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La posta degli internati civili in Italia

17 gennaio 2010 11:56
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Pubblichiamo il pregevole lavoro di Emanuele Gabbini, sulla posta degli internati civili in Italia, dall’avvento del fascismo alla fine del secondo conflitto mondiale, che costituisce un punto di riferimento per gli studi di storia delle comunicazioni postali. Non meno importante risulta questo studio per la conoscenza della storia d’Italia in senso proprio, alla quale fornisce preziosi contributi, aprendo la strada a riflessioni ed approfondimenti di grande attualità e significato.

Ancora una volta viene dimostrato quanto la storia postale sia inscindibile dalla grande storia dei Popoli, degli Stati e delle Nazioni, di cui costituisce memoria incancellabile.

 

Cenni storici

 

Il tema della internazione civile è problema molto complesso ed include tutti quegli atteggiamenti legislativi o de facto, a volte illegittimi, che Stati a regime totalitario hanno posto in essere per soffocare movimenti contrari al regime e/o per isolare alcune “parti” di popolazione (per credo religioso, per etnia, per tendenze sessuali, ecc.) considerate “di seconda classe” o comunque nocive.

  

A guerra dichiarata, l’internamento civile include i cittadini dei Paesi “nemici” secondo quanto previsto (ma spesso anche contro quanto previsto) dalla Convenzione di Ginevra.

Non è intento di questo articolo analizzare questi fenomeni sotto il profilo storico e sotto quello degli abusi commessi: sicuramente, tra i tanti, due utili volumi per chi volesse approfondire l’argomento sono:

Luciano Previato “L’Altra Italia” Ed. Comitato Regionale per le celebrazioni del 50° ann. della Resistenza.

Carlo Spartaco Capogreco “I campi del duce” Ed. Gli Struzzi.

  

E’ bene qui ricordare solo alcuni fatti di base.

Con l’avvento del fascismo, il 25 novembre 1926 venne costituito il “Tribunale speciale per la difesa dello Stato” (Legge n° 2008) che operò fino alla caduta del regime.

  

I detenuti politici vennero reclusi in diverse carceri del regime. Il testo unico di pubblica sicurezza venne modificato per prevedere il “confino di polizia”: il governo fascista usò otto isole come colonie di confino; furono 14.000 gli italiani che subirono il confino. Oltre al confino, esisteva l’istituto del domicilio coatto: i domicili coatti furono almeno 600 sparsi su tutto il territorio nazionale.

  

Con l’entrata il guerra, 10 giugno 1940, vennero allestiti poco meno di un centinaio di campi di concentramento per gli internati civili che si aggiunsero alle colonie di confino e che accolsero non meno di 50.000 ebrei, anarchici, comunisti, antifascisti e perfino omosessuali.

  

Nel 1943, alcuni campi passarono sotto il controllo tedesco e molti internati presero la via verso i campi di sterminio in Germania.

Dopo l’8 settembre, nei territori controllati dagli alleati, con la liberazione degli internati, alcuni campi vennero usati per internare i gerarchi fascisti.

Dal 1946, alcune di queste strutture furono utilizzate come centri di raccolta di profughi e stranieri.

 

Cenni storico-postali

 

La corrispondenza da e per le carceri e le colonie di confino, fino all’entrata in guerra, non era soggetta ad alcuna agevolazione tariffaria: le tariffe erano quelle del regno e la corrispondenza reca i segni ed i timbri di censura.

Anche la corrispondenza da e per i domicili coatti non era soggetta ad alcuna agevolazione: la posta doveva essere indirizzata al Comune o ai Carabinieri del domicilio coatto, veniva censurata e successivamente consegnata; analogamente la posta in partenza doveva essere consegnata alle autorità per la censura prima dell’inoltro.

 

In periodo bellico, come da convenzioni internazionali, gli internati nei campi godevano di franchigia: alcuni campi disposero delle cartoline e delle buste a tale scopo, ma la maggior parte della corrispondenza giunta ai giorni nostri è costituita da normali buste e, spesso, cartoline postali usate “come supporto cartaceo conveniente” (in assenza di moduli del campo e con la difficoltà di reperire fogli e buste, la cartolina postale, malgrado il diritto alla franchigia, veniva abbondantemente usata e talvolta, correttamente, l’ufficio postale non la obliterava). La franchigia vigeva solo per la corrispondenza ordinaria per l’interno: nel caso di espressi, raccomandate, corrispondenza per l’estero, la tassa postale era regolarmente dovuta.

