Prima radio
Prima radio

Rarità o valore commerciale? Il progetto francese non adottato per la Croce Rossa

12 aprile 2009 12:19
Leggi i commenti 1   Inserisci un tuo commento

Per sviluppare il mio discorso sul concetto di rarità e di valore commerciale di un elemento filatelico, prendo lo spunto dalla Prova d'artista di questo progetto non adottato per il celebre francobollo di Francia del 1939, dedicato alla Croce Rossa (Yvert & Tellier n° 422).

 

Il francobollo emesso è noto soprattutto perchè si tratta del primo francobollo di Francia ad essere stampato con tecnica calcografica a 3 colori (T.D. 3: nero, blu e rosso), mentre tutti i francobolli calcografici precedenti erano monocromatici.

 

Dello stesso francobollo, esiste anche un non emesso (Dallay n° 430A, Maury n° 422A), identico nel soggetto ma con colori differenti (oltremare al posto del nero); di questo francobollo non emesso esistono soltanto 50 esemplari sopravvissuti (un intero foglio), motivo per il quale le sue quotazioni di mercato sono rilevanti (22.500 Euro il suo attuale valore sul catalogo Maury).

Ora, la Prova raffigurata in dettaglio, prescindendo dal colore dell'inchiostro utilizzato (in una prova d'artista di quel periodo era l'incisore a decidere quali inchiostri usare, non il Poligrafico), mostra una differente iscrizione intorno all'ovale centrale: “75eme ANNIVERSAIRE DE LA FONDATION DE LA CROIX ROUGE”, mentre quella approvata in via definitiva e che comparirà sia sul francobollo emesso che su quello non emesso sarà: “75eme ANNIVERSAIRE FONDATION DE LA CROIX ROUGE”. Pertanto, l'iscrizione del progetto originario, poi scartato dalle Autorità postali, presentava un “DE LA” in eccesso.

 

Fin qui la storia di questo interessante “pezzo” filatelico. Questa splendida prova, che tra l'altro mostra entrambe le firme degli artisti (André Spitz, disegnatore del bozzetto e Antonin Delzers, incisore del punzone: normalmente sulle Prove d'artista si osserva solo la firma dell'incisore; la presenza di entrambe le firme ne accresce il pregio), è stata da me acquistata solo di recente ad una ragguardevole cifra, a mio parere comunque inferiore al suo reale valore.

 

Dico questo perchè si tratta dell'unico esemplare a me noto con l'errore di iscrizione: non solo io non ne avevo mai viste prima nonostante mi dedichi a questo specifico settore da oltre 15 anni, ma neanche altri collezionisti, esperti, commercianti specializzati nel settore ne avevano fino ad ora saputo nulla.

 

Ora, la domanda sorge spontanea: un giurato che debba attribuire ad un simile oggetto un punteggio in termini di rarità (nel corso di una partecipazione a Concorso), come si dovrebbe comportare? Non conoscendo nulla di esso, dovrebbe acquisire le informazioni dallo stesso collezionista, cioè io.

Ma qui sta il punto: molto spesso, nonostante i giurati fossero stati informati da me personalmente circa gli oggetti filatelici che esponevo nelle mie collezioni (Prove non adottate o di francobolli non emessi), il giudizio finale risultava piuttosto “bizzarro”, di difficile interpretazione, spesso discutibile. Mi si potrà obiettare che molte volte tali giudizi sono discutibili, soprattutto da parte dell'espositore; ciò corrisponde al vero, ma credo sia giunto il momento di mettere i famosi “paletti” sui concetti di rarità e di valore commerciale.

 

L'elevato valore commerciale del francobollo non emesso citato precedentemente, deriva dal fatto che l'esiguo numero di esemplari esistenti (50, tra nuovi, linguellati e perfino su busta), in rapporto alla notevole richiesta da parte dei collezionisti, faccia lievitare il prezzo sul mercato filatelico. Fin qui niente di nuovo: il rapporto tra domanda e offerta, niente altro che la più elementare legge di mercato.

 

Ma se entriamo nello specifico, posso affermare che il numero di 50 esemplari, per quanto estremamente esiguo in termini “filatelici” (in genere si parla di numeri ben più grandi), rappresenta un numero “elevato” se confrontato con i numeri delle Prove, cioè l'oggetto delle mie collezioni. Basta tenere presente che mediamente, di una determinata Prova in un determinato colore, esistono pochissimi esemplari, al massimo una decina. Tale numero spesso è inferiore, essendo non infrequenti gli esemplari unici. Questo dovrebbe farci considerare come eccezionalmente rare queste Prove.

 

Diverso il discorso circa il loro valore commerciale: la domanda di Prove da parte dei collezionisti è di gran lunga inferiore rispetto a quanto avviene per i francobolli veri e propri; ciò determina un grande “gap” tra l'effettiva rarità di quel determinato pezzo e il suo valore di mercato. Senza contare che fino a 3 anni fa nessun catalogo aveva preso in considerazione le Prove, sia per quanto concerne la loro classificazione che tanto meno la loro quotazione: per quanto riguarda la Francia, il solo catalogo Dallay (oggi divenuto Maury), ha cominciato un disorganico e criticabile tentativo in tal senso, ma siamo ancora agli inizi. Una cosa è certa ed era anche prevedibile: da quando questo catalogo ha cominciato tale classificazione e quotazione, i prezzi delle Prove di Francia (per ora solo quelle) sono schizzati verso l'alto nelle varie aste di vendita, non certo perchè siano aumentati i collezionisti di Prove (la domanda).

 

Per tornare al nostro punto di partenza e cioè alla Prova non adottata della Croce Rossa: quale dovrebbe essere il rapporto di rarità (dico volutamente rarità e non valore commerciale) tra essa e il francobollo non emesso?

 

Se, come ritengo, si tratta di un esemplare unico, tale rapporto dovrebbe essere di 50:1. In conclusione, mi piacerebbe che da parte dei giurati venissero maggiormente e più attentamente valutati i singoli “pezzi”, non solo per il loro valore di mercato (per le Prove spesso questo non è possibile per le ragioni sopra esposte), ma piuttosto per la loro rarità intrinseca.

 

Giorgio LECCESE

 

http://www.dieproofs.it

 

g.leccese@dieproofs.it

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 13 aprile 2009   08:57

Come è noto nell'ambiente dei filatelisti, Il giudizio su una collezione presentata a concorso, in una mostra organizzata o patrocinata dalla Federazione Italiana tra le Società filateliche, si articola su 100 punti.

Ai sensi del vigente Regolamento, questi sono i punteggi da conferire:

 

10 punti  ----  importanza filatelica della collezione (rilevanza relativa: generalità o particolarità della collezione);

 

20 punti  ----  svolgimento (stato della completezza);

 

35 punti   ---  conoscenze e ricerca effettuata dal collezionista in merito oll'oggetto;

 

10 punti  ---  condizione (stato di conservazione e leggibilità del materiale utilizzato);

 

20 punti  ---   rarità (presenti nella collezione in relazione al suo oggetto);

 

5 punti     ---  presentazione della collezione;

 

TOTALE 100

Come si nota, la rarità è solo uno dei parametri che concorrono al giudizio complessivo ed il suo peso è il 20% del totale.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
ItalianNews
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
ItalianNews
Sicilia in Europa
I banner di SiciliaInformazioni per il tuo sito

Notizie in Numeri

Una fonte indispensabile di informazioni statistiche. Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

ABC del Politichese

Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

RSS Feeds

ItalianNews
i.c.one italian wines