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NBA Live 2008

30 aprile 2008
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In autunno come da consuetudine è lecito aspettarsi i nuovi episodi delle serie sportive di Electronic Arts, questo ottobre 2007 non è da meno portandoci sui parquet dei palazzetti più famosi d'America (e non solo!) con NBA Live 08. EA forte delle licenze ufficiali e della sempre ottima cosmesi grafica prova a fare beccia nel cuore dei numerosi appassionati con questo nuovo capitolo di NBA Live, seguiteci nel nostro articolo per scoprire se quest'anno il vero basket si gioca qui.

 

Dopo il deludente episodio uscito esattamente un anno fa gli svilupaptori della software house americana sono chiamati al riscatto non avendo scusanti di alcun tipo, avendo avuto il tempo necesserio per concentrarsi sulle modalità di gioco e conoscendo ormai a fondo le console di nuova generazione. Se infatti l'anno scorso gli sforzi maggiori si sono incentrati nel rendere giustizia alle console next generation, portando le sole funzioni dei vecchi capitoli in una veste grafica degna dei nuovi hardware, questa giustificazione non vale per la versione di quest’anno. Dal punto di vista tecnico ormai la conoscenza dei nuovi hardware è data per acquisita e quindi oltre alla cosmesi grafica, che già in NBA Live 07 era di tutto rispetto, le novità maggiori è doveroso pretenderle dal punto di vista della giocabilità, il vero cuore del gioco. La novità principale è senza dubbio la presenza del campionato mondiale FIBA con la possibilità di scegliere le nazionali più forti del mondo in una delle competizioni emergenti degli ultimi anni. Sarà quindi possibile giocare con l'Argentina di Ginobili, con la Spagna di Gasol o con la nostra Italia guidata dal mitico Recalcati. NBA Live 07 era incentrato sul Dinasty Mode e i grandi campioni erano contraddistinti dalle abilità da Super Star, mentre il primo è stato confermato e ha raggiunto livelli molto alti di appagamento (sempre di essere dei cultori della gestione manageriale di una squadra), il secondo è stato eliminato. Ora i campioni dell’NBA sono caratterizzati da alcune mosse speciali che sono il loro marchio di fabbrica, il classico divario che c’è tra un buon giocatore ed un campione, quello che li rende irresistibili. La go-to move è uno di questi esempi, molti giocatori abili nei tiri dal perimetro grazie a questa combinazione possono scansare l’avversario per insaccare, magari con un fade-away, un eccezionale canestro dalla distanza. “le novità maggiori è doveroso pretenderle dal punto di vista della giocabilità” La giocabilità è stata incentrata soprattutto sulla gestione della palla, con la possibilità di eseguire dribbling concitati e frenetici cambi di mano tramite l’oscillazione dello stick analogico destro, in modo da ottenere un’eccezionale sensazione non solo di fluidità ma anche, e soprattutto, di controllo della sfera. Diciamo che se l’intento era buono la realizzazione lo è un po’ meno, visto che non sempre queste animazioni portano all’effetto desiderato e la gestione del gioco appare un po’ confusa. Da questo punto di vista la serie 2k è ancora una spanna superiore. Il “post-basso” è stato particolarmente migliorato e ora ricevere palla con Shaq spalle a canestro, fintare il tiro da una parte e girarsi e schiacciare dall’altra dà molta soddisfazione. La realizzazione di questi scontri fisici sotto canestro non può che essere elogiata, come anche la perfetta rispondenza della potenza dei vari campioni, dal vecchio Shaq al gigantesco Yao Ming.

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