 

Una collezione della posta degli internati civili

 

A mio modo di vedere, una collezione della posta degli internati civili deve non solo documentare i vari tipi di internamento e, per ognuno di loro, con corrispondenza “da” e “per”, un numero significativo di località note, ma anche includere la maggior varietà possibile di tariffe e, per i campi di concentramento, della corrispondenza su modulistica emessa dal campo. E’ questo infatti che “aggiunge valore storico postale”.

 

Le carceri

 

Località a me note: Bari, Civitavecchia, Capodistria, Castelfranco d’Emilia, Chiavari, Fossano, Fossombrone, Genova, Lecce, Livorno, Lucca, Massa, Milano, Parma, Perugia, Piacenza, Pianosa, Roma, San Giminiano, Santo Stefano, Soriano nel Cimino, Spoleto, Sulmona, Trani, Trieste, Turi, Udine, Verona, Volterra.

Tariffe a me note: cartolina illustrata, cartolina postale, lettera (tariffa da 60 e 50 c.), lettera per l’estero, dichiarazione in dogana per pacco postale.

Documenti: sono tutti documenti non comuni, rare le cartoline/lettere da e per l’estero, gli espressi e le raccomandate.

 

Le colonie di confino

 

Località: Favignana, Lampedusa, Lipari, Pantelleria, Ponza, Tremiti, Ustica, Ventotene.

Tariffe a me note: cartolina solo firma, cartolina illustrata, cartolina postale, biglietto postale, lettera, raccomandata dall’estero.

Documenti: sono tutti documenti non comuni, rare le cartoline/lettere da e per l’estero, gli espressi e le raccomandate.

 

I domicili coatti

 

Come si è detto i domicili coatti furono moltissimi: la corrispondenza “da” e “per” è generalmente affrancata anche se in taluni casi non lo è e porta una indicazioni tipo “franchigia postale”: a volte queste corrispondenze venivano tassate, altre volte no.

Località di cui conosco corrispondenza: Alberobello (BA), Aprica (SO), Asola (MN), Asolo (TV), Asti, Atessa (CH), Avellino, Baranello (CB), Bernalda (MT), Bomba (CH), Brancaleone (RC), Bucchianico (CH), Camerino (MC), Cantù (CO), Caramanico (PS), Carpanè (VI), Castiglione Messer Marino (CH), Corleto Perticara (CS), Cosenza, Crepano del Grappa (TV), Loro Piceno (MC), Lugagnano Val D’Arda (PC), Malalbergo (BO), Milano, Mogliano (MC), Mirandola (MO), Montemarano (AV), Pesaro, Pavullo (MO), Pianello Val Tidone (PC), Possagno (TV), Rapino (CH), Rovigo, Saluzzo (CN), Spezzano della Sila (CS), Tortorici (ME).

 

Tariffe a me note: cartolina illustrata-5 parole, cartolina illustrata, cartolina postale in distretto, cartolina postale, cartolina illustrata per l’estero, cartolina postale per l’estero, cartolina postale espresso, lettera, lettera per l’estero, lettera per l’estero 2 porti, lettera aerea per l’estero.

Documenti: sono tutti documenti non comuni, rare le cartoline/lettere da e per l’estero, gli espressi e le raccomandate.

 

 

I campi di concentramento (fino all’8 settembre 1943)

 

Località: i campi di concentramento, hanno avuto le seguenti date di apertura e presenze medie di internati:

 

Campo di concentramento                  Apertura                      Presenze medie

 

Agnone (Campobasso)                    14. 7.1940                              114

Alberobello (Bari)                             28. 6.1940                               62

Anghiari Renicci (Arezzo)                  7.10.1942                           3.229

Arbe (Fiume) Istria                          28. 7.1942                           3.234

Ariano Irpino (Avellino)                      1. 7.1940                               63

Bagno a Ripoli (Firenze)                    10. 7.1940                             103

Boiano (Campobasso)                       13. 9.1940                               43

Bonifica di Pisticci (Matera)                30. 6.1941                             750

Campagna (Salerno)                         15. 6.1940                              199

Cairo Montenotte (Savona)              15.12.1941                              796

