Non si è ancora spenta l’eco del successo della manifestazione “Sicilia 2009”, un evento culturale che resterà nella memoria delle esposizioni siciliane, un insieme di mostre, seminari ed iniziative editoriali e divulgative, che hanno celebrato i 150 anni dei francobolli emessi dai Borbone per l’Isola, richiamando alla memoria attraverso i materiali esposti e le splendide collezioni, che si leggono come un libro, un brano della storia dell’isola e di quella della sofferta unità d’Italia.
Pubblichiamo di seguito il ricordo dell’eminente studioso e collezionista Francesco Lombardo, della Manifestazione organizzata a Palermo nel 1959, per la celebrazione del centenario dei francobolli di Sicilia, annoverata tra le più importanti esposizioni filateliche mondiali di tutti i tempi.
(di Francesco Lombardo) La manifestazione si svolse a Palermo dal 16 al 26 ottobre 1959 alla Fiera del Mediterraneo.
Ricordo perfettamente che durante quei giorni mi recai, poco più che diciassettenne, diverse volte alla mostra, che si trovava in un luogo decentrato rispetto al centro cittadino dove abitavo, però raggiungibile agevolmente con i mezzi di trasporto pubblici.
Premetto che mi colpì subito la vastità della Esposizione, infatti era occupata buona parte della sede della Fiera del Mediterraneo, la più estesa sede espositiva che allora si potesse ottenere: Numerosi grandi padiglioni, che si affacciavano sul viale principale, erano occupati dalla mostra. Conoscevo la sede della esposizione dalle visite alle Fiere campionarie internazionali degli anni precedenti che per consuetudine si erano svolte nel mese di giugno.
Questa conoscenza mise subito in evidenza il contrasto tra la folla numerosa, in cui ero abituato a muovermi, e che riempiva i padiglioni durante il periodo delle Fiere campionarie, soprattutto di domenica e nei giorni festivi, e i pochi visitatori della mostra filatelica nei giorni feriali, che peraltro davano l’impressione di essere ancora meno di quello che effettivamente fossero, perché dispersi nei vari padiglioni della Fiera.
La gioia e l’interesse a visitare la mostra, che si svolgeva per la prima volta nella mia città, era al massimo grado, specie per me giovane collezionista filatelico.
La visita alla Fiera campionaria, era abituale e consueta in quegli anni per le famiglie: la televisione muoveva i primi passi, e la Fiera rappresentava il luogo d’incontro dove conoscere e acquisire le ultime novità.
Molto probabilmente la sensazione sul numero dei visitatori era dovuta anche all’inclemenza del tempo meteorologico di quei giorni: infatti, nei ricordi della mia prima visita alla mostra vi è quello di una pioggia leggera ma persistente, è da tenere presente che si era nel mese di ottobre.
In quella occasione ebbi il mio primo approccio visivo, a livello internazionale, con i francobolli di Sicilia, i famosi testoni con l’effigie di Ferdinando II.
Il ricordo più bello per me è legato allo stupore nel vedere esposte le numerose ricostruzioni dei fogli da cento esemplari dei valori in grana e nelle diverse tavole, fra cui erano prevalenti le ricostruzioni dei francobolli con i colori azzurro e cobalto: ricostruzioni che appartenevano a Mario e Alberto Diena, Giulio Bolaffi, Sai Vita, Michele Lombardo, Bruno Negrotto, Alberto Gazzi, Louis Francois Emile Wouters, Mario Biraghi, cioè a dire i più importanti e mitici nomi dell’olimpo della filatelia internazionale dell’epoca.
Dal punto di vista commerciale ho due ricordi: il primo è legato allo svolgimento di una asta filatelica in diverse sessioni da parte della ditta Ray-mond di Roma: incuriosito partecipai all’asta che si svolse un pomeriggio nella sala delle conferenze al primo piano dell’edificio vicino all’ingresso principale della Fiera, dal lato del Montepellegrino. Ricordo che la sala era piena di gente, erano proposti francobolli nuovi delle colonie italiane in fogli, e si distinse negli acquisti, peraltro a caro prezzo, un commerciante palermitano che conoscevo.
A me i francobolli delle colonie italiane in fogli non interessavano, ma ero incuriosito per il clima, l’interesse e l’attesa che circondava il sistema di vendita e pertanto assistetti con piacere.
Il secondo ricordo è legato ad una maniera singolare e curiosa di vendere francobolli al grande pubblico di giovani visitatori, e in particolare ai ragazzi, non legati alla ricerca di specifiche e pregiate emissioni, ma sensibili a toccare con mano i francobolli di tutto il mondo.
