Come è noto, la Sardegna dopo l’armistizio di Cassibile, reso pubblico l’8 Settembre 1943, rimase aggregata al Regno del Sud e non entrò a far parte della Repubblica Sociale italiana di Benito Mussolini.
Dopo una lunga stagione di bombardamenti e spezzonamenti, che avevano colpito principalmente la città di Cagliari e gli obiettivi militari (Febbraio - Settembre 1943), gli (ora) “alleati” anglo-americani sbarcarono sull’Isola, quando i reparti tedeschi lì dislocati, erano già in ritirata verso la Corsica.
Si ritiene che l’intensità dei bombardamenti, forse sproporzionata a fronte degli obiettivi militari presenti nell’Isola, fosse preordinata a far credere che lo sbarco alleato avrebbe avuto inizio dalla Sardegna e non dalla Sicilia.
Ma è altrettanto vero che i bombardamenti su Cagliari proseguirono anche dopo il 10 Luglio 1943, ovvero la data dello sbarco in Sicilia.
Contrariamente a quanto avvenuto per la Sicilia, gli alleati non avevano previsto di mettere in corso in Sardegna particolari valori postali “di occupazione”, né provvidero a soprastampare i valori italiani.
Nell’Isola quindi si continuarono ad utilizzare i francobolli del Regno d’Italia e poi quelli emessi durante la Luogotenenza ed il Regno di Umberto II, fino alla normalizzazione avvenuta con le emissioni repubblicane.
I francobolli emessi dalla Repubblica Sociale Italiana, non ebbero corso per affrancare le missive in partenza e naturalmente non vennero neanche distribuiti.
Non poca né breve è stata la mia sorpresa quando, lunedì scorso, ho ritrovato la cartolina postale di cui riproduciamo un particolare, viaggiata il 9.1.1946, in periodo luogotenenziale ed affrancata con due valori da 50 cent. emessi dalla Repubblica sociale Italiana, serie monumenti distrutti tipo allegoria dell'Italia, oltre un 75 cent. della serie aerea artistica.
In un primo momento, ho pensato che l’annullo di Calangianus (Sassari) fosse stato apposto in arrivo perché i francobolli erano sfuggiti all’annullamento in partenza. Ma subito dopo mi sono reso conto che la cartolina è stata spedita proprio da Calangianus ed è stata inoltrata da un produttore di sughero, con destinazione la vicina Sassari.
E’ questo l’unico caso che conosco di utilizzo in Sardegna di francobolli della Repubblica Sociale Italiana.
Come prima ipotesi ho pensato che i francobolli possano essere pervenuti in Sardegna all’interno di qualche corrispondenza o portati in tasca da qualche reduce, vista la data di spedizione, ovvero il 9.1.1946 a guerra ampiamente finita.
Ad un esame più approfondito, attraverso un forte ingrandimento, si è invece evidenziato che trattasi di un utilizzo in frode perché i due francobolli della RSI, erano già stati usati precedentemente e recano un pre-esistente timbro di colore verde.
La frode è stata verosimilmente perpetrata dall’ufficiale postale che infatti si è peritato di inchiostrare notevolmente l’annullo di Calangianus in dotazione e colpire i francobolli in modo “oscurante”, affinché non fossero più visibili i timbri precedenti.
La truffa nei confronti dell’Amministrazione postale ebbe successo, perché nessuno si accorse del trucco e la cartolina non venne tassata.
E’ legittimo chiedersi come mai l’addetto abbia utilizzato per il suo “gioco di prestigio”, valori non in corso nell’Isola, il cui uso “dava nell’occhio” e lo esponeva maggiormente al rischio di essere scoperto.
Una risposta potrebbe essere l’ignoranza sui valori in corso o meno e la confusione regnante in quel momento storico. Ma si potrebbe ipotizzare anche che l’infingardo non avesse altri valori a disposizione.
Il rischio di essere scoperto venne aumentato anche dal fatto di avere affrancato in eccesso per Lire 1,75, invece che per Lire 1,20 (ma tanto al nostro allegro impiegato i francobolli già usati non costavano nulla).
La truffa “storica” e postale, perpetrata dall’impiegato infedele, non è stata scoperta all’epoca dei fatti e questi ha rubacchiato qualche Lira, ma a distanza di 60 anni lo abbiamo smascherato perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ed in fin dei conti, la storia non si può cambiare … o si?