Pubblichiamo il pregevole lavoro di Emanuele Gabbini, sulla posta degli internati civili in Italia, dall’avvento del fascismo alla fine del secondo conflitto mondiale, che costituisce un punto di riferimento per gli studi di storia delle comunicazioni postali. Non meno importante risulta questo studio per la conoscenza della storia d’Italia in senso proprio, alla quale fornisce preziosi contributi, aprendo la strada a riflessioni ed approfondimenti di grande attualità e significato.
Ancora una volta viene dimostrato quanto la storia postale sia inscindibile dalla grande storia dei Popoli, degli Stati e delle Nazioni, di cui costituisce memoria incancellabile.
Cenni storici
Il tema della internazione civile è problema molto complesso ed include tutti quegli atteggiamenti legislativi o de facto, a volte illegittimi, che Stati a regime totalitario hanno posto in essere per soffocare movimenti contrari al regime e/o per isolare alcune “parti” di popolazione (per credo religioso, per etnia, per tendenze sessuali, ecc.) considerate “di seconda classe” o comunque nocive.
A guerra dichiarata, l’internamento civile include i cittadini dei Paesi “nemici” secondo quanto previsto (ma spesso anche contro quanto previsto) dalla Convenzione di Ginevra.
Non è intento di questo articolo analizzare questi fenomeni sotto il profilo storico e sotto quello degli abusi commessi: sicuramente, tra i tanti, due utili volumi per chi volesse approfondire l’argomento sono:
Luciano Previato “L’Altra Italia” Ed. Comitato Regionale per le celebrazioni del 50° ann. della Resistenza.
Carlo Spartaco Capogreco “I campi del duce” Ed. Gli Struzzi.
E’ bene qui ricordare solo alcuni fatti di base.
Con l’avvento del fascismo, il 25 novembre 1926 venne costituito il “Tribunale speciale per la difesa dello Stato” (Legge n° 2008) che operò fino alla caduta del regime.
I detenuti politici vennero reclusi in diverse carceri del regime. Il testo unico di pubblica sicurezza venne modificato per prevedere il “confino di polizia”: il governo fascista usò otto isole come colonie di confino; furono 14.000 gli italiani che subirono il confino. Oltre al confino, esisteva l’istituto del domicilio coatto: i domicili coatti furono almeno 600 sparsi su tutto il territorio nazionale.
Con l’entrata il guerra, 10 giugno 1940, vennero allestiti poco meno di un centinaio di campi di concentramento per gli internati civili che si aggiunsero alle colonie di confino e che accolsero non meno di 50.000 ebrei, anarchici, comunisti, antifascisti e perfino omosessuali.
Nel 1943, alcuni campi passarono sotto il controllo tedesco e molti internati presero la via verso i campi di sterminio in Germania.
Dopo l’8 settembre, nei territori controllati dagli alleati, con la liberazione degli internati, alcuni campi vennero usati per internare i gerarchi fascisti.
Dal 1946, alcune di queste strutture furono utilizzate come centri di raccolta di profughi e stranieri.
Cenni storico-postali
La corrispondenza da e per le carceri e le colonie di confino, fino all’entrata in guerra, non era soggetta ad alcuna agevolazione tariffaria: le tariffe erano quelle del regno e la corrispondenza reca i segni ed i timbri di censura.
Anche la corrispondenza da e per i domicili coatti non era soggetta ad alcuna agevolazione: la posta doveva essere indirizzata al Comune o ai Carabinieri del domicilio coatto, veniva censurata e successivamente consegnata; analogamente la posta in partenza doveva essere consegnata alle autorità per la censura prima dell’inoltro.