Allo stand di un commerciante di Stoccolma era possibile prendere un pugno di francobolli su frammento, quanti ne riusciva a tirare fuori una mano, a prezzo fisso prestabilito per colpo. La mano doveva passare da un foro limitatore circolare praticato nel coperchio di cartone di pochi centimetri di diametro dove erano ammucchiati i francobolli, che si trovavano ancora sul frammento del supporto cartaceo che avevano affrancato, e provenendo dalle missioni, erano relativi a diversi lontani Stati. Inutile dire che lo stand era affollato e la vendita aveva notevole successo.
L’amministrazione postale Italiana aveva in vendita la serie di 2 valori celebrativa dei cento anni dei francobolli siciliani, emessa il precedente 2 gennaio 1859.
Anche le poste di San Marino proponevano una bella e multicolore serie di sette valori di posta ordinaria e un valore di posta aerea, celebrativa dei sette valori siciliani, che andava a ruba, perché affascinante per i soggetti, risaltanti sullo sfondo di elementi caratteristici dell’archeologia e del paesaggio siciliano. La serie dei francobolli era stata emessa proprio il 16 ottobre 1959 in coincidenza con l’apertura dell’esposizione internazionale.
In quella occasione acquisii quella che sarebbe stata la prima pietra della mia biblioteca filatelica, che naturalmente veniva dopo i generici cataloghi annuali, e cioè il catalogo dell’esposizione “SICILIA 59”, che conservo gelosamente ancora oggi, da cui ho attinto parte delle notizie che si espongono.
Presidente del Comitato organizzatore ed animatore di “SICILIA 59” era il Cavaliere del lavoro dr. Carlo Bazan. Presidente del comitato esecutivo il gen. Ubaldo Tedesco, quale Presidente dell’Unione Filatelica Siciliana, e Segretario generale l’avv. Gaetano Russo.
Fra le illustri personalità che visitarono la mostra occorre ricordare l’onorevole Giulio Andreotti, allora ministro della Difesa, che si soffermò ad ammirare le collezioni esposte, ed in particolare quelle dello Stato Pontificio.
Sfogliando oggi il catalogo della esposizione emergono le grossissime rarità internazionali che allora furono esposte.
Per quanto riguarda la Sicilia, ne cito solo alcune, che da allora peraltro in massima parte non sono state più esposte, appartenenti alle collezioni: ing. Mario Tomasini di Roma, avv. Gaetano Russo di Bagheria (Palermo), dott. Bruno Negrotto di Genova Sestri, Sai Vita di Milano, consistenti in:
Blocco di 32 nuovo dell’1 grano 2a tavola verde oliva grigiastro;
Striscia di otto nuova, dell’1 grano 1a tavola I stato;
Lettera da Terranova con blocco di 4 più singolo del 2 grana 1a tavola + esemplare singolo del 2 grana 3a tavola.
Lettera da Castrogiovanni con blocco di 8 del 2 grana 3a tavola + singolo;
Lettera con due strisce di quattro del 5 grana 1a tavola rosa carminio, + coppia del 10 grana, + 2 grana 1a tavola, + 2 grana 3a tavola;
Striscia di sei del 10 grana azzurro cupo annullata;
Lettera con affrancatura di 22 grana con quattro 5 grana vermiglio: uno della 1a tavola e tre della 2a tavola;
10 grana doppia stampa;
Lettera con affrancatura di 88 grana da Messina con quattro 20 grana, un 5 grana 1a tavola, 2 grana 2a tavola e i grano 1a tavola I stato;
Lettera assicurata da Messina con due strisce di 5 e 2 esemplari isolati del 1/2 grano 1a tavola;
Numerosi e qualificati erano gli espositori dei francobolli siciliani, fra cui è doveroso ricordare: dott. Giulio Bolaffi di Torino, ing. Angelo Rapetti di Savona, dott. Francesco Orlando di Palermo, Marchese Lodovico Pallavicino di Genova, Mario e Alberto Diena di Roma, prof. Michele Lombardo di Palermo, Alberto Gazzi di Rovereto, Louis Francois Wouters di Bruxelles, Mario Bìraghi di Milano, dott. Giuseppe Dosi di Roma, Heitor Sanchez di San Paolo (Brasile), avv. Gaetano Russo di Bagheria (Palermo), dott. Ernesto Maltese di Palermo, comm. Francesco Adragna Sieri Pepoli di Trapani, rag. Umberto Tiberio di Milano, e le collezioni “Pedemonte” e “Cent’anni”.
La giuria internazionale, presieduta da Mario Diena, comprendeva i più bei nomi noti della filatelia, e per rimanere agli italiani: Giulio Bolaffi, Pierluigi Alliata di Pietratagliata, Domenico Canzoneri, Alberto Diena, Guglielmo Oliva, Achille Rivolta, Gaetano Russo, Sandro Taragni, Giovanni Vicini.
Dai resoconti delle riviste specializzate dell’epoca si rileva che il successo di “SICILIA 59” è andato al di là di ogni più rosea previsione.
