Storia postale di Zara (1)

24 gennaio 2010 18:38
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Iniziamo oggi la pubblicazione dello studio di Emanuele Gabbini che ha per oggetto la storia delle comunicazioni postali di una delle più belle città dell’Adriatico, ricca di storia e di un’architettura irripetibile. Uno dei siti naturali più belli e suggestivi della Dalmazia e di tutto il litorale sloveno. Un lavoro che rappresenta un omaggio a questa città dell’uomo.

  

La storia postale di Zara ripercorre le vicende gloriose e dolorose di un luogo di grande potenza simbolica ed evocativa: una città fortificata ed inespugnabile, ricca di fascino e bellezza, crocevia di tante civiltà e di quella italica per secoli.

Zara, per secoli romana e poi veneziana, farà parte del Regno d’Italia dal 1920 al 1944.

  

Zara veniva considerata il simbolo della presenza italiana in Dalmazia. Questa circostanza alimentava un sentimento di estraneità, se non di ostilità di molti croati che la additavano come luogo principe dell’irredentismo italiano.

 

Dall’ottobre del 1943, Zara viene bombardata dagli aerei alleati con una ferocia inaudita, a causa delle basi militari e marittime che essa ospitava. Vennero sganciate oltre 520 tonnellate di bombe. La città venne completamente distrutta ed i civili morti superarono il numero di 2000.

  

Nel 1944 Zara fu occupata prima dagli ex alleati tedeschi e poi dai partigiani di Tito: successivamente venne annessa alla Jugoslavia.

L'esodo degli italiani dalla città, fu pressoché totale e vennero cancellate per sempre le vestigia italiane plurisecolari.

  

La presenza italiana a Zara subisce l’ultimo mortale attacco nell'ottobre del 1953, quando nel pieno delle difficili trattative internazionali per Trieste e le zone di occupazione alleata “A” e “B”, le scuole italiane furono improvvisamente chiuse. Gli studenti vennero trasferiti nelle scuole croate.

  

In quei giorni vennero attaccati e pressoché distrutti, alcuni plurisecolari leoni di San Marco, ritenuti il simbolo dell'oppressione veneziana ed italiana.

Si compie così il destino di Zara italiana. La parola all’autore.

 

Premessa

  

Perché Zara? Questa è la domanda che decine di persone mi hanno posto negli anni ed alla quale, spesso, non ho dato risposta.

La risposta c’è … ma è un po’ complessa.

 

Devo premettere che io sono nato a Milano da genitori milanesi, ho sposato una milanese ed ho vissuto a Milano, Roma, Pittsburgh e Londra, ma . . . non ho mai visitato la Dalmazia.

Ho sempre avuto, fin da ragazzo, la passione per la filatelia diventata poi passione per la storia postale.

 

Tutto iniziò nel 1972: ero sposato da un anno e vivevo a Pittsburgh in Pennsylvania. In estate venni in vacanza in Italia e comprai una copia del catalogo tascabile Sassone e, durante le vacanze, lo sfogliai per vedere cosa avrei potuto collezionare nell’area italiana (a quell’epoca collezionavo i francobolli commemorativi degli Stati Uniti ed i francobolli degli Stati Confederati).

 

Al termine delle vacanze avevo deciso: avrei collezionato i francobolli delle occupazioni straniere in Italia e, prima di ripartire per gli Stati Uniti, incaricai un amico di comprare tutto ciò che avesse trovato disponibile.

 

Nel 1974 tornai in Italia e quindi fui in grado di seguire personalmente la collezione: subito il mio interesse si polarizzò sulle occupazioni anglo-americane e sulla occupazione tedesca di Zara e, nel giro di un paio di anni, l’interesse passò dai francobolli alla storia postale.

 

Come sempre accade, l’interesse per la storia postale porta all’interesse per la storia e Zara mi colpiva particolarmente: iniziai a leggere qualche libro ... prima sulla storia più recente e poi … via via sui periodi più lontani.

