Arrivano nella posta elettronica sotto forma di auguri di San Valentino, o sfruttano i 'buchi' presenti nei programmi per infilarsi e aprire le porte dei computer.
I virus informatici sono sempre più pericolosi, e il nostro paese oltre che esserne vittima sembra primeggiare anche tra i 'produttori'.
Lo afferma il rapporto 'X-Force 2007' reso noto dall'Ibm, che ha rilevato come anche dal nostro paese partano le minacce per il Web. Secondo i dati, da caselle di posta elettronica italiane partono il 14,3% delle mail di phishing, cioé quelle che chiedono i dati personali, il 3,9% dei messaggi di spam, le cosiddette mail spazzatura che pubblicizzano siti porno o di vendita di merce varia, e quasi il 5% dei siti illegali per il contenuto di violenza o perché nascondono truffe. In Italia c'é anche il 2,1% dei siti definiti di 'devianza sociale', estremisti o a contenuto razzista, mentre il centro studi dell'Ibm non ha invece trovato nel nostro paese né siti pornografici. In tutte le classifiche siamo circa a metà, tranne che in quella del phishing, dove peggio di noi fa solo la Spagna con il 14,8%.
"Bisogna stare sempre molto attenti quando si fanno queste classifiche - sottolinea però Fulvio Berghella, direttore generale dell'azienda Oasi che gestisce la rete Securitynet - non bisogna dimenticare che spesso i paesi da dove partono virus e mail spazzatura sono solo dei punti di scambio, mentre la vera origine è un'altra. Anche in passato sono state prese delle grosse cantonate: ad esempio per un certo periodo si parlava di una scuola bulgara di produttori di virus, mentre invece in Bulgaria c'era solo un server usato per farli partire".
Il nuovo pericolo per gli anni futuri, secondo il rapporto, sono le vulnerabilità critiche dei programmi, in aumento del 30%:"Quello che succede è che spesso i programmi più comuni hanno delle debolezze, cioé dei punti del codice con cui sono scritti che possono essere sfruttati dai virus - spiega Berghella - una volta che l"agente infettanté è entrato nel computer si installa in corrispondenza di questi punti e da lì 'apre le porte' ai propri creatori che possono rubare informazioni o fareoperazioni direttamente dalla macchina infettata". Questo tipo di buchi viene di solito risolto installando le cosiddette 'patch', gli aggiornamenti dei programmi che le case produttrici forniscono gratuitamente. Secondo il rapporto però, delle circa 6500 vulnerabilità scoperte nel 2007 solo la metà è stata risolta dagli aggiornamenti.