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La truffa che viene da lontano. I falsi francobolli di Sedang

09 settembre 2009 20:46
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(di Rocco Cassandri) Ho trovato recentemente all’interno di una raccolta di “curiosità filateliche”, un foglio di quaderno su cui era presente una serie di francobolli mai visti prima, applicata con linguelle. A fianco a questa serie, sotto cui era scritto Sedang, c’era anche una nota manoscritta che riporto.

 

“Circa 30 anni fa, il Matin ed il Petit Journal annunciarono un giorno che la capitale francese stava per essere visitata da un sovrano orientale, S.M. Mario I di Sedang, Re di un’isola dell’Oceano Pacifico, e che all’ospite, il quale aveva saputo difendere la propria indipendenza di fronte all’Inghilterra, conveniva fare onorevole accoglienza.

 

Dopo breve tempo il re giunse, adorno di gioielli, scortato dai suoi ministri e da un corteo di esotici in tenute sontuose; prese alloggio in un lussuoso albergo, vivendo con regale magnificenza ed uscendo ogni giorno in vettura e con il suo seguito.

 

Pochi giorni dopo giunsero delle lettere recanti un francobollo dalla forma strana, adorno di un bel disegno e recante la scritta: “ Sedang due lune”. I filatelisti parigini naturalmente furono subito in allarme e dispensarono grosse mance al personale dell’albergo per ottener qualche esemplare di quei francobolli mai veduti, i quali ben presto aumentarono di prezzo fino a raggiungere quello di 1000 Franchi l’uno.

 

Un bel giorno uno dei più noti commercianti di francobolli ricevette un invito di recarsi dal re il quale, ricevutolo con solenne cerimonia, lo mise in comunicazione con il suo primo ministro per trattare di affari. Al commerciante si offerse di diventare, dietro pagamento di una forte somma, agente esclusivo per i francobolli del Sedang.

 

Concluso l’accordo, il ministro confidò al negoziante di avere portato con sé, all’insaputa del re, una grossa e splendida raccolta ma che su ciò bisognava mantenere il segreto se no lui, il ministro, sarebbe stato perduto.

 

In tal modo una forte somma di denaro passò nella mani del re e dei suoi scaltri complici, e l’Europa fu invasa dai francobolli del Sedang….

 

Ma quando si cominciò a cercare dove fosse questo regno soltanto allora si scoprì il trucco. - 1925 - “

 

Lo scritto riportava ancora in calce appunto la scritta “1925”, per cui tutta la vicenda doveva essere accaduta alla fine del 1800.

 

Incuriosito da tale beffa filatelica, sono andato a cercare su Wikipedia notizie su Sedang scoprendo quindi una storia ancora più complessa.

 

Riassumo rapidamente come si è creato lo stato di Sedang durato poco più di un anno.

 

Un avventuriero francese di nome Marie-Charles David de Mayrena nel 1888 si reca sugli altopiani dell‘ Annam, nell’Indocina francese, vicino al fiume Mekong, dove vive una piccola popolazione locale molto arretrata e alcuni missionari francesi.

 

Lo scopo ufficiale di tale spedizione (accompagnano lo stesso poche decine di soldati coloniali francesi e altri mercenari da lui prezzolati) è confermare l’influenza francese su questi territori ed evitare una possibile ingerenza tedesca.

 

Facendo il doppio gioco tra la popolazione, a cui assicura protezione contro le mire colonialiste europee, e la Francia che l’ha inviato per lo scopo prima riportato, lo stesso sposa la figlia del capo locale e si autoproclama re di Sedang con il nome di Mario I.

 

Dopo qualche mese la Francia riprende in mano le operazioni inviando un piccolo corpo militare e mettendo in fuga il novello re, che nonostante il breve periodo di regno, si era dato da fare vendendo onorificenze e blasoni, battendo moneta e stampando francobolli.

 

Eccoci quindi al nostro ritrovamento. Sempre da Wikipedia sappiamo che sono state emesse due serie: una nel 1888 impressa a Shangai con pessima qualità di stampa e una nel 1889 di qualità migliore stampata a Parigi.

 

Ovviamente come riportato dai giornali francesi e considerando che siamo ai primordi del collezionismo di francobolli, la febbre, che aveva contagiato tutti i collezionisti, portò ad una rapida diffusione, sicuramente ad alto costo, delle due serie. Scoperta la truffa e scomparso il regno, ovviamente, i francobolli sono spariti da album e cataloghi anche per dimenticare la truffa subita da negozianti filatelici e collezionisti.

 

Una serie usata è presente presso la Royal Philatelic Society of New Zealand, quale testimonianza storica dell’evento. In conclusione, scrivere di questa storia mi ha riportato alle sensazioni di giovanetto lettore di Salgari, quando prendendo in mano francobolli di lontane terre, cercavo sugli atlanti le coordinate geografiche degli stessi.

 

Oggi invece, da consumato collezionista, mi dà lo stimolo ad andare a cercare quanti altri pseudo Stati effimeri hanno lasciato memoria attraverso francobolli.

 

Chi è Rocco Cassandri

E'' nato a Ceprano nel cuore della Ciociaria, terra che influenzerà molto le scelte collezioniste. Farmacista industriale, vive a Roma e lavora a Milano, ha costruito la sua carriera lavorativa attraverso esperienze in tutti gli ambiti professionali dell’industria farmaceutica, fino ad approdare alla carica di Amministratore Delegato in Italia per la multinazionale francese Thea, specializzata nel settore oftalmico. L’approccio alla filatelia è stato quello classico con il francobollo in quanto tale. La successiva lettura degli articoli di Stefano Ricci sugli annulli numerali, ha maturato il suo passaggio dal francobollo al documento postale viaggiato. Grazie al fortunato incontro con Mario Gallenga ed Enrico Ialongo che diventano suoi maestri, inizia ad approfondire la storia postale ed in particolare quella legata alle vicende dello Stato Pontificio. Col passare degli anni ha realizzato diverse interessanti raccolte sulle comunicazioni postali durante la guerra di Spagna, la campagna d’Africa del 1936, le collettorie del Lazio, la storia postale della delegazione Pontificia di Frosinone, i pre-annullati della direzione postale di Roma e sulle poste consolari a Roma. Oggi i suoi ambiti di ricerca orbitano attorno alle vicende della Repubblica Romana del 1849 e di questo particolare periodo storico postale dispone di una vasta raccolta di lettere e documenti, che spaziano dalle poste Repubblicane, sino a quelle degli eserciti chiamati a sopprimerla e a ripristinare il potere temporale dell’ultimo “Papa Re ” Pio IX. Ha ottenuto una medaglia d’oro nel 1987 a Terni presentando una collezione a concorso sulle Collettorie del Lazio.

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