Con grande attenzione all’evoluzione del mercato ed alle esigenze dei collezionisti, le edizioni CIF Unificato pubblicano a fine mese il nuovo catalogo: Monete e cartamoneta d'italia 2009-2010.
Un’iniziativa tempestiva in questo momento di grande vivacità nel settore numismatico, che registra puntualmente l’evoluzione del collezionismo e classifica nuovi tipi o varianti non ancora catalogate.
Ad un innovativo metodo di catalogazione, si unisce l’agevole e pratica consultazione, la completezza logico sistematica dei contenuti, con riferimento a tutte le monete, dal Regno di Sardegna alla Repubblica italiana, oltre la monetazione della Repubblica di San Marino e Vaticano e le serie divisionali riprodotte a colori (a tutto il 2001).
Ma la novità assoluta sta nell’avere unito alla catalogazione delle monete, quella di tutta la cartamoneta italiana: Buoni di Cassa, Biglietti di Stato e di Banca e le AM Lire dell’occupazione alleata della Sicilia (quest’ultima è una novità).
Gradevole l’impostazione grafica e soprattutto realistiche le quotazioni di mercato. Infatti in questa nuova edizione 2009-10, sono state riviste tutte le quotazioni alla luce dell’andamento del mercato numismatico e apportate correzioni ed aggiunte necessarie per il miglioramento dell’opera, come alcune note relative a nuove apparizioni sul mercato di varianti o tipologie monetarie di interesse collezionistico.
Qui di seguito, in dettaglio, alcune informazioni tecniche e commerciali che caratterizzano questa nuova edizione:
MONETE
Regno di Sardegna
Buoni aumenti per monete in condizioni SPL (splendida) e FDC (fior di conio) citiamo ad esempio il 5 Lire di Vittorio Emanuele I (n. 10/14), con aumenti che variano dal 5 al 20%, fa eccezione il n. 15 (5 Lire 2° tipo) che da 14.500 passa a 18.000 euro in condizione “splendido".
Carlo Felice, la n. 29 (1 Lira - 1824G) in FDC va da 3.250 a 4.000 euro; il 5 Lire - 1824T (n. 61) passa da 2.500 a 3.500 euro in FDC.
Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II: aumenti diffusi dal 5 al 10%, con punte anche superiori come il 100 Lire - 1837T di Carlo Alberto (n. 152) che in SPL va da 11.000 a 15.000 euro e i 5,10 e 20 Lire del Re Eletto che segnano incrementi fino al 20%.
Regno d’Italia e Colonie.
Si notano “cauti aumenti” nelle monete più rare ed in buone condizioni; un timido risveglio anche nelle monete per numismatici e le prove, a seguito della nota sentenza di “liberalizzazione” N° 22439 del 15.05.2009.
Spicca su tutte la moneta “esperimento” del 10 C. 1862N (n. 22) che, in FDC; passa da 8.000 a 9.500 euro, ed il raro 5 Lire - 1861T, sempre in FDC, da 11.000 a 13.000 euro.
Repubblica italiana
Si presenta con la solita staticità da almeno due/tre anni, a causa anche delle troppe, care e continue nuove emissioni, che non incoraggiano certo i potenziali nuovi collezionisti ad acquistare le serie “arretrate”, creando staticità se non addirittura un eccesso di offerta. Pur tuttavia si notano leggeri aumenti per le monete da 1-2-5-10 Lire del 1946/47; 50 e 100 Lire dal 1955 al 1960.
Città del Vaticano
Il periodo di Pio XI e Pio XII è forse la parte più in salute con buoni aumenti anche per le monete più comuni, statica invece la monetazione dei Pontefici successivi. Sono aumentate quasi tutte le monete in Nichelio e in Alluminio in SPL/FDC dei primi due Pontefici. Il 100 Lire oro di Giovanni XXIII (n. 228) passa da 2.100 a 2.500 euro in condizione FDC.
San Marino
Poche novità di rilievo, salvo gli Scudi in oro che, per via della rivalutazione dell’oro, registrano aumenti del 5-10%.
A proposito della rivalutazione che l’oro ha avuto in questi ultimi anni, bisogna tenere presente che sia le monete dette di “borsa” che quelle “numismatiche” (ad esempio tutti i 20 lire, sia “Sardi” che italiani ) stanno subendo un continuo incremento delle quotazioni e quindi anche un maggior interesse da parte dei collezionisti e degli investitori. Si guardi per esempio agli interessanti aumenti dei coni del 20 Lire di Vitt. Emanuele I (n. 16/20) anche in conservazione MB e BB, come pure, nel Regno d’Italia, i 20 Lire (n. 106/127) che in BB passano da circa 135 a 150/160 euro.
CARTAMONETA
Un nuovo capitolo è stato introdotto nel settore Cartamoneta. Si tratta delle AM Lire (Allied Military Currency). Queste infatti, pur essendo state stampate negli USA, sono da considerare a tutti gli effetti banconote italiane per via degli accordi tra il governo italiano e quello americano sulla loro completa equiparazione.
Per quanto riguarda le quotazioni si può affermare che la cartamoneta gode di buona salute, nonostante la “crisi” che comunque non intacca il mercato medio/alto, così da far lievitare i prezzi degli esemplari in buono stato di conservazione del periodo “Classico”.
Alcuni esempi: il Biglietto di stato 25 Lire di Umberto I raddoppia circa le quotazioni in tutti gli stati di conservazione; aumenti fino al 50% per il 50 Lire (n. 5/7) sempre di Umberto I, così pure per il 100 Lire del 1926 di Vitt. Emanuele III (n. 213/15) e il 1.000 Lire di Umberto I (n. 365/367). Il 5.000 Lire “Testina” del 1947 (n. 570) in SPL passa da 7.550 a ben 12.000 euro!
Buona la risalita di alcune serie “sostitutive” come le n. 720/24 (50.000 Lire) e le n. 749/57 (100.000 Lire) che arrivano anche a raddoppiare il loro valore. Revisione delle quotazioni anche nel capitolo “PRIMI NUMERI DI SERIE” un settore questo, sempre in continua evoluzione e di crescente interesse.
Insomma il catalogo UNIFICATO delle “Monete e Cartamoneta d’Italia 2009-10” può, senza dubbio, considerarsi il mix ideale per il collezionista che vuole tenersi aggiornato.
Veramente moderato e ampiamente meritato il prezzo di copertina: il catalogo, 272 pagine a colori, costa solo 16 euro.
Il catalogo sarà disponibile al convegno VERONAFIL del 29/31 maggio.
Si può richiedere presso i migliori negozi di Filatelia e Numismatica o direttamente all’editore:
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