(di Claudio Ernesto Manzati) Sisono concluse da pochi giorni le celebrazioni del 40° anniversario della conquista della luna, considerata da molti come una delle maggiori conquiste da parte dell’umanità nel XX° secolo.
Ma poco più di quarant’anni prima, più precisamente alle ore 1.30 del 12 Maggio 1926, un’altra grande impresa aveva scosso l’umanità: il primo uomo trasvolava il Polo Nord.Il comandante Umberto Nobile, a bordo del dirigibile Norge, aveva sorvolato il Polo Nord geografico, lasciando cadere sulla banchina una bandiera Norvegese, una Italiana ed una Statunitense.
I successi della prima missione procurarono una grande fama a Nobile che decise di ripetere due anni dopo il viaggio con una missione totalmente italiana con il dirigibile Italia, ma ironia della sorte nel viaggio di ritorno il dirigibile precipitava sulla banchisa polare, pagando un alto tributo in vite umane alla sfida che l’uomo aveva ingaggiato con la natura.
Non tutti sanno che la gara tra Russia ed America per la conquista e supremazia nello spazio, trae origine proprio dalla sfida tra le due nazioni nel teatro artico. Occorsero altri 9 anni, da quei tragici eventi che vengono a noi tutti ricordati dall’immagine della “Tenda Rossa” sul pack, prima che l’uomo si avventurasse nuovamente al polo nord.
Fu una missione segreta russa, denominata successivamente NP 1 (North Pole 1) e fu realizzata da 4 uomini dotati di un’attrezzatura minima: una tenda ed una radio trasmittente. Rimasero su un blocco di ghiaccio alla deriva per 8 mesi, dal 21 Maggio 1937 al 18 Febbraio 1938.
L’impresa fu possibile grazie alla supremazia tecnologica dell’aviazione russa che era in grado di atterrare e decollare sul pack, condizione indispensabile affinché gli uomini della missione avessero la possibilità di ricevere i rifornimenti necessari alla loro sopravvivenza.
La missione aveva anche un carattere scientifico (meteorologico e medico) ma era soprattutto militare, volendosi verificare il comportamento psicofisico dell’uomo in condizioni estreme, e per poter sperimentare nuovi materiali e tecnologie d’avanguardia, oltre ad effettuare prove tecniche sulle trasmissioni radio. Tutto questo risultò propedeutico alla soluzione delle problematiche che da li a poco si sarebbero dovute affrontare, per l’organizzazione dei primi voli spaziali dei sovietici, che fino ai primi anni ’60, mostrarono la loro netta supremazia tecnologica sugli americani.
La prima missione fu sostenuta politicamente da Otto Schmidt e fu comandata da Ivan Papanin che con E.T. Krenkel, E.K. Fjodorov e R.P. Shirshov sarebbero diventati eroi di tutte le Russie o meglio i “Poljarnye Ljudi” ovvero gli “Uomini Polari”.
Di questa prima missione non sono ci sono giunti documenti postali, ma solo alcuni radiogrammi e delle buste commemorative realizzate dalle Poste Sovietiche, a ricordo dell’impresa.
Le buste (Fig 2) furono affrancate con la serie di quattro valori denominata “Spedizione aerea al Polo Nord”, commemorativa della base NP1 (Yvert 617-620) ma anche con la serie di quattro valori, emessa il 21 Giugno 1938, denominata “Salvataggio della Missione Polare Papanin” (Yvert 647-650) in quanto i quattro esploratori polari, vennero tratti in salvo dal rompighiaccio Krassin, quando il lastrone di ghiaccio su cui poggiava la base si stava oramai frantumando.
Questa seconda serie fu molto impiegata per la corrispondenza inoltrata dalle successive missioni, che dalla base NP4 in avanti, ebbero un proprio Ufficio Postale, di norma diretto dal responsabile delle trasmissioni radio.
Le missioni Russe al polo nord si sono succedute con regolarità sino alla NP31, chiusa il 25 Luglio 1991 per mancanza di fondi, in pieno disfacimento politico economico dell’impero sovietico, per riprendere nel 2003 con la NP32. Attualmente è in attività la base NP36 aperta il 7 Settembre 2008. (continua)