La storia delle immaginette sacre in un catalogo che dà spettacolo

05 dicembre 2008 17:40
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Il catalogo delle immaginette sacre, recentemente edito dalla UNIFICATO SRL, pubblicazione della quale abbiamo dato notizia, ha riscosso un interesse e quindi un successo editoriale oltre le aspettative.

 

E’ un successo ampiamente meritato alla luce della faticosa raccolta del materiale e dell’appassionato studio che ha permesso la pubblicazione di questo prezioso strumento per i collezionisti, gli appassionati e per tutti i cultori di storia sacra e … non solo.

 

Di seguito l’interessante presentazione del volume, a cura di Graziano Toni, densa di notizie e curiosità e dalla quale traspare la grande passione che ha prodotto questa documentazione che resterà una pietra miliare nella catalogazione di queste piccole opere d’arte.

 

Possiamo affermare che il collezionismo delle immaginette sacre (i cosiddetti “santini”) è nato sostanzialmente con l’avvento della stampa. Si ha notizia infatti di un precursore degli attuali collezionisti, fin dalla metà del 1400; una raccolta molto interessante del notaio Jacopo Rubieri, nato intorno al 1430 a Parma. Durante i suoi viaggi e grazie al suo lavoro, ebbe modo di raccogliere un certo patrimonio di immagini sacre, che poi, negli ultimi anni della sua vita, utilizzò unendole agli atti notarili da lui stesso redatti.

 

Il “mondo notarile” sembra esser stato molto fertile anche nei secoli successivi, riguardo alle raccolte di immagini sacre; recenti studi effettuati in alcune regioni italiane (Sicilia, Emilia Romagna ed altre), hanno portato alla nostra conoscenza l’abitudine di molti notai (in particolar modo in ambito provinciale), durante il ‘600 e il ‘700, di raccogliere preziose incisioni di Santi e di immagini Mariane, utilizzandole poi per decorare le coperte dei volumi notarili o, ancora più spesso, per abbellire le pagine interne.

 

Più recentemente anche nel secolo XIX, persone in prevalenza appartenenti al ceto aristocratico o all’alta borghesia, raccoglievano bellissime immaginette sacre (soprattutto pizzi e merlettati francesi) e li sistemavano ordinatamente in preziosi raccoglitori appositamente creati, con le copertine di pelle, fregiate in oro.

 

Successivamente, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento, si è creato gradualmente un interesse sempre più diffuso e senza distinzione di classi sociali, tra i raccoglitori - collezionisti di santini.

 

Un grande merito per lo sviluppo in Italia di questo settore, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, va riconosciuto al Commendator Gennaro Angiolino. Con la propria attività, le sue varie pubblicazioni e le diverse iniziative che ha promosso e curato in collaborazione con enti e istituzioni di tutta Italia, egli ha contribuito in maniera sostanziale alla crescita dei collezionisti e cultori.

 

Studiosi esperti di questa arte sacra popolare, hanno contribuito negli ultimi vent’anni all’allargamento dell’interesse e della cultura storica generale, con la pubblicazione di libri e saggi molto importanti sull’argomento, oltre alla preparazione di specifici convegni di studio; in particolare, essi ci hanno permesso di conoscere in maniera approfondita la storia del santino in Europa (dal XV al XX secolo), informandoci dei vari editori ed incisori, delle tecniche di stampa, delle diverse tipologie di materiali utilizzati, oltre ovviamente agli aspetti devozionali così importanti per questa parte di arte sacra popolare.

 

Le prime importanti mostre nazionali di Campofilone (AP), sono state poi seguite ed imitate da altre mostre nazionali (Roseto degli Abruzzi, l’importante Biennale di Piombino, e più recentemente la Mostra Nazionale del Santino di Pieve di Cento) e da una miriade di altre esposizioni anche a carattere locale, su iniziativa di tanti singoli appassionati e collezionisti. Tutto questo ha generato un influsso positivo, allargando ancora il numero degli stessi collezionisti e facendo conoscere al pubblico in generale l’arte dei santini.

 

Crediamo tuttavia di poter affermare che la maggiore e più concreta accelerazione alla conoscenza di questo mondo del collezionismo, sia però arrivato proprio negli ultimi anni, grazie al proliferare dei mercatini d’antiquariato in ogni angolo d’Italia e d’Europa ed alla grandissima spinta e attenzione che i mass media, giornali e televisioni, gli hanno dedicato.

 

Per non parlare poi dello sviluppo vertiginoso del mercato di compravendita su Internet, della creazione, su iniziativa di studiosi e appassionati, spesso anche molto giovani ma già assai competenti, di diversi siti specializzati e dei blog.

 

Possiamo quindi ritenere che il tema del collezionismo dei santini sia entrato ora, a tutti gli effetti, in molte case, “uscendo allo scoperto” e diventando un argomento assai popolare e quindi conosciuto da tantissime persone.