In periodo bellico, come da convenzioni internazionali, gli internati nei campi godevano di franchigia: alcuni campi disposero delle cartoline e delle buste a tale scopo, ma la maggior parte della corrispondenza giunta ai giorni nostri è costituita da normali buste e, spesso, cartoline postali usate “come supporto cartaceo conveniente” (in assenza di moduli del campo e con la difficoltà di reperire fogli e buste, la cartolina postale, malgrado il diritto alla franchigia, veniva abbondantemente usata e talvolta, correttamente, l’ufficio postale non la obliterava). La franchigia vigeva solo per la corrispondenza ordinaria per l’interno: nel caso di espressi, raccomandate, corrispondenza per l’estero, la tassa postale era regolarmente dovuta.
Una collezione della posta degli internati civili
A mio modo di vedere, una collezione della posta degli internati civili deve non solo documentare i vari tipi di internamento e, per ognuno di loro, con corrispondenza “da” e “per”, un numero significativo di località note, ma anche includere la maggior varietà possibile di tariffe e, per i campi di concentramento, della corrispondenza su modulistica emessa dal campo. E’ questo infatti che “aggiunge valore storico postale”.
Le carceri
Località a me note: Bari, Civitavecchia, Capodistria, Castelfranco d’Emilia, Chiavari, Fossano, Fossombrone, Genova, Lecce, Livorno, Lucca, Massa, Milano, Parma, Perugia, Piacenza, Pianosa, Roma, San Giminiano, Santo Stefano, Soriano nel Cimino, Spoleto, Sulmona, Trani, Trieste, Turi, Udine, Verona, Volterra.
Tariffe a me note: cartolina illustrata, cartolina postale, lettera (tariffa da 60 e 50 c.), lettera per l’estero, dichiarazione in dogana per pacco postale.
Le colonie di confino
Località: Favignana, Lampedusa, Lipari, Pantelleria, Ponza, Tremiti, Ustica, Ventotene.
Tariffe a me note: cartolina solo firma, cartolina illustrata, cartolina postale, biglietto postale, lettera, raccomandata dall’estero.
Documenti: sono tutti documenti non comuni, rare le cartoline/lettere da e per l’estero, gli espressi e le raccomandate.
I domicili coatti
Come si è detto i domicili coatti furono moltissimi: la corrispondenza “da” e “per” è generalmente affrancata anche se in taluni casi non lo è e porta una indicazioni tipo “franchigia postale”: a volte queste corrispondenze venivano tassate, altre volte no.
Località di cui conosco corrispondenza: Alberobello (BA), Aprica (SO), Asola (MN), Asolo (TV), Asti, Atessa (CH), Avellino, Baranello (CB), Bernalda (MT), Bomba (CH), Brancaleone (RC), Bucchianico (CH), Camerino (MC), Cantù (CO), Caramanico (PS), Carpanè (VI), Castiglione Messer Marino (CH), Corleto Perticara (CS), Cosenza, Crepano del Grappa (TV), Loro Piceno (MC), Lugagnano Val D’Arda (PC), Malalbergo (BO), Milano, Mogliano (MC), Mirandola (MO), Montemarano (AV), Pesaro, Pavullo (MO), Pianello Val Tidone (PC), Possagno (TV), Rapino (CH), Rovigo, Saluzzo (CN), Spezzano della Sila (CS), Tortorici (ME).
Tariffe a me note: cartolina illustrata-5 parole, cartolina illustrata, cartolina postale in distretto, cartolina postale, cartolina illustrata per l’estero, cartolina postale per l’estero, cartolina postale espresso, lettera, lettera per l’estero, lettera per l’estero 2 porti, lettera aerea per l’estero.
Documenti: sono tutti documenti non comuni, rare le cartoline/lettere da e per l’estero, gli espressi e le raccomandate.