Peraltro ho potuto constatare la veridicità di tale successo, più in là nel tempo, e cioè molti anni dopo, sul finire degli anni ottanta, dal ricordo che aveva di Palermo e della manifestazione “SICILIA 59” uno dei partecipanti: Robson Lowe di Londra che me ne parlò con grande piacere e soddisfazione. Mentre ricordava gli splendidi giorni trascorsi a Villa lgiea, i sontuosi ricevimenti nel palazzo del Principe Alliata, e le feste a cui aveva partecipato, gli occhi gli brillavano con particolare e intensa gioia.
Superbo vincitore del Gran Premio Internazionale è risultato l’ing. Mario Tomasini, per le sue collezioni di Antichi Stati Italiani: oltre alla collezione di Sicilia, già ricordata, infatti aveva presentato anche diverse collezioni degli antichi Stati Italiani:
Province Napoletane: con blocco di 10 del 1/2 grana annullato Benevento; e lettera per Parigi con coppia deI 50 grana + 5 grana;
Annullamenti: con lettera con affrancatura mista Napoli Regno 1/2 grano e Province Napoletane 1/2 tornese; e lettera con affrancatura mista Province Napoletane 2 grana + I grano e Sardegna 10 centesimi (annullo Cittaducale);
Modena: con lettera con affrancatura mista Governo Provvisorio 80 centesimi + 40 centesimi e Sardegna 5 centesimi + 20 centesimi;
Stato Pontificio: con fascetta a seggiola di sei esemplari del 50 baj margine di foglio a sinistra e a destra; lettera con striscia di cinque del 3 centesimi del 1867 con interspazio di gruppo + un 5 centesimi;
Sardegna: Coppie con interspazio del 5, 20 e 40 centesimi;
Lombardo Veneto;
Toscana: con striscia di cinque del soldo giallo limone su azzurro; e lettera con coppia del 9 crazie carta bianca.
A Sai Vita di Milano sono andati la grande medaglia d’oro ed il premio Aloysio Juvara per la migliore collezione di francobolli di Sicilia.
Il gran premio per la migliore collezione al di fuori della classe nazionale, è andato a Josè Gonsalez Garcia per la sua collezione di Portogallo e colonie.
“SICILIA 59” fu una esposizione internazionale di ampio respiro, come testimoniato dalle numerose partecipazioni di collezioni classiche di Svizzera (Charles Hirzel, Benny Guggenheim), Portogallo (Josè Gonsales Garcia, Almeida Dias), Francia (Joseph Schatzkès)), Gran Bretagna (Miroslaw A. Bojanowicz), Austria, Belgio (Fernand Dandois), Olanda (Jan Poulie), Finlandia e Paesi Scandinavi (Hans Mott), (Rolf Gummesson) , Antichi Stati Tedeschi (Gerhard Langemeyer), Turchia (Tefwik Kuyas), Kashmir (Oswald Hellrigl), Brasile (Heitor Sanchez), Stati Uniti d’America; dei francobolli di tali nazioni erano presentate le gemme principali. Era pure ben rappresentata: la Posta aerea, la classe Tematica, la Letteratura.
Tra i commercianti che parteciparono alla manifestazione e alla Borsa filatelica è doveroso ricordare: Bolaffi di Torino, Savarese di Genova, Gloria di Milano, Mondolfo e Raybaudi di Roma, Corinphila di Zurigo, Harmer e Robson Lowe di Londra, Granone di Milano, Rolf Gummesson di Stoccolma.
In conclusione “SICILIA 59” fu una grande mostra internazionale, e non una esposizione limitata ai francobolli siciliani o degli antichi Stati italiani, in una sede prestigiosa e particolarmente ampia, durata ben undici giorni, la prima in Italia, ma soprattutto l’unica promossa e organizzata da un circolo filatelico italiano: l’Unione Filatelica Siciliana. Oggi per vari motivi l’organizzazione da parte di un circolo filatelico di una mostra internazionale con i crismi FIP non sarebbe più possibile.
Infine si rileva che ben tre organizzatori di quella manifestazione, a cinquanta anni di distanza, sono ancora viventi e partecipano oggi a “SICILIA 2009” e cioè: il dott. Alberto Bolaffi di Torino, il dott. Alfredo Alabiso, e il dott. Francesco Orlando di Palermo, tuttora soci dell’Unione Filatelica Siciliana, che potranno dare direttamente una testimonianza della meravigliosa ed entusiasmante esperienza vissuta in quei giorni a Palermo.
(editing Dario La Rosa)
I francobolli di Sicilia sono starti celebrati. Perchè lo stesso non è avvenuto per i francobolli del Regno di Napoli?
Questa domanda va rivolta alla Consulta filatelica, Organismo misto POSTE, FEDERAZIONE ASSOCIAZIONI, MINISTERO, COMMERCIANTI, che programma le emissioni.