Come è noto le Poste italiane sono state autorizzate fino ad epoche recenti, al rilascio di documenti postali di riconoscimento ovvero, come si diceva una volta, di “ricognizione postale”.
Nel 1874 venne emesso un valore da 10 cent. con effigie di Vittorio Emanuele II, appunto da servire per il pagamento della tassa: questo in realtà è da considerare un segnatasse a tutti gli effetti, per quanto doveva esigersi per ognuno dei dieci fogli del documento, che rendeva certa l’identità del destinatario e lo autorizzava quindi a ricevere i vaglia, le raccomandate e le assicurate ad esso dirette fino al suo esaurimento (dieci operazioni). Infatti ogni qualvolta veniva utilizzato il libretto, l’ufficiale postale ne staccava un foglio.
Nel decreto di emissione era previsto che la marca venisse apposta lungo la linea tratteggiata che separava la “madre” dalla “figlia”, in realtà lo spazio fu invece posto al centro del modulo. La marca per ricognizione postale è quasi sempre annullata con un apposito timbro speciale specifico del Servizio. Essendo l’uso di questo francobollo essenzialmente interno e fiscale, esso è catalogato dal De Magistris tra i fiscali.
Non vennero emessi altri francobolli per questo servizio e si preferì in seguito utilizzare quelli ordinari. Infatti nelle serie ordinarie venne previsto uno specifico valore per questo particolare uso, per esempio nella serie Imperiale del 1929 il Lire 3,70: anche questo è correttamente catalogato dal De Magistris tra le marche fiscali. Anche il 100 Lire della serie "Democratica", il 200 lire della serie "Italia al lavoro" del 1951 ed il 100 Lire "Italia turrita" formato grande, hanno assolto questa funzione.
Il francobollo veniva applicato sulla stessa tessera a cavallo della fotografia.
Risale al 1926 l’utilizzo di francobolli assicurativi. Questi rappresentavano il pagamento di un diritto per godere di una assicurazione di secondo grado a favore dei portalettere, sul trasporto dei pacchi postali.
In un primo tempo l’assicurazione venne assunta dall’istituto “le assicurazioni d’Italia”, mentre dal 1937 venne assunta direttamente dall’Ente di previdenza dei lavoratori postelegrafonici.
Anche questi francobolli, destinati esclusivamente all’uso interno, non dovrebbero trovarsi in mani private, almeno allo stato di nuovi. invece un certo numero di esemplari nuovi è in circolazione per vari motivi, non ultimo il mancato ritiro alla fine del servizio, per l’incalzare degli eventi bellici.
Nel 1942 parte dei valori della serie imperiale di posta ordinaria e aerea e qualche valore per il servizio espresso, vennero soprastampati con le lettere “P M”, ovvero posta militare.
L’intento era quello di distribuire questi francobolli alle truppe in zona di operazioni ed in effetti in un primo momento vennero utilizzati in Albania e in Grecia dalle nostre truppe di occupazione. Nel 1944, forse per sopperire alla mancanza di altri francobolli, vennero distribuiti per gli usi della posta civile, specie nel Sud Italia già occupato e diciamo pure liberato, dalle forze armate anglo-americane: se ne fece un largo uso specialmente in Sardegna, in Sicilia e in Puglia.
Francobolli speciali per la posta dei militari sono presenti anche nell’area francese e inglese.
Vi sono inoltre delle emissioni di francobolli per telegrafi militari, la piu’ famosa è quella a due sezioni del condominio Anglo – Egiziano del Sudan.
Si segnalano anche francobolli di posta aerea militare, come quelli emessi dalla Francia nel 1943.
Parallelamente ai francobolli di posta militare, notiamo l’emissione nel 1943 di un francobollo per franchigia militare in Tunisia, ma questo, raffigurante l’anfiteatro romano di El Djem, non venne posto in uso per la resa italo tedesca alle truppe alleate.
