Viaggio nella Storia dell’uomo e della posta (1)

09 giugno 2009 19:06
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Iniziamo oggi un altro viaggio nella storia della posta, utilizzando un nuovo mezzo di trasporto: la visione unitaria della storia delle comunicazioni di un filatelista che possiede il dono di uno sguardo profondo, accompagnato da una grande capacità critica e organizzativa dei materiali documentali.

 

Il libro curato da Emanuele Gabbini, “Storia dell’uomo e della posta”, di cui avremo modo di apprezzare ampi brani, è stato edito a cura dell’AICPM, nell’ambito della Manifestazione VASTOPHIL 2004.

 

Emanuele Gabbini si è applicato nella ricerca delle interconnessioni tra la storia dell’umanità e quella delle comunicazioni postali, descrivendo con poche pennellate i tratti essenziali e gli avvenimenti principali, di secoli lontani e vicini.

 

Il risultato è un “manuale”, un prontuario di storia delle comunicazioni di agevole consultazione, infine una guida per i collezionisti esperti e per i neofiti.

 

Ci condurrà quindi per questo lungo cammino, alla ricerca di una pietra filosofale che nella notte dei tempi ha trasformato la parola in un segno, e lo scritto in un messaggio prezioso che varca lo spazio ed i secoli.

 

In questa ricerca si coglie la capacità di sorprendersi delle gesta che l’uomo ha inciso nella storia, che continuamente disvela i destini dei popoli: si percepisce la meraviglia davanti al messaggio divino, al suo significato rivelato ed al suo mistero immanente.

  

Premessa

 

Dopo due volumi aventi come tema le collezioni di posta militare e le collezioni delle tariffe degli oggetti-servizi postali, questo volume trae origine da due mie collezioni “generiche” (non amo infatti il termine “didattiche”), per intenderci quelle collezioni che non si possono esporre a concorso perché non sono in linea con i regolamenti F.I.P., ma che un filatelista può comunque fare per il puro piacere di farlo.

 

Le due collezioni traggono origine da desideri filatelici maturati nel tempo: avevo sempre desiderato possedere un paio di bei documenti di ognuno degli antichi ducati e così un bel giorno cominciai a comprare qualche lettera quando se ne presentava l’occasione.

 

Come spesso accade in filatelia, la fame viene mangiando e così dopo gli antichi ducati, aggiunsi anche i governi provvisori, poi i regni, poi le occupazioni, poi le colonie … insomma tutte le emissioni determinate da un cambio politico avvenuto nel territorio italiano.

 

Si tratta di 79 eventi per ognuno dei quali viene presentata una pagina con i cenni storici ed i cenni storico-postali ed una pagina con riprodotti due documenti postali del periodo.

 

Il risultato di questa collezione è quindi una storia del territorio italiano dal 1850 al 2000 e delle emissioni apparse in questi 150 anni: sotto il profilo filatelico può essere uno stimolo a iniziare nuove collezioni e, in questo senso, c’è una continuità di intenti con i due volumi precedentemente pubblicati.

 

L’altro desiderio che avevo da anni era di possedere dei documenti rappresentativi dal 1200 (secolo di transizione, in Italia, dalla pergamena alla carta) fino all’uscita dei primi francobolli nel 1840.

 

Raccolti questi documenti, volli provare a “sintetizzare” i principali eventi storici di ogni secolo avvenuti sia nel territorio italiano che nel resto del mondo. Poiché il vincolo che mi ero imposto era una pagina per ogni secolo, la sintesi ha dovuto essere “molto serrata”: più che la storia del secolo infatti è una serie di pennellate che ognuno potrà approfondire ulteriormente.

 

Alcuni capitoli prettamente “filatelici” o, meglio “prefilatelici”, riguardano i fogli AQe della Repubblica di Venezia, i Cavallini di Sardegna, la disinfezione della posta, le prime vie di mare, i primi francobolli ed interi emessi in Gran Bretagna.

 

Il risultato di questa collezione è quindi un “bigino” della storia di cinque millenni (più in dettaglio di sette secoli 1200-1800). Sotto il profilo filatelico rappresenta una carrellata della prefilatelia e anch’essa può essere uno stimolo per iniziare nuove collezioni.

 

Il libro quindi è composto da due parti: la prima con gli eventi storici dal 3000 a.C. al 1840 d.C. con riproduzioni di documenti postali dal 1200 al 1840; la seconda parte con gli eventi storici, nel territorio italiano, e la riproduzione di documenti postali dal 1850 al 2000.

 

Il titolo del libro “Storia dell’uomo e della posta” è quello che, nel marketing, si dice un “overclaim” ovvero una “esagerazione”, ma è un modo per sottolineare che la posta è parte della storia dell’uomo e che quindi ogni collezione filatelica è anche uno “spaccato” di storia dell’umanità.

 

Questa è sicuramente una, se non la prima, motivazione di tutti i filatelisti siano essi interessati alla storia postale, alla filatelia tradizionale, alla interofilia, all’aerofilatelia o alla filatelia tematica.

