La cartolina che illustra il precedente articolo, pubblicitaria del Reggimento chimico italiano, ha destato curiosità ed interesse. Alcuni lettori hanno richiesto ulteriori notizie: uno in particolare ha chiesto se esistono altre cartoline militari “strane”.
Il fenomeno cartolina ha dimensioni enormi ed il numero di edizioni è nell’ordine dei miliardi.
Abbiamo già evidenziato in altre occasioni che la cartolina (come il francobollo), divenne ipso facto oggetto da collezione, per un insieme di motivi. Primo fra tutti il grande desiderio umano di possedere immagini, che questo nuovo oggetto rendeva realizzabile, col suo basso costo.
La cartolina inoltre assecondava la tendenza dell’uomo a collezionare piccoli oggetti seriali, diversi ma dello stesso genere (il principio, ampiamente studiato dagli psicologi è identico per le figurine, i francobolli, ditali, mignon di liquori etc etc). Contribuì alla sua fulminea affermazione anche la bassa tariffa di spedizione, applicata da tutti gli Stati, ed appunto le nuove tecniche di stampa che consentivano di produrre cartoline di buona qualità ad un costo molto contenuto. Non mancavano comunque fin da allora, le edizioni di lusso ed a tiratura limitata, che avevano un costo ben diverso.
Le prime cartoline vennero edite nell’ultimo quarto dell’Ottocento ed il collezionismo ebbe uno sviluppo ed un seguito senza pari.
Per descrivere il successo fulmineo e mondiale della cartolina illustrata, basti ricordare che alcuni eccentrici personaggi come il veneziano Parin, il triestino Juch ed il cicloturista Masetti, si improvvisarono “spedizionieri di cartoline”, ovvero inventarono il mestiere di viaggiare con l’impegno, cui corrispondeva una retribuzione, di spedire ai collezionisti cartoline dai luoghi più lontani ed esotici. Questi avventurieri si spinsero fino in Cina ed in Australia!
La cartolina illustrata è uno dei fenomeni visivi e mediatici più importanti dell’Ottocento e le immagini create per essa fanno parte di diritto dell’arte figurativa e decorativa del Novecento. E’ giunta fino a noi evoluta tecnicamente, ma immutata nelle sue funzioni di ambasciatrice. Ha veicolato e diffuso le immagini ed i messaggi più svariati: i luoghi, i costumi, le tradizioni, i personaggi, gli avvenimenti, le ricorrenze. Ha trasportato auguri per ogni occasione, ha pubblicizzato la guerra e la pace, prodotti, località, spettacoli, giornali, sentimenti . . . insomma. . . di tutto!
La cartolina è stata realizzata nel tempo con molteplici tecniche di stampa: zincografia, litografia, tipografia, calcografia, serigrafia, cromolitografia, rilievografia a colori e in bianco e nero etc etc.. All’inizio del Novecento, specialmente in Francia era di moda confezionare le cartoline a mano acquistando quanto occorreva in cartoleria: un cartoncino base e una serie infinita di appliques di carta da incollare in modo del tutto personale. Altri acquistavano il cartoncino base e lo dipingevano.
Per la realizzazione delle cartoline sono stati utilizzati molteplici supporti: carta, celluloide, legno, sughero, tela, cotone ricamato, metallo, plastica etc. etc.
Alla cartolina sono state affidate anche funzioni alquanto inusuali: negli anni ’60 sono state edite cartoline - disco. Il destinatario oltre a vedere l’immagine, poteva ascoltare utilizzando un normale giradischi, la musica o i messaggi incisi proprio sulla parte anteriore della cartolina.
La cartolina detiene ancora oggi il primato della velocità di affermazione ed espansione, mai eguagliato da nessun altro oggetto o sistema. Al suo successo è solo lontanamente paragonabile quello dei telefoni cellulari e di INTERNET che, ironia della sorte, è proprio l’artefice del declino inesorabile della cartolina, sostituita da e-mail che trasportano messaggi e soprattutto immagini molto più complesse e sofisticate: ma ricevere una cartolina per posta è ancora un piacere!
Premesso questo, risulta evidente che rispondere al nostro lettore in merito alle “cartoline strane”, è facile: la risposta è “SI”. Possiamo aggiungere che esistono cartoline, anche militari, che sono state censurate o ritenute inopportune e così la casa editrice è stata invitata a ritirarle ovvero sono state sequestrate dall’autorità giudiziaria.
Quella che vediamo in foto è una cartolina illustrata dal bravissimo disegnatore Manlio D’Ercoli. E’ stata edita verosimilmente nel 1941, durante il secondo conflitto mondiale, e raffigura un aviatore italiano a bordo di un caccia che seppur ferito continua la sua azione.
L’aviatore fa il poco urbano “gesto dell’ombrello” all’indirizzo dei suoi nemici per sbeffeggiarli.
Sul retro la cartolina riporta la frase “Saluto all’Inghilterra”. Non è indicata la casa editrice o altri riferimenti.
La cartolina venne proibita dalle autorità preposte ed il quantitativo non ancora venduto, venne ritirato dal commercio, infatti oggi non si trova facilmente sul mercato.
I motivi del ritiro appaiono chiari. Pur se in piena guerra, il rispetto per il nemico conviveva insieme all’odio fomentato dalla propaganda di regime. Non venne ritenuto opportuno mostrarsi … maleducati e dileggiare il nemico.
Il bene ed il male sono spesso indissolubili.
A presto