 

Tutto questo fermento ha attirato molto interesse e curiosità, e di conseguenza nuovi collezionisti; ad una sempre maggiore crescita della richiesta di santini sul mercato, in special modo di quelli antichi e preziosi, possiamo affermare che di pari passo non è cresciuta nel mondo degli operatori commerciali, degli antiquari e dei rivenditori in genere, una adeguata conoscenza e cultura.

 

Pertanto la mancanza di un “mercato ufficiale delle quotazioni”, in questo contesto, ha creato notevoli disagi, specialmente per speculazioni eccessive da parte di alcuni.

Si sente ora l’esigenza a tutti i livelli di regolamentare in qualche modo questo settore; lo richiedono non solo i collezionisti veri e propri, ma anche le migliaia di persone in Italia e nel mondo, che pur non collezionando in maniera organica, dispongono di raccolte che hanno ottenuto in eredità, oppure di modeste collezioni che desiderano conservare per ricordo o anche solo per il gusto di “assaporare” in casa propria la bellezza di vere “opere d’arte in miniatura”. Con questo obiettivo, crediamo sia indispensabile uno strumento di consultazione “utile e semplice” per classificare e valutare la loro raccolta, per conoscere le tecniche di stampa e di restauro, e le varie tipologie.

 

Lo richiedono anche gli operatori commerciali professionali, che intendono instaurare un rapporto permanente coi loro clienti, basato sulla fiducia e sulla trasparenza, dimostrando infatti di aver sempre operato correttamente verso di loro.

 

Ed è per tutti questi motivi, che noi ora abbiamo deciso di dare alla stampa il 1° Catalogo Internazionale dei Santini. Sappiamo che è una sfida importante ma difficile; solo chi conosce bene la materia, può immaginare la quantità sterminata di santini che sono stati prodotti in oltre cinque secoli di storia e quindi la difficoltà di trovare dei criteri omogenei di rappresentazione e di valutazione.

 

D’altronde, quanti di noi si chiedevano il motivo per cui fino ad oggi non era mai stato creato un vero e proprio catalogo ?

 

Stando l’impossibilità materiale di poter raccogliere ed inserire in un unico catalogo, un numero praticamente infinito di santini prodotti e stampati in oltre 500 anni (considerando le innumerevoli tipologie e varianti, e la mancanza di dettagliate informazioni storiche sulle diverse produzioni e su tutte le case editrici), l’unica possibilità per poter realizzare una guida - catalogo, era quella di individuare necessariamente dei criteri “sufficientemente attendibili” al fine di poter classificare e valutare anche e soprattutto quei santini non fotografati. Nella “Guida al Catalogo” che segue, Vi spieghiamo le modalità e i criteri di valutazione adottati in tal senso.

 

Sarebbe però una pura utopia pensare, da parte nostra, di aver già creato in un sol colpo, uno strumento perfetto di catalogazione e classificazione di tutti i santini del mondo. Crediamo di aver posto semplicemente la “prima pietra”, consci anche del fatto che la nostra fatica verrà poi ampliata e migliorata nel corso del tempo.

 

Relativamente alle quotazioni dei singoli santini, desideriamo precisare che, come per tutte le prime edizioni di cataloghi di ogni genere collezionistico, esse sono sostanzialmente indicative. Da parte nostra c’è stata una seria e accurata analisi di mercato, effettuata a più livelli e compresa in un arco di tempo di circa cinque anni. In particolare, tenendo conto dei prezzi mediamente richiesti dagli operatori commerciali nei mercatini di antiquariato, fiere e convegni, e degli scambi effettuati su Internet, sia dall’Italia che dall’estero. Al fine di “ammortizzare” l’effetto dei prezzi troppo alti o troppo bassi, abbiamo ritenuto opportuno dare le quotazioni (che ripetiamo, sono indicative), attraverso il sistema del “range”, ovvero di un prezzo compreso fra un minimo e un massimo.

 

Dal punto di vista storico-temporale, ci siamo limitati per ora all’analisi e alla catalogazione dei santini solo fino ai primi anni del Novecento, rimandando ad una successiva pubblicazione la sterminata produzione del periodo successivo.

 

Da oggi, i collezionisti e i cultori delle immaginette sacre hanno a disposizione un catalogo-guida di cui più o meno esplicitamente si sentiva la necessità. Catalogo che, sia pure in forma iniziale, contribuisce a convincerli, se ce ne fosse bisogno, che il loro hobby e la loro passione sono degni della stessa attenzione che è stata riservata ad infiniti oggetti spesso meno pregiati da un punto di vista storico ed artistico.

 

Contiamo sulla vostra collaborazione affinché nella prossima edizione si possa migliorare questo catalogo, aggiungendo nuovi ritrovamenti, informazioni specifiche su altri editori ed incisori, aggiornamento dei prezzi, ecc. Ringraziamo fin d’ora tutti coloro che, in tal senso, daranno utili consigli e suggerimenti.

Buona collezione a tutti !

Graziano Toni

© Riproduzione riservata
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