E più leggevo la storia dei periodi precedenti, più mi interessava la storia postale di quei periodi e iniziavo a comperare … qualche pezzo.

Poi, casualmente a casa di amici, incontrai degli zaratini e fu davvero “toccante” sentirli parlare della loro Zara e di come, nel 1943, dovettero abbandonarla.

 

Penso che nessun italiano possa essere insensibile alla storia di Zara: fondata ai tempi di Roma e “parte” dell’impero romano d’occidente e d’oriente per oltre 1000 anni, diventa “parte” della Repubblica di Venezia per altri 600 anni circa con solo piccole parentesi di 36 anni di dominio croato e 53 anni di dominio ungherese.

 

Malgrado i successivi cento anni di impero austriaco, Zara rimane totalmente e radicalmente italiana riuscendo a ricongiungersi all’Italia alla fine della prima guerra mondiale.

 

Purtroppo la gioia è breve, poco più di vent’anni: alla fine della seconda guerra mondiale non solo Zara è persa, ma viene fisicamente distrutta da una tal serie di bombardamenti che nessun altra città sperimentò mai. In poco più di due mesi si cancellarono due millenni di storia!

 

Ecco perché Zara ... e questo libro vuole essere un modesto contributo alla sua memoria.

E’ un libro fondamentalmente di storia postale, ma con pennellate storiche - sia pur necessariamente non approfondite - che vorrebbero disegnare uno sfondo.

Le notizie di storia postale, data la vastità del periodo considerato, sono ridotte all’essenziale: tariffe, francobolli, annullamenti ed un cenno orientativo alle valutazioni commerciali.

 

Nella versione cartacea di questo lavoro, edita nel 1995, sono state privilegiate le fotografie sia dei documenti postali che di cartoline dell’epoca di questa città che, così com’era ... oggi non c’è più. In questa prima versione per il WEB, abbiamo sacrificato le immagini, ma rimane integro il testo e ci ripromettiamo di pubblicare una versione completa con le immagini originali.

 

Desidero ringraziare di cuore le molte persone che mi hanno aiutato con segnalazioni e notizie e ringrazio fin d’ora chi vorrà segnalarmi eventuali quanto inevitabili omissioni.

 

Cenni storici

 

Ricerche preistoriche, pubblicate a Spalato nel 1878, hanno condotto a scoperte paleontologiche sulla presenza dei primi abitanti delle caverne della Dalmazia.

Le popolazioni primitive della costa orientale adriatica (chiamata poi Illirio) furono i Pelasgi ed i Fenici che con gli Etruschi e Liburni dominarono dal 2000 al 1600 a.c.

Il nome di Illiri e Illirico viene fatto risalire dalla leggenda a Illo figlio di Ercole o a Illiro figlio di Polifemo.

 

Gli Etruschi, venuti in Italia dopo la caduta di Troia, fondano nel 1000 a. c. la città di Otria (Adria), si alleano coi Liburni e danno, in seguito, il nome di Adriatico al Mare Liburnico.

Nel 501 a.c. Scillace Cariandeno, primo geografo greco, descrive la situazione degli Illiri dicendo che vengono dopo i Liburni e cita fra le città marittime della Liburnia: Jadera (alias Idassa) cioè Zara.

Nel 260 a.c. Zara e tutta la Liburnia, che è stato libero, con l’aiuto dei Romani respinge l’attacco dei re dell’Illirio.

 

I Liburni, nel 184 a.c. approfittando della lontananza dei re dell’Illirio, si ereggono a repubblica con capitale Jadera (Zara).

Nel 167 a.c. i Romani sconfiggono Genzio, ultimo re dell’illirio, con l’aiuto degli ladertini-liburni e Zara riconquista tutti i territori che i re illirici le avevano usurpato, e passa sotto la protezione di Roma.

 

A seguito delle guerre tra Liburnia, Giapidia e Dalmazia, Zara diventa, intorno al 100 a.c., la città principale della nuova e più grande provincia romana, passando però da alleata a suddita di Roma.