Casacalenda (Campobasso)              15.10.1940                                48

Casoli (Chieti)                                   5. 7.1940                                66

Chiesanuova (Padova)                      20. 6.1942                            2.755

Chieti                                              15. 6.1940                               23

Città S. Angelo (Pescara)                  15. 6.1940                              114

Civitella della Chiana (Arezzo)           23. 7.1940                                71

Civitella del Tronto (Teramo)            15. 9.1940                              139

Colfiorito (Perugia)                           15. 8.1939                              114

Corropoli (Teramo)                           12. 2.1941                                93

Fabriano (Ancona)                            15. 9.1940                                55

Farfa (Rieti)                                      8. 6.1943                                84

Ferramonti Tarsia (Cosenza)              6. 6.1940                             1.230

Fraschette d’Alatri (Frosinone)           1.10.1942                            2.455

Gioia del Colle (Bari)                         27. 7.1940                                50

Gonars (Udine)                                  3.10.1942                             4.141

Isernia (Campobasso)                       15.19,1940                                94

Isola del Gran Sasso (Teramo)           15. 7.1940                               102

Istonio (Chieti)                                 15. 7.1940                               139

Lanciano (Chieti)                              15. 7.1940                                 53

Lipari (Messina)                               10. 8.1941                               252

Manfredonia (Foggia)                       16. 6.1940                               156

Mamula e Prevlaka (Cattaro) Dalm.   30.10.1942                               978

Melada (Zara) Dalmazia                     29. 6.1942                            1.738

Monigo (Treviso)                              28. 6.1942                             2.385

Montalbano (Firenze)                        18. 5.1940                                 34

Montechiarugolo (Parma)                  13. 6.1940                                102

Monteforte Irpino (Avellino)              15.10.1940                                 38

Nereto (Teramo)                               31. 7.1940                               105

Notaresco (Teramo)                          18. 7.1940                                 48

Petrolo (Macerata)                           13.12.1942                                 26

Pollenza (femminile) (Macerata)        11. 6.1940                                  47

Ponza (Littoria)                                  5. 3.1942                                475

Sassoferrato (Ancona)                       16. 8.1942                                 43

Scipione di Salsomaggiore (Parma)    23. 7.1940                                  81

Solofra (Avellino)                              15.11.1941                                 26

Tollio (Chieti)                                   23. 2.1942                                  82

Tossicia (Teramo)                             15. 9.1940                               103

Treia (Macerata)                               21, 6.1940                                 33

Tremiti (Foggia)                                 1. 9.1940                                181

Urbisaglia (Macerata)                          1. 6.1940                                 85

Ustica (Palermo)                                  1. 3.1941                               744

Ventotene (Littoria)                           15. 2.1941                                203

Vinchiaturo (Campobasso)                  14. 4.1940                                 37

Visco (Udine)                                     23. 1.1943                             2.170

Zlarino (Zara) Dalmazia                      31. 3.1943                             1.428

 

oltre a qualche altro piccolo campo di cui non si hanno i dati ufficiali.

 

Tariffe a me note: cedola di commissione libraria, cartolina illustrata-5 parole, cartolina illustrata, cartolina postale, cartolina postale-fermo posta, cartolina postale raccomandata, cartolina postale dall’estero, cartolina per l’estero, cartolina aerea per l’estero, cartolina illustrata espresso, cartolina postale espresso, lettera, lettera-via aerea, lettera per l’estero, espresso-fermo in posta, raccomandata, raccomandata t.c.d., raccomandata espresso, telegramma urgente, bollettino pacco postale.

 

Cartoline o buste del Campo a me note: Bagno a Ripoli, Campagna, Casoli, Chiesanuova, Corropoli, Fraschette d’Alatri, Monigo, Montechiarugolo, Scipione di Salsomaggiore.

Documenti: cedola di commissione libraria, corrispondenza da/per l’estero, espressi, raccomandate, telegrammi e bollettini pacchi sono tutti rari.

 

 

Per l’altra corrispondenza ordinaria, la rarità è direttamente proporzionale al numero delle presenze medie, a parità di tempo di apertura dei campi. Chiaramente sono molto rari i documenti da/per campi con presenze medie inferiori a 50, rari i documenti da/per campi per presenze medie tra 50 e 100, non comuni per presenze medie tra 100 e 500, comuni per presenze oltre i 500.

