Siamo tendenzialmente portati ad identificare in una persona l’artefice di una scoperta o di una invenzione. In realtà molto spesso le “invenzioni” esitano dall’insieme di molteplici fattori convergenti.
La trasmissione delle notizie in forma scritta risale almeno all’Epoca Assiro Babilonese. L’associazione tra la trasmissione di un testo e un’immagine è databile alla fine del XVIII Secolo: compaiono infatti in questo periodo i primi fogli da lettera decorati e istoriati.
Nel 1840 viene emesso nel Regno Unito il primo francobollo che seppure ideato per motivi fiscali, rappresenta la prima immagine viaggiante “di massa”, stereotipata e ad altissima tiratura.
In Francia, verso metà Ottocento, vengono realizzate delle figurine su carta o cartoncino con vari soggetti, che si trovano inserite come omaggio nelle confezioni di articoli per signora, oppure nelle scatole di cioccolata: queste figurine ottengono un grande ed immediato successo e su di esse cominceranno a comparire poco dopo delle scritte pubblicitarie.
Parallelamente dalla seconda metà dell’Ottocento, si sviluppa nel Regno Unito l’utilizzo di cartoncini augurali con piccole figure più o meno attinenti alla ricorrenza per cui vengono inviati; il prototipo viene realizzato per il Natale, da un gentiluomo Inglese stanco di scrivere a mano ogni anno decine di biglietti augurali.
Nello stesso periodo si sviluppa in Europa e negli USA, l’utilizzo della carta da lettera commerciale, nella cui intestazione compare il nome della ditta ed altre figure attinenti all’attività svolta e talvolta anche le medaglie conquistate nelle esposizioni o altri titoli onorifici, come essere “fornitore della Real Casa”.
Le stesse ditte commerciali adottano un cartoncino illustrato, talvolta con gli stessi motivi della carta da lettera utilizzata dall’Azienda, con lo scopo di avvisare di una prossima visita del rappresentante detto appunto “avviso di passaggio”.
I tempi erano maturi per una mutazione nel sistema di comunicazione, favorito dalla costante riduzione dei costi di stampa, conseguente alla scoperta di nuovi metodi di riproduzione seriale. Mancava ancora un tassello: quello economico.
L’occasione sarà la proposta di Emanuele Herman alle poste austriache di emettere cartoncini bianchi per la corrispondenza aperta a prezzo ridotto con il francobollo prestampato (intero postale); nel 1869 si realizza in Austria questo progetto che ben presto vedrà una evoluzione nel senso che i cartoncini verranno prima arricchiti di testi, decorazioni, simboli e infine di immagini.
La tassa di spedizione ridotta applicata all’intero postale, venne estesa anche ai cartoncini illustrati (qui il francobollo si doveva applicare): Sarà questo l’incentivo economico perché da tutte le innovazioni che sopra abbiamo ricordato, nasca verso il 1878, la cartolina illustrata, così come oggi la conosciamo: una immagine viaggiante.
L’idea ottenne subito in tutto il mondo un successo senza precedenti e all’inizio del Novecento il suo uso ed il collezionismo era talmente diffuso che nell’anno 1900, vennero spedite da Parigi per la città oltre cento milioni di cartoline illustrate.
L’incredibile successo di questa “invenzione”, si spiega in parte con il “desiderio” di possedere immagini, presente in una società ancora povera di rappresentazioni cartacee. Altro motivo della diffusione fulminea di questo oggetto, fu sicuramente il costo in genere molto contenuto delle cartoline, anche se alcune edizioni di lusso a tiratura limitata, raggiungevano gia all’inizio del Novecento, prezzi da “capogiro”.
Immediatamente la cartolina divenne oggetto da collezione, perché assecondava la tendenza dell’uomo a collezionare piccoli oggetti diversi ma dello stesso genere (il principio, ampiamente studiato dagli psicologi è identico per le figurine e i francobolli).
La collezione riservata inizialmente alle signorine di buona famiglia La collezione di questo nuovo oggetto fu riservata inizialmente alle signorine di buona famiglia, mentre gli uomini preferivano collezionare francobolli. Per ambedue i generi il collezionismo nasce contestualmente all’oggetto della collezione.
Il collezionismo ebbe uno sviluppo ed un seguito senza pari, tanto che alcuni eccentrici personaggi come il veneziano Parin, il triestino Juch ed il cicloturista Masetti si improvvisarono “spedizionieri di cartoline”, ovvero inventarono il mestiere di viaggiare con l’impegno, cui corrispondeva una retribuzione, di spedire ai collezionisti cartoline dai luoghi più lontani ed esotici. Questi avventurieri si spinsero fino in Cina ed in Australia!
Negli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale, il collezionismo di cartoline ebbe una battuta d’arresto ma venne ripreso con rinnovato vigore all’inizio degli anni ’70. Il volano di questa nuova stagione di successo è il grande interesse per le cartoline paesaggistiche che rappresentano un vastissimo e prezioso corpus documentale di immagini della situazione dei luoghi e delle città all’inizio del Novecento.
La cartolina illustrata è uno dei fenomeni visivi e mediatici più importanti dell’Ottocento e del Novecento ed è giunta fino a noi evoluta tecnicamente, ma immutata nelle sue funzioni di ambasciatrice; essa ha veicolato le immagini ed i messaggi più svariati: i luoghi, i costumi, le tradizioni, i personaggi, gli avvenimenti, le ricorrenze. Ha trasportato auguri per ogni occasione, ha pubblicizzato la guerra e la pace, prodotti, località, spettacoli, giornali, sentimenti. . . insomma. . . di tutto!
La cartolina è stata realizzata nel tempo con molteplici tecniche di stampa: zincografia, litografia, tipografia, calcografia, serigrafia, cromolitografia, rilievografia a colori e in bianco e nero etc etc.. All’inizio del Novecento, specialmente in Francia era di moda confezionare le cartoline a mano acquistando quanto occorreva in cartoleria: un cartoncino base e una serie infinita di appliques di carta da incollare in modo del tutto personale. Altri acquistavano il cartoncino base e lo dipingevano.
Per la realizzazione delle cartoline sono stati utilizzati molteplici supporti: carta, celluloide, legno, sughero, tela, cotone ricamato, metallo, plastica etc. etc.
Alla cartolina sono state affidate anche funzioni alquanto inusuali: negli anni ’60 sono state edite cartoline-disco. Il destinatario oltre a vedere l’immagine, poteva ascoltare utilizzando un normale giradischi, la musica o i messaggi incisi proprio sulla parte anteriore della cartolina.
La cartolina detiene ancora oggi il primato della velocità di affermazione ed espansione, mai eguagliato da nessun altro oggetto o sistema. Al suo successo è solo lontanamente paragonabile quello dei telefoni cellulari e di INTERNET che, ironia della sorte, è proprio l’artefice del declino inesorabile della cartolina, sostituita da e-mail che trasportano messaggi e soprattutto immagini molto più complesse e sofisticate: ma ricevere una cartolina per posta è ancora un piacere!
Dunque: lunga vita alla cartolina! messaggera “globale” ma non globalizzante, perché in pochi altri oggetti la fantasia umana ha trovato così grande e fedele alleato.
Giuseppe Di Bella