1926, Tre morti a Port Fouad tra i collezionisti in fila per acquistare i nuovi francobolli. Breve storia di una passione travolgente: il collezionismo filatelico /1

di Giuseppe Di Bella
10 maggio 2008
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Datare la nascita del collezionismo filatelico è impresa alquanto difficile. Per la raccolta di