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Un francobollo al giorno … i mille volti di Pinocchio (93)

di Giuseppe Di Bella
22 maggio 2009 16:31
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I grandi capolavori nascono dotati della capacità di attraversare i secoli e di rimanere attuali, attirando continuamente l’attenzione del genere umano.

 

 

Le avventure di Pinocchio riscuotono da oltre un secolo, un ininterrotto successo e tanti studiosi di pedagogia e psicologia, oltre che di letteratura e sociologia, si sono chiesti il perché: molteplici studi, hanno identificato nella preminente natura bugiarda del burattino di legno, la peculiarità che gli ha dato fama e immortalità.

 

 

E che mentire possa far parte della vita e di un illusorio quanto inutile successo dell’uomo, specialmente di quello politico, è fatto risaputo. In fin dei conti i politici ci “rappresentano” in tutto anche nella nostra natura umana, nelle sue debolezze, tra le quali la bugia non è ultima.

 

 

Pinocchio ha sempre affascinato grandi e piccini (si dovrebbe dire al contrario), anche per il suo cammino di redenzione, per la metamorfosi che infine lo trasforma in un bambino “vero”.

 

 

Il testo profila una speranza per tutti (uomini politici inclusi), quella di guadagnare la trasformazione da burattini di legno, che non sanno far altro che mentire e cedere agli aspetti negativi dell’esistenza, in esseri umani “di carne e ossa”: bambini che non vendono più l’abecedario acquistato col ricavato della vendita delle maniche della camicia di papà Geppetto.

 

 

Ma è proprio la speranza il messaggio preminente di questo grande libro? la sua chiave di lettura? E’ una delle tante: è l’anelito di quell’orizzonte mobile che è il futuro, di cui tutti abbiamo continuamente necessità per vivere un attimo e un secolo ancora. Il futuro non ha alternative. Qualunque sia.

 

 

Il testo è certamente originale, anche per la concezione pedagogica innovativa che aprì una nuova strada nella letteratura per l’infanzia. Pinocchio non è una semplice fiaba: al centro delle disavventure del piccolo e legnoso burattino, vi sono le esperienze della vita reale che costituiscono prove ardue e pericolose, a volte mortali: l’inganno del gatto e la volpe, la cattiveria solo brevemente redenta di Mangiafuoco, che terrorizza e sfrutta i suoi burattini fino a distruggerli con rabbia, il grillo che Pinocchio uccide, non solo metaforicamente, perché non vuole ascoltare la ragione. Drammaticamente attuale e reale.

 

 

Le avventure di Pinocchio sono un capolavoro alchemico della letteratura. Rimane ineguagliata l’immedesimazione della realtà, proposta in modo inscindibile da un mondo fantastico: i carabinieri che arrestano il burattino sembrano figure di carta immobili, eppure drammaticamente reali. Vere e false come il paese dei balocchi in cui parte dell’Occidente vive oggi: un’illusione dalla quale in un’alba imprecisata ci risveglieremo trasformati in asini, e forse le nostre orecchie equine sono già visibili, nascoste solo dai miti di cartapesta, dall’egoismo e dal consumismo totale, con il quale stiamo cannibalizzando noi stessi.

 

 

Il testo è immediato, dinamico e incalzante, fugge dagli occhi alla mente e si deposita sull’anima, in una tempesta di sentimenti in cui la pietà trova un posto preciso e trasversale, nella riflessione sulla condizione umana. E’ un romanzo sulla vita, è un’opera morale, una metafora di quei caratteri primordiali che all’uomo provengono dalla notte dei tempi e che sono proiettati come le uniche certezze di un futuro indefinito ed indefinibile.

 

 

Nel testo si coglie un geniale paradosso: Pinocchio è già profondamente umano anche quando è ancora di legno, con la sua concezione semplice, egoistica e insensatamente e ineluttabilmente fiduciosa nella vita: coltiva i difetti più comuni ed intrinseci dell’umanità.

 

 

Pinocchio è un libro molto più serio di quanto sembri a prima vista. contiene l’affermazione tragica dell’irredimibilità di alcuni aspetti umani.

 

 

Collodi utilizza una metafora efficace: la speranza e la salvezza, sono infine la stessa cosa. E’ il ritratto di Dorian Gray capovolto: le nefandezze del burattino rimangono al termine di questo percorso, in quel pezzo di legno immoto e senza più vita, e nasce un uomo nuovo.

 

 

Tanti sono i segreti del successo di questo capolavoro mondiale della letteratura per l’infanzia che piace senza distinzione agli adulti come ai piccini.

