Su Internet vengono fuori cose antipatiche, offensive, calunniose su di voi se fate una ricerca con Google o con altri 'motori'? Nessun problema: a Londra operano almeno due società specializzate in "ripulitura online". Mettete mano al portafoglio e la vostra reputazione risplenderà di nuovo immacolata.
Le due società - Tiger Two e Distilled, alla ribalta sulle pagine del domenicale 'Sunday Times' - sembrano destinate ad avere un mucchio di lavoro: nel magma
della Rete il gioco al massacro imperversa. Si moltiplicano gli attacchi, le accuse, le insinuazioni, gli insulti nei confronti dei più famosi e anche di perfetti sconosciuti.I commenti al vetriolo non costano niente. L'impunità è di fatto garantita agli untori in crescente agguato online. Gli esempi in effetti si sprecano: fotografie compromettenti, denunce infamanti, basse insinuazioni sulla moralità, sulle capacità amatorie o professionali di una persona.
La "Character Assassination" (diffamazione) conosce molte, subdole varianti. Qualcuno, pur essendo ancora vivo e vegeto, ha ritrovato addirittura su Internet il proprio necrologio condito da accuse inverosimili. I "reputation cleaners" (ripulitori di reputazione) non possono cancellare 'tout court' i siti che vi trattano da criminale incallito o vi danno dell'impotente ma una cosa importante possono farla: indirizzare i motori di ricerca verso le pagine online dove di voi dicono (a torto o a ragione) un gran bene. Quest'operazione è praticabile moltiplicando i 'link' (rimandi) ai siti 'friendly', positivi. A quanto sostiene il 'Sunday Times', una celebrità che sembra aver già fatto ricorso ai ripulitori online è Kate Moss: della famosa supermodella britannica i motori di ricerca mettono innanzitutto in evidenza profili edificanti e il sito dove lei vende la sua collezione di abiti mentre passano in cavalleria gli 'scandali' per le sbandate con la droga. Addomesticare i motori di ricerca (oltre ai singoli individui possono ovviamente farlo le compagnie, a difesa del loro buon nome) non è però un servizio a buon mercato. Non si sa quanto chiedano Tiger Two e Distilled ma secondo il 'Sunday Times' la società leader in California - Reputation Defender - chiede un minimo di 25.000 dollari (17.000 euro) all'anno per garantirvi una reputazione impeccabile.
E la parcella arriva fino a 300.000 dollari se si tratta di condurre quotidianamente una battaglia campale contro i 'surfers' che continuano a infangarvi. "La domanda per il nostro servizio - ha detto al domenicale londinese Michael Fertik, amministratore delegato di 'Reputation Defender' - è estremamente alta. Quasi tutti i nostri clienti sono privati e quelli più importanti sono businessmen di spicco".