Jadera (Zara) ed i suoi abitanti sono menzionati per la prima volta nella storia nel 48 a.c. per aver contribuito, con le proprie navi, a facilitare a Lelio Cornificio la dispersione della flotta di Ottavio.

 

Da questa annotazione storica si deduce che Zara dovesse aver avuto già tre o quattro secoli di preesistenza.

Il rapporto tra Zara e Roma fu molto intimo: Augusto con le navi di Jadera sconfisse Antonio ad Anzio; Cesare circondò la colonia con mura e torri; Trajano, nel 98 d.c., la dotò di condotti d’acqua e Nerone le concesse franchigie.

Fu il periodo più splendido di Zara: Roma era padrona della terra e dava alla sua colonia la grandezza e lo sfarzo di un regno.

 

Zara e il cristianesimo

 

Il Cristianesimo arrivò presto in Dalmazia, fin dal tempo degli apostoli: il vangelo venne predicato forse da Paolo e sicuramente da Timoteo.

E Zara ebbe i suoi martiri: nel 289, Diocleziano fa morire il cavaliere romano Grisogono per non aver rinunciato alla fede di Cristo. A questo santo verrà poi dedicata una chiesa a Zara e le sue reliquie si conserveranno nel Duomo di Zara.

Nel 290 vengono uccise tre vergini: Agape, Tionia e Irene i cui corpi saranno rinchiusi nell’urna sotto l’altare maggiore del Duomo di Zara.

 

Nello stesso anno viene martirizzata la stessa Santa Anastasia, figlia di Pretestato e vedova di Publio, morto nella guerra contro i Parti. Il suo corpo sarà conservato nel Duomo di Zara, a Lei dedicato; la ricorrenza è solennizzata il 15 gennaio.

 

Nel 380 si ha traccia delle prime memorie di un vescovo di Zara: tal Felice.

Zara dà anche un Papa, consacrato il 24 dicembre 640: Giovanni IV.

Nel 641 Giovanni IV manda in Dalmazia l’abate Martino con molto denaro, vesti e suppellettili preziosi, per riscattare schiavi cristiani nelle mani degli Avari e dei Croati e far acquisto di corpi santi da trasportare a Roma.

Nel 642 Giovanni IV condanna l’eresia dei Monoteliti e l’editto di Erachio.

Muore l’11 ottobre del 642.

 

 

DALL’IMPERO D’ORIENTE ALLA INFLUENZA DI VENEZIA (300-1409)

 

Cenni storici

Costantino, eletto imperatore nel 306, si dichiara protettore della religione cristiana nel 312.

Nel 330 Costantino proclama Costantinopoli seconda capitale dell’impero romano detta anche capitale d’oriente, fissando in essa la sua residenza.

Gli storici attribuiscono a questa divisione delle residenze dell’impero, la causa ultima e decisiva del decadimento di quella occidentale di Roma.

Alla morte di Costantino, nel 337, l’Illirio, nella spartizione, viene assegnato al figlio

Costante.

Nel 543 avviene la prima pestilenza in Dalmazia di cui faccia menzione la storia.

Sarebbe durata tre mesi e Zara sarebbe rimasta quasi deserta.

Gli Avari irrompono dal Danubio nella Dalmazia nel 639 seminando stragi, ma non occuparono mai Zara.

Zara infatti viene sempre risparmiata dalle orde barbariche che si susseguirono in Dalmazia.

Nell’810 Zara viene eretta in ducato dipendente direttamente da Costantinopoli.

Zara, nell’827 si fa proprie le isole che le stanno dirimpetto (gli scogli di Zara e cioè Ugliano, Eso, Melada ecc.) ed inoltre l’isola di Pago.

La città di Zara, nel 976, presta assistenza all’imperatore bizantino Giovanni Zimiscie, contro Ottone II imperatore di Germania.

 

Nel 995 i Croati occupano l’isola di Pago, pretesa da Zara.