 

 

Conosciamo la storia scritta nel libro, ma non sappiamo la storia del libro, della sua concezione e della sua genesi.

 

 

Forse questo capolavoro nasce per caso, come spesso accade. Lorenzini non svela i retroscena dell’opera né le sue premesse, ed è opinione diffusa che il testo esiti dall’anima stessa dell’autore, dalle sue esperienze. Pinocchio è lo stesso Collodi … inevitabilmente.

 

 

A Lorenzini venne richiesto un racconto per il Giornale dei Bambini. Scrisse il primo capitolo e lo inviò alla testata accompagnandolo con un biglietto: “Ti mando questa bambinata, fanne quel che ti pare; ma se la stampi pagamela bene per farmi venire la voglia di continuare”.

 

 

Continuò a scrivere il racconto che venne pubblicato a puntate con il titolo “Storia di un burattino”. La prima edizione integrale venne pubblicata nel 1883 a Firenze, con i tipi degli editori Paggi, col titolo “Le avventure di Pinocchio”.

 

 

Da quel momento Pinocchio è stato oggetto di un numero incredibile di edizioni in Italia ed in tutto il mondo. E’ stato soggetto teatrale e cinematografico: celebre l’adattamento Disneyano la cui vendita in home video, non conosce stasi.

 

 

Carlo Lorenzini, che adottò lo pseudonimo di Collodi in onore della madre che era nativa di quel centro, ed il suo celebre burattino, sono stati ricordati con diverse emissioni filateliche in tutto il mondo occidentale. Nessun fenomeno di massa, nessun avvenimento di rilievo sociale, è mai sfuggito all’enciclopedica concezione del mondo, che è una delle specificità della filatelia. Pinocchio non fa eccezione.

 

 

L’Italia ha emesso nel 1954 un francobollo dedicato a Collodi ed al suo burattino: l’occasione fu l’organizzazione in quell’anno a Pescia, luogo di nascita dello scrittore e giornalista (1826 - 1890), di una serie di manifestazioni per ricordare il famoso concittadino, e celebrarlo come autore del libro per bambini più diffuso nel mondo.

 

Il francobollo raffigura in primo piano Pinocchio ed in basso cinque bambini che rappresentano i Continenti. Il soggetto è opera del prof. Attilio Mussino, unanimemente riconosciuto come il maggiore e miglior interprete dell’opera di Collodi.

 

Lo stesso francobollo esiste in una rara ed imprevista variante (20 esemplari) poiché stampato casualmente su una striscia di “carta seta”, utilizzata per congiungere due bobine di carta filigranata (valore di catalogo 30.000 Euro cadauno).

 

Ma le peculiarità di questa emissione non finiscono qui. Infatti lo stesso francobollo venne soprastampato con la sigla AMG-FTT (Allied Military Government Free Territory Trieste) per essere utilizzato appunto nei territori triestini (la così detta zona “A”) ancora sotto l’amministrazione anglo americana (occupazione alleata!).

 

Ma con l’accordo del 5 Ottobre 1954, era stata concordata la restituzione all’Italia dell’amministrazione della zona “A”, fissata per il 13 novembre 1954 e pertanto l’intera tiratura del francobollo già soprastampato, venne incenerita. Solo pochissimi esemplari sfuggirono alla distruzione ed il loro attuale valore di catalogo è di 22.000 Euro cadauno.

 

Tornando al libro ovvero alla sua prima edizione, una rarissima copia, in buone condizioni di conservazione, è stata di recente aggiudicata, ad un anonimo collezionista, per 35.000 Euro nel corso di un’asta organizzata dalla Bloomsbury Auctions di Roma.

 

Si tratta in realtà di una delle poche copie di questa prima edizione ancora esistenti e che si trovano in mani private.

 

Una delle raccolte più ampie delle edizioni di Pinocchio, si trova nella Biblioteca Marucelliana di Firenze, mentre la più importante collezione privata è la raccolta di Fabrizio Peli, che si compone di oltre 1200 titoli.

 

A presto

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Anonimo 25 maggio 2009   10:00
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 maggio 2009. Visualizza »

Poliedrico come raramente capita di leggere. Complimenti

Ben detto, Signor Anonimo. C'è, in questa pagina, competenza, sensibilità e capacità espressiva.

Un voto da 1 a 10? 20! 

Maddalena  

Anonimo 23 maggio 2009   13:52

Poliedrico come raramente capita di leggere. Complimenti

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