I campi di concentramento (fino all’8 settembre 1943)
Località: i campi di concentramento, hanno avuto le seguenti date di apertura e presenze medie di internati:
Campo di concentramento Apertura Presenze medie
Agnone (Campobasso) 14. 7.1940 114
Alberobello (Bari) 28. 6.1940 62
Anghiari Renicci (Arezzo) 7.10.1942 3.229
Arbe (Fiume) Istria 28. 7.1942 3.234
Ariano Irpino (Avellino) 1. 7.1940 63
Bagno a Ripoli (Firenze) 10. 7.1940 103
Boiano (Campobasso) 13. 9.1940 43
Bonifica di Pisticci (Matera) 30. 6.1941 750
Campagna (Salerno) 15. 6.1940 199
Cairo Montenotte (Savona) 15.12.1941 796
Casacalenda (Campobasso) 15.10.1940 48
Casoli (Chieti) 5. 7.1940 66
Chiesanuova (Padova) 20. 6.1942 2.755
Chieti 15. 6.1940 23
Città S. Angelo (Pescara) 15. 6.1940 114
Civitella della Chiana (Arezzo) 23. 7.1940 71
Civitella del Tronto (Teramo) 15. 9.1940 139
Colfiorito (Perugia) 15. 8.1939 114
Corropoli (Teramo) 12. 2.1941 93
Fabriano (Ancona) 15. 9.1940 55
Farfa (Rieti) 8. 6.1943 84
Ferramonti Tarsia (Cosenza) 6. 6.1940 1.230
Fraschette d’Alatri (Frosinone) 1.10.1942 2.455
Gioia del Colle (Bari) 27. 7.1940 50
Gonars (Udine) 3.10.1942 4.141
Isernia (Campobasso) 15.19,1940 94
Isola del Gran Sasso (Teramo) 15. 7.1940 102
Istonio (Chieti) 15. 7.1940 139
Lanciano (Chieti) 15. 7.1940 53
Lipari (Messina) 10. 8.1941 252
Manfredonia (Foggia) 16. 6.1940 156
Mamula e Prevlaka (Cattaro) Dalm. 30.10.1942 978
Melada (Zara) Dalmazia 29. 6.1942 1.738
Monigo (Treviso) 28. 6.1942 2.385
Montalbano (Firenze) 18. 5.1940 34
Montechiarugolo (Parma) 13. 6.1940 102
Monteforte Irpino (Avellino) 15.10.1940 38
Nereto (Teramo) 31. 7.1940 105
Notaresco (Teramo) 18. 7.1940 48
Petrolo (Macerata) 13.12.1942 26
Pollenza (femminile) (Macerata) 11. 6.1940 47
Ponza (Littoria) 5. 3.1942 475
Sassoferrato (Ancona) 16. 8.1942 43
Scipione di Salsomaggiore (Parma) 23. 7.1940 81
Solofra (Avellino) 15.11.1941 26
Tollio (Chieti) 23. 2.1942 82
Tossicia (Teramo) 15. 9.1940 103
Treia (Macerata) 21, 6.1940 33
Tremiti (Foggia) 1. 9.1940 181
Urbisaglia (Macerata) 1. 6.1940 85
Ustica (Palermo) 1. 3.1941 744
Ventotene (Littoria) 15. 2.1941 203
Vinchiaturo (Campobasso) 14. 4.1940 37
Visco (Udine) 23. 1.1943 2.170
Zlarino (Zara) Dalmazia 31. 3.1943 1.428
oltre a qualche altro piccolo campo di cui non si hanno i dati ufficiali.
Tariffe a me note: cedola di commissione libraria, cartolina illustrata-5 parole, cartolina illustrata, cartolina postale, cartolina postale-fermo posta, cartolina postale raccomandata, cartolina postale dall’estero, cartolina per l’estero, cartolina aerea per l’estero, cartolina illustrata espresso, cartolina postale espresso, lettera, lettera-via aerea, lettera per l’estero, espresso-fermo in posta, raccomandata, raccomandata t.c.d., raccomandata espresso, telegramma urgente, bollettino pacco postale.
Cartoline o buste del Campo a me note: Bagno a Ripoli, Campagna, Casoli, Chiesanuova, Corropoli, Fraschette d’Alatri, Monigo, Montechiarugolo, Scipione di Salsomaggiore.
Documenti: cedola di commissione libraria, corrispondenza da/per l’estero, espressi, raccomandate, telegrammi e bollettini pacchi sono tutti rari.