Le città marittime, ricorrono all’imperatore d’oriente Basilio II contro le angherie dei Croati e l’imperatore permette ai Veneziani di venire in loro soccorso.

In tutte queste città vengono spediti rappresentanti veneti col titolo di rettori: a Zara viene inviato Matteo Zustinian.

 

Nel 1030, la Dalmazia litorale continua a figurare come sottoposta alla supremazia greca di Costantinopoli che si fa rappresentare da un patrizio greco con residenza a Zara.

Tale rappresentante è però di puro nome e la maggior parte delle città riassumono il sistema municipale, già iniziato nell’827, prendendo ad imitazione le città dell’Italia.

Cresimiro II, re di Croazia, domina Zara e la Dalmazia per 36 anni dal 1052 al 1088 quando ritorna il dominio veneziano.

 

Nel 1105 dopo un iniziale rifiuto e resistenza, Zara fa resa a re Colomano d’Ungheria: nel 1115 i veneziani riconquistano Zara (meno il castello fortificato).

La pace tra gli Ungheresi ed i Veneziani avviene nel 1117 per mediazione di Papa Calisto II: i re di Ungheria e la Repubblica di Venezia conservano in contemporanea il titolo regale sulla Dalmazia senza diritto di apporvi presidi: le città si reggono con leggi ed indipendenza quasi assoluta.

 

Nel 1145 la Repubblica di Venezia ottiene da Eugenio Il che il vescovato di Zara venisse eretto in arcivescovato.

Papa Alessandro III, nel 1177 approda a Zara, fuggitivo da Roma dietro le persecuzioni dell’imperatore di Germania Federico Barbarossa: dopo breve permanenza prosegue per Venezia.

 

Bela II d’Ungheria riconquista Zara nel 1181: pare che alla defezione di Zara dal dominio Veneto, abbia contribuito la decisione di Alessandro III di sottoporre l’arcivescovo di Zara all’autorità del patriarca di Grado.

Nel 1202 i Veneziani approfittano di una crociata in Terra Santa per utilizzare i Crociati alla riconquista di Zara. Dopo 14 giorni di assedio, il 10 novembre i Crociati prendono Zara d’assalto e la distruggono quasi interamente: il Papa scomunica tutto l’esercito ed i suoi capi.

 

 

San Francesco d’Assisi, di passaggio da Venezia per la Siria, approda a Zara nel 1222 e fa gettare le fondamenta del convento francescano.

Nel 1278 viene redatto il Capitolare (Statuto) della comunità di Zara, stampato a Venezia nel 1564 con le aggiunte e le riforme del 1305 e 1538.

 

Il corpo di S. Simeone profeta viene portato a Zara dalla Palestina nel 1283 e nel 1285 viene ultimata la cattedrale di Zara dedicata a Santa Anastasia.

Nel 1298 vengono riedificate le mura di Zara distrutte dai Crociati nel 1202.

 

Nel 1345 Zara si ribella per la settima volta al dominio veneziano e si dedica a quello dei re d’Ungheria.

I Veneziani assediano Zara nel 1346 e la riconquistano. A palazzo Ducale di Venezia è riposto un dipinto del Tintoretto della battaglia e presa di Zara.

Gli Ungheresi pongono l’assedio a Zara nel 1357 e, dietro tradimento di un abate, vi entrano durante la notte del 12 settembre.

 

Il 17 marzo 1380 arriva a Zara Frà Stefano di Faenza, legato pontificio di Urbano, a predicare la crociata contro l’antipapa Clemente.

Nel 1403 giunge a Zara Ladislavo re di Napoli e il 2 agosto viene incoronato re di

Ungheria. (continua)

Emanuele Gabbini

© Riproduzione riservata
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Anonimo 25 gennaio 2010   18:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 gennaio 2010. Visualizza »

Pagina preziosa. Complimenti meritati.

 Sintetico ed efficace. Grazie!

Uno zaratino

Anonimo 24 gennaio 2010   20:58

Pagina preziosa. Complimenti meritati.

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