 

Cenni storico-postali fino al 1200

 

La "lettera"

 

I primissimi esemplari di lettere, compaiono su tavolette di argilla (ritrovamenti, verso la fine del 1800, a Tell el-Amarna, in Egitto e in Cappadocia, nell'Asia Minore).

Tra il 3000 ed il 1500 a.C., mercanti assiri si stabiliscono in Cappadocia (oggi moderna Turchia) che diventa parte del dominio di Ur e, successivamente, dell'impero ittita.

 

Nel 1925, l'archeologo Bedrich Hrozny ritrova un importante nascondiglio di queste tavolette a Kultepe presso Kanesh: si tratta di piccole placche di formato quadrato o rettangolare fatte di terracotta ed inserite in buste di argilla.

 

Dopo le tavolette d'argilla degli assiri, gli egizi usano tavolette e il papiro, i greci usano le pelli degli animali, i romani le tavolette di cera e stili. Fino al VI secolo, il materiale più usato è il papiro, successivamente viene sostituito dalla pergamena (ottenuta conciando le pelli degli ovini e dei bovini).

Dalla Cina, attraverso il mondo Arabo, giunge in Europa la carta. La prima fabbrica di carta in Italia, nasce a Fabriano nel 1276.

 

La "scrittura"

 

I principali sistemi grafici adottati nel mondo si possono ridurre a due: scrittura ideografica e scrittura fonetica: l'ideografica è la più antica e madre della fonetica. E' ideografico il sistema usato da Egizi, Cinesi, Messicani e Peruviani (Aztechi e Inca) e dagli indigeni dell'America settentrionale e della Siberia.

 

La "posta"

 

Le tavolette egiziane confermano l'esistenza di corrispondenza regolare fra i faraoni ed i principi della Siria (loro vassalli) e tra i re dell'Assiria e della Babilonia.

 

Gli egizi si servono di appositi messaggeri, noti come symmaci, che operano a turni e viaggiano lungo l'intrico dei canali attraverso la Valle del Nilo allungati su barchini che sospingono coi piedi.

 

Re Ciro di Persia (539 a.C.) è considerato il fondatore del sistema di collegamento postale. Ne parlano sia Erodoto nelle "Historiae" che Senofonte nella "Cyropedia" : "....ecco un'altra invenzione di Ciro, utilissima, data la vastità del suo impero, e a mezzo della quale egli era prontamente informato di tutto ciò che accadeva nelle più lontane regioni. Essendosi reso conto della distanza, egli fece costruire lungo tutte le strade delle scuderie a uguale distanza una dall'altra e vi fece alloggiare dei cavalli, e degli uomini adibiti alla loro custodia. A ciascuna posta egli mise un uomo intelligente che avrebbe consegnato ad un corriere le lettere portategli da un altro, che avrebbe provveduto al riposo e al ristoro degli uomini e dei cavalli stanchi e che avrebbe avuto il controllo delle finanze..." La linea postale più lunga di tutta l'antichità è quella che collegava Sardis a Susa via Ancyra, Melitene, Arteba e Calonne: 337 miglia con l'attraversamento del deserto contando su 111 stazioni di posta.

 

Nell'antica Grecia, gli autori classici fanno spesso riferimento a messaggi e messaggeri. Inoltre vengono usati segnali ottici, con torce, da un'isola all'altra e, nel 350 a.C. si ha notizia di un rudimentale sistema telegrafico con vasi e torce.

 

Il servizio postale romano si basava sull'ottimo sistema di strade e sulle mansiones (importanti stazioni di sosta, dove era possibile trovare ristoro e alloggio) e sulle mutationes (semplici stazioni di cambio a intervalli tra mansiones). A capo di ciascuna stazione è posto uno stationarius - dirigente per il controllo degli schiavi addetti alle scuderie, dei postiglioni, dei fabbri, dei passaporti per i messi e responsabile di annotare gli arrivi e le partenze.

 

Nel secolo VII, Carlomagno regna sopra un vasto territorio comprendente l'intera Europa occidentale, dalla Danimarca al Danubio e alla Spagna. Con i suoi sudditi mantiene i contatti a mezzo di messaggeri che, in possesso di lasciapassare, hanno il diritto di prelazione sulle cavalcature: severe punizioni sono previste a coloro che osassero ostacolarli.

 

Sotto i più deboli successori di Carlomagno, il servizio a staffetta, gradualmente scompare ed i territori rimangono nuovamente divisi mentre inizia a svilupparsi un tipo di società feudale.

 

Nel Medioevo si sviluppano sistemi di posta mercantile, la posta monastica, la posta delle città.

 

L'impero mongolo, che agisce da calamita nei confronti dei mercanti veneziani e genovesi, ha un sistema postale che viene descritto da Marco Polo: numerosissime strade collegano tutte le province a Pechino e la rete stradale è dotata di 25.000 poste cavalli (janb).

 

Nella foto una lettera medioevale

(continua)

Emanuele Gabbini

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Anonimo 12 luglio 2009   18:02

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