Per l’altra corrispondenza ordinaria, la rarità è direttamente proporzionale al numero delle presenze medie, a parità di tempo di apertura dei campi. Chiaramente sono molto rari i documenti da/per campi con presenze medie inferiori a 50, rari i documenti da/per campi per presenze medie tra 50 e 100, non comuni per presenze medie tra 100 e 500, comuni per presenze oltre i 500.
Tutti molto interessanti ed assolutamente non comuni i documenti (cartoline/buste) preparate dai campi.
I campi di concentramento (dopo l’8 settembre 1943)
Dopo l’8 settembre, si distinguono i campi gestiti dalla R.S.I./tedeschi e quelli gestiti dagli alleati.
Località a me note: - R.S.I. Bagnolo in Piano (RE), Bergamo, Bolzano, Fossoli (MO), Muggia (TS); - Alleati Collescipoli (TR), Padula (PT), Pulsano (TA).
Tariffe a me note: - R.S.I. cartolina, raccomandata due porti; - Alleati cartolina illustrata, cartolina postale, lettera.
Documenti: rari quelli di R.S.I., non comuni quelli degli alleati.
I campi profughi (dopo 1946)
Località a me note: Farfa Sabina (RT), Le Fraschette di Alatri (FR), Lipari (ME).
Tariffe a me note: lettera e lettera per l’estero
Documenti: sono tutti non comuni.
Emanuele M. Gabbini
Pubblicato sulla rivista “Posta militare", numero 99 del 2006 – Si ringrazia l’AICPM.
ringrazio la redazione di siciliainformazione per dare spunti di riflessione e di conoscenza...vorrei sapere se l'articolo che come vedo e' stato pubblicato sulla rivista "Posta Militare" nel 2006 ha avuto seguito con altri articoli o studi in merito e se poggia su alcuni testi editi ,e non a ricerche d'archivio personali, le notizie a cui si fa' riferimento.ringrazio anticipatamente per le informazioni, che potrebbero dare spunto ad una tesi di laura personale in storia.
Non vi sono stati altri articoli. Oltre alle ricerche personali, si è fatto riferimento ai due volumi citati nell'articolo.
Emanuele M. Gabbini
ringrazio la redazione di siciliainformazione per dare spunti di riflessione e di conoscenza...vorrei sapere se l'articolo che come vedo e' stato pubblicato sulla rivista "Posta Militare" nel 2006 ha avuto seguito con altri articoli o studi in merito e se poggia su alcuni testi editi ,e non a ricerche d'archivio personali, le notizie a cui si fa' riferimento.ringrazio anticipatamente per le informazioni, che potrebbero dare spunto ad una tesi di laura personale in storia.
Interessante l'articolo, vorrei, se è possibile, mettermi in contatto con l'autore, perchè ho del materiale
Sandro da Pantelleria
Questa è la e mail presso la quale potrà contattare l'autore
Veramente importanti ed inattese queste notizie storiche “oggettive” che ci fornisce l’autore. Infatti l’ampiezza e la durata del fenomeno dei campi, e la sua capillare distribuzione sul territorio nazionale, costituiscono l’inoppugnabile prova del comportamento draconiano ed estremista del regime nei confronti degli oppositori politici. L’utilizzo massiccio delle piccole Isole rivela quanto il fascismo tendesse ad isolare qualsiasi voce di dissenso. Non diversamente dagli altri regimi totalitari di destra e di sinistra.
Quando si leggono queste notizie di fatti e non di opinioni, provenienti da autori non “schierati”, si apprezza la democrazia, pur con tutti i suoi enormi limiti strutturali.
Mi chiedo se esista uno studio sugli internati civili nell’URSS dal 1917 e fino al …. !
Grazie all’articolista ed alla testata.
Interessantissimo articolo che da la misura di un fenomeno poco conosciuto: complimenti.
Interessante l'articolo, vorrei, se è possibile, mettermi in contatto con l'autore, perchè ho del materiale
Sandro da Pantelleria