Nel 1944 sarà la Repubblica Sociale Italiana ad emettere un francobollo per franchigia militare detto “licenza pacchi”, naturalmente senza valore facciale.
Anche le emissioni di franchigia militare trovano riscontro nei servizi di altri paesi europei.
Sussistono in alcuni paesi europei dei francobolli detti di “sciopero”. Si tratta invero di iniziative esterne alle Amministrazioni postali, come camere di commercio o enti privati, più o meno veramente utilizzati o di origine filatelica, emessi in pendenza di lunghi scioperi delle poste.
In Italia non sono mai stati emessi francobolli speciali per il pagamento di tasse telefoniche o telegrafiche, mentre in Francia, Belgio e Spagna ebbero un uso molto esteso.
Solo la Spagna mi risulta, salvo prova contraria, aver emesso francobolli per la posta trasportata con sottomarini, nel catalogo Yvert, numeri 624/629, classificati erroneamente tra le emissioni di posta ordinaria.
Nei Paesi dell’area anglofona e in alcuni sudamericani, sono stati emessi francobolli fiscali – postali, da servire per svariati usi anche amministrativi, in Venezuela e in Colombia, sono stati largamente utilizzati per il pagamento delle tasse scolastiche.
La Finlandia, per la peculiarità geografica e per la specificità dei trasporti interni, utilizza ancora oggi francobolli per pacchi spediti per il tramite di autobus di linea, oggi distribuiti anche da macchinette automatiche.
In Francia e specialmente in Belgio, si è fatto larghissimo uso di speciali francobolli per pacchi ferroviari, di cui esistono numerose emissioni di grande tiratura.
Anche se in Italia non sono mai stati adottati, in molti paesi dell’area spagnola sono stati utilizzati francobolli per il pagamento dell’imposta di guerra e per beneficienza. L’utilizzo era aggiuntivo rispetto alla ordinaria tassa da pagare.
Alla stessa area di influenza spagnola, appartengono i francobolli per mandati di pagamento e per lettere di ritorno. Questi ultimi presenti anche negli Stati Uniti d’America, erano utilizzati per l’affrancatura preventiva delle lettere per il ritorno in caso di non recapito.
E’ da notare a questo proposito che in Italia, segno di grande civiltà “postale”, la restituzione della lettera al mittente, nei casi in cui non sia stato possibile recapitare la stessa, è stata gratuita fino al 1999, allorquando le poste privatizzate non hanno più garantito questo servizio.
Solo il servizio espresso non veniva prestato per il ritorno, quindi un espresso non recapitato veniva restituito per posta ordinaria e i relativi francobolli speciali per espresso, venivano obliterati con l’apposizione dello stesso annullo di demonetizzazione usato per i segnatasse di cui sopra abbiamo fatto cenno. Detto annullo che reca appunto la dicitura “annullato” è realizzato quasi sempre in carattere corsivo bodoniano.
Le lettere con espresso demonetizzato sono rare.
Recentemente ho avuto modo di esaminare una raccolta di notgeld tedeschi, ovvero carta moneta di necessità emessa durante la crisi valutaria intervenuta durante la repubblica di Weimar. Non poco mi ha sorpreso il ritrovare dei notgeld di piccole dimensioni, stampati dalla municipalità di Sultzbach, con le caratteristiche dei francobolli. Non ho notizie circa l’utilizzo postale di questi valori, ma la presenza della dentellatura desta curiose aspettative.
Molti paesi hanno emesso serie speciali per il servizio postale prestato a favore dello di stato e degli enti pubblici.
Anche l’Italia ne ha emessa una serie di 8 valori nel 1875. L’idea era quella di contabilizzare l’incidenza sul servizio della corrispondenza che gratuitamente veniva trasportata per gli uffici Pubblici. Vi era anche un fine statistico di verifica dell’attività degli enti.
