Il convegno di Verona è da tempo diventato l’appuntamento filatelico commerciale più importante in Italia e rappresenta per i collezionisti, una grande occasione per reperire materiali per le più svariate collezioni, un evento di indiscutibile validità commerciale, con la presenza di centinaia di operatori professionali italiani e di tutto il mondo.
Proprio per questi motivi, Veronafil rappresenta anche un attendibile indicatore della situazione del collezionismo e del relativo mercato. Sarebbe certo più opportuno parlare di “mercati”, perché ormai le transazioni commerciali relative ad oggetti filatelici si svolgono in quattro grandi aree: la prima è rappresentata dalle vendite all’asta o comunque su catalogo cartaceo per corrispondenza, la seconda dai siti di trading on line tipo Ebay o Delcampe o similari, la terza area è quella dei negozi tradizionali, ed infine la quarta area è quella dei convegni commerciali. Invero ne esiste una quinta rappresentata dagli scambi e cessioni dirette tra collezionisti privati.
Fanno storia a se gli sportelli filatelici e la vendita dei francobolli da parte degli Enti e Stati emittenti (c.d. “Novità”).
A fronte di un mercato così complesso e frastagliato, avere un preciso quadro della situazione non è facile e i dati aggregati sono di difficile conoscibilità e quindi di vaga interpretazione.
Proveremo comunque a fare qualche osservazione oggettiva. Come abbiamo detto negli ultimi mesi, le numerose aste e vendite su offerta hanno conseguito ottimi risultati, confermando il buon momento del collezionismo filatelico, numismatico ed antiquariale, che ha richiamato capitali d’investimento “delusi” dall’andamento dei mercati finanziari, sui quali pesa ancora la percezione di una notevole incertezza, legata alla crisi in atto. A ciò si è aggiunto il basso rendimento degli investimenti a basso rischio tradizionali, basti pensare che il BOT semestrale di Aprile 2009, ha spuntato un poco appetibile 0,55% netto.
Dobbiamo oggi aggiungere un certo rallentamento nelle ultimissime vendite all’Asta, rappresentato dalla minore percentuale dei lotti venduti e quindi del volume relativo d’affari.
Conseguenza diretta dell’attuale situazione è la bassa disponibilità sul mercato di pezzi di elevata rarità e di qualità superiore, la cui richiesta in taluni settori è superiore all’offerta.
In realtà però sul mercato filatelico, pezzi importanti e di elevata qualità trovano ancora veloce collocazione a prezzi soddisfacenti. Veronafil ha confermato questa tendenza, come purtroppo quella di una diminuzione del piccolo collezionismo, di quella grande base di appassionati che pur in parte presenti, hanno fatto i conti con la crisi.
Dunque la congiuntura economica ha determinato un mercato diviso con una resistente e nutrita pattuglia di investitori e grossi collezionisti molto attivi, ed un congruo numero di appassionati … alla finestra.
Per questi motivi, la crisi si è sentita ancor di più nel settore cartoline e cartofilia, dove un ridimensionamento dei prezzi, non è bastato a mantenere le vendite ad un livello soddisfacente. Ampi spazi vuoti e banchi senza avventori, si sono visti a tratti il sabato pomeriggio, tradizionalmente uno dei momenti migliori del convegno.
Stagnante anche il mercato dei piccoli collezionisti numismatici, mentre gli stands dell’editoria hanno registrato il solito interesse.
Calante il mercato delle Telekarte (carte telefoniche), ridotto ormai ad una nicchia di appassionati, dopo i fasti degli anni ’90.
Buona la richiesta dei materiali di supporto per i collezionisti, come album, classificatori etc.
In calo anche l’affluenza presso lo stand di Poste Italiane, e questo dovrà costituire elemento di approfondita riflessione.
Grande curiosità ed interesse per il pregevole catalogo delle figurine Liebig, appena edito dalla UNIFICATO, che rinnova la classificazione e soprattutto la valutazione, in un settore collezionisticamente molto vivace ed in espansione.
Presente la Federazione Italiana tra le Società filateliche, il cui stand di rappresentanza ha costituito il punto d’incontro per i tanti associati.
Naturalmente, nell’ambiente filatelico è notevole l’attesa ed i preparativi per il Festival mondiale della filatelia che si terrà a Roma nell’Ottobre del 2009 ( maggiori notizie su www.italia2009.it ).
Concludendo, si è avuta l’impressione che il convegno, oltre gli eventi economici congiunturali che colpiscono le famiglie italiane, stia soffrendo di una “spietata” concorrenza da parte degli altri mercati, soprattutto del trading on line.
(Nella foto due figurine della serie “i ricami”, di una nota ditta produttrice di cioccolata – Francia 1906)