Tutti molto interessanti ed assolutamente non comuni i documenti (cartoline/buste) preparate dai campi.

 

I campi di concentramento (dopo l’8 settembre 1943)

 

Dopo l’8 settembre, si distinguono i campi gestiti dalla R.S.I./tedeschi e quelli gestiti dagli alleati.

Località a me note: - R.S.I. Bagnolo in Piano (RE), Bergamo, Bolzano, Fossoli (MO), Muggia (TS); - Alleati Collescipoli (TR), Padula (PT), Pulsano (TA).

Tariffe a me note: - R.S.I. cartolina, raccomandata due porti; - Alleati cartolina illustrata, cartolina postale, lettera.

Documenti: rari quelli di R.S.I., non comuni quelli degli alleati.

 

I campi profughi (dopo 1946)

 

Località a me note: Farfa Sabina (RT), Le Fraschette di Alatri (FR), Lipari (ME).

Tariffe a me note: lettera e lettera per l’estero

Documenti: sono tutti non comuni.

 

Emanuele M. Gabbini

 

Pubblicato sulla rivista “Posta militare", numero 99 del 2006 – Si ringrazia l’AICPM.

© Riproduzione riservata
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Anonimo 18 gennaio 2010   22:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 gennaio 2010. Visualizza »

ringrazio la redazione di siciliainformazione per dare spunti di riflessione e di conoscenza...vorrei sapere se l'articolo che come vedo e' stato pubblicato sulla rivista "Posta Militare" nel 2006 ha avuto seguito con altri articoli o studi in merito e se poggia su alcuni testi editi ,e non a ricerche d'archivio personali, le notizie a cui si fa' riferimento.ringrazio anticipatamente per le informazioni, che potrebbero dare spunto ad una tesi di laura personale in storia.

 

Non vi sono stati altri articoli. Oltre alle ricerche personali, si è fatto riferimento ai due volumi citati nell'articolo.

Emanuele M. Gabbini

Anonimo 18 gennaio 2010   20:39

ringrazio la redazione di siciliainformazione per dare spunti di riflessione e di conoscenza...vorrei sapere se l'articolo che come vedo e' stato pubblicato sulla rivista "Posta Militare" nel 2006 ha avuto seguito con altri articoli o studi in merito e se poggia su alcuni testi editi ,e non a ricerche d'archivio personali, le notizie a cui si fa' riferimento.ringrazio anticipatamente per le informazioni, che potrebbero dare spunto ad una tesi di laura personale in storia.

 

Anonimo 18 gennaio 2010   15:47

Veramente interessante questo lavoro su una pagina poco nota della nostra storia.

Anonimo 18 gennaio 2010   15:46
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 gennaio 2010. Visualizza »

Interessante l'articolo, vorrei, se è possibile, mettermi in contatto con l'autore, perchè ho del materiale

Sandro da Pantelleria

Questa è la e mail presso la quale potrà contattare l'autore

emgabbini@alice.it

 

 

Anonimo 18 gennaio 2010   09:10

Veramente importanti ed inattese queste notizie storiche “oggettive” che ci fornisce l’autore. Infatti l’ampiezza e la durata del fenomeno dei campi, e la sua capillare distribuzione sul territorio nazionale, costituiscono l’inoppugnabile prova del comportamento draconiano ed estremista del regime nei confronti degli oppositori politici. L’utilizzo massiccio delle piccole Isole rivela quanto il fascismo tendesse ad isolare qualsiasi voce di dissenso. Non diversamente dagli altri regimi totalitari di destra e di sinistra.

Quando si leggono queste notizie di fatti e non di opinioni, provenienti da autori non “schierati”, si apprezza la democrazia, pur con tutti i suoi enormi limiti strutturali.

Mi chiedo se esista uno studio sugli internati civili nell’URSS dal 1917 e fino al …. !

Grazie all’articolista ed alla testata.

Anonimo 17 gennaio 2010   20:39
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 gennaio 2010. Visualizza »

Interessantissimo articolo che da la misura di un fenomeno poco conosciuto: complimenti.

Interessante l'articolo, vorrei, se è possibile, mettermi in contatto con l'autore, perchè ho del materiale

Sandro da Pantelleria

Anonimo 17 gennaio 2010   17:29

Interessantissimo articolo che da la misura di un fenomeno poco conosciuto: complimenti.

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