Naturalmente i francobolli di “servizio” venivano forniti gratuitamente agli enti che comunque già godevano di franchigia postale. In Italia il servizio fu utilizzato massicciamente pur avendo avuto la breve durata di due anni.
E’ molto raro l’uso in tariffa dei valori da 5 e 10 lire, perché gli enti pubblici non assicuravano mai i plichi. In effetti si conoscono diverse lettere nelle quali questi due alti valori sono stati usati erroneamente al posto del 5 e del 10 centesimi, circostanza appunto favorita dalla gratuità dei francobolli. Nel 1878 ciò che rimaneva della tiratura venne, con criterio di economia oggi sconosciuto, soprastampato per gli usi ordinari.
In alcuni paesi di area latino-spagnola, come in Uruguay, per il servizio di stato vennero utilizzati francobolli ordinari con vari tipi di perforazione, a croce o con un foro circolare.
Negli USA vennero effettuate delle emissioni speciali per il servizio dei vari dipartimenti, molto belli graficamente anche perché realizzati in splendida calcografia e con colori veramente suggestivi.
Pure per il servizio di stato, ma per la posta aerea, sono i valori emessi in occasione della crociera aerea nord atlantica del comandante Italo Balbo e successivamente quelli del viaggio aereo di Vittorio Emanuele III nella Somalia Italiana, sia metropolitani che coloniali, detti “coroncine” a causa della soprastampa di una piccola corona.
uguale principio di contabilizzazione dell’incidenza del servizio prestato gratutitamente, è posto a base dell’emissione di francobolli speciali per gli enti semistatali Italiani cui era stata riconosciuta la franchigia postale. Questi speciali francobolli ebbero un uso molto breve e limitato. Li troviamo utilizzati nel periodo marzo- dicembre 1924 e sono quindi piuttosto rari su lettera, specialmente gli alti valori.
Si noti che non e’ mai stata accordata franchigia per il diritto di espresso, neanche alle corrispondenze statali. E’ quindi possibile il caso in cui un ente statale, ma anche le Università, abbiano apposto solo il francobollo per l’inoltro espresso, essendo esenti per la parte dell’affrancatura ordinaria. Queste affrancature non sono comuni.
Anche le emissioni italiane del 1921per le “buste lettere parlanti” ovvero buste recanti pubblicità stampata, sono esempi piuttosto remoti di utilizzo di francobolli speciali, anche se ottenuti mediante soprastampa di valori già esistenti e non con apposite nuove emissioni.
Per quanto riguarda i perforati “francalettere” del 1887 e quelli per cartoline di pubblicita’ del 1889, l’autorizzazione alla perforazione venne concessa alle ditte richiedenti, ma cio’ non deve trarre in inganno circa la provenienza “ufficiale” di dette emissioni.
Infatti, poiche’ l’autorizzazione prevedeva implicitamente la demonetizzazione parziale del valore facciale dei francobolli, questi vanno considerati a tutti gli effetti come nuovi e speciali valori.
Infatti coerentemente il catalogo li definisce come “francobolli del 1866/79 con nuovo valore in perforazione”. A nulla rileva che la perforazione sia stata eseguita dallo Stato o da privati a ciò autorizzati.
Quanto sopra spiega la discriminazione fatta nei confronti degli altri perforati approntati da Ditte private che, seppur autorizzate, non sostanziano una nuova emissione; infatti in questi la perforazione non apporta alcuna mutazione di valore o alla sostanza del francobollo e alla sua possibilità di utilizzo né assume alcun rilievo direttamente postale, ma è solo un mezzo di garanzia affinché impiegati infedeli non sottraggano i valori postali della Ditta oppure ne facciano un uso improprio.
Anche per i servizi privati autorizzati, ”corrieri alta Italia”, CORALIT e SABE, che in bicicletta trasportavano la corrispondenza, sul finire della ii guerra mondiale, vennero emessi dei francobolli speciali, molto rari da trovare su buste genuinamente viaggiate. Si racconta che a questo servizio abbia prestato la sua opera anche la gloria ciclistica nazionale Gino Bartali, ma la notizia non è stata confermata.
Sono pure francobolli speciali, ma di natura completamente diversa, quelli emessi in Italia per la propaganda di guerra il 14 agosto del 1942.
Infatti non si tratta di francobolli destinati ad uno specifico servizio ma ad uno scopo invero estraneo al servizio postale.
Ugualmente speciali, ma non per un determinato servizio, sono i francobolli con appendice pubblicitaria emessi in Italia ne 1924, posti fuori uso l’anno successivo per motivi di opportunità. Infatti l’emissioni di questi francobolli provocò molte polemiche e perfino alcune interrogazioni parlamentari, nelle quali si chiedeva come si era giunti all’ardire di associare la sacra effigie del Re alla “volgare” pubblicità.
La scoperta poi che il prodotto ”Abrador” (“l’avete provato?”), pubblicizzato su uno dei valori da 25 centesimi, fosse in realtà un supposto afrodisiaco, provocò la messa al bando dei francobolli pubblicitari. Alcuni valori già approntati non vennero emessi, gli altri ritirati in gran fretta.
Pure speciali sono da ritenere i francobolli pre-obliterati, di cui si e’ fatto largo uso negli stati uniti d’america. In Francia il loro uso e’ stato limitato al servizio delle stampe.
L’utilizzo di questi francobolli, che già recano una obliterazione stampata, o meglio soprastampata, permette una notevole economia nei tempi di lavorazione, ma si presta al fraudolento riutilizzo del francobollo.
Sono inoltre da considerare francobolli speciali quelli emessi in alcuni Paesi, in Grecia in particolare, per la “Previdenza Sociale”, il loro utilizzo era aggiuntivo rispetto alla normale affrancatura e l’introito era devoluto appunto alle casse di previdenza sociale.
Pure speciali sono i francobolli di “Beneficenza”, anche questi venivano aggiunti alla normale affrancatura a titolo di sopratassa. il relativo introito era devoluto ad enti di beneficenza.
In Grecia, per alcuni anni, l’aggiunta di questi francobolli alla normale affrancatura fu resa obbligatoria nel periodo festivo natalizio tra il 23 e il 31 Dicembre.
Non ritengo che si debbano annoverare tra i francobolli speciali né quelli per macchinette distributrici, né quelli emessi in carnet, poiché in questo caso è solo la confezione e la distribuzione, non l’utilizzo degli stessi.
L’amministrazione delle poste francesi tra il 1911 e il 1928 sovrastampò diversi valori con la dicitura “annulle’“, questi valori dovevano servire quali materiali di prova per alcuni corsi di istruzione postale che erano stati organizzati dallo stesso ente (scuole postali).
E' da considerare sicuramente un francobollo speciale il recente “posta prioritaria” destinato ad un uso ben specifico.
Quest’ultimo presenta alcuni aspetti particolari. primo fra tutti quello di essere un “francobollo-etichetta”: inoltre è stato venduto accoppiato ad un’altra etichetta con la scritta “posta prioritaria” ripetuta in lingua inglese, che come sappiamo non è la lingua ufficiale dell’U.P.U., segno dei tempi che fin troppo velocemente cambiano e dell’affermazione, ormai incontrastata, dell’inglese quale lingua veicolare mondiale.
Infine vanno citati i francobolli “locali” che pur costituendo categoria particolare, rientrano di diritto a mio modesto avviso, nel novero dei francobolli speciali. infatti l’uso locale è sempre un uso speciale ed eccezionale.
Sono certo che l’elenco che precede non è esaustivo delle tipologie di francobolli speciali emessi nel mondo per particolari servizi ed esigenze: propongo questo scritto come base di una più ampia ricerca con lo scopo di completare il complesso corpus dei servizi prestati dalle Amministrazioni postali nel mondo.
Giuseppe Di Bella