, con mostre e avvenimenti di prestigio Ndr.) nelle sue varie declinazioni: corta - lunga, sportiva-elegante, a fascia o classica, di jeans, di jersey o di tessuti sartoriali. La Tuta, ideata da Balla e Thayaht, fu presto sposata come primo vestito monopezzo dagli avveneristici artisti dell'ultima avanguardia storica; era l'abito nuovo, l'abito del futuro: comodo, chic e sportivo allo stesso tempo, probabilmente il primo capo unisex, dinamico insomma come le teorie artistiche di Marinetti e compagni e di quel dinamismo oggi ancora ne gioviamo nella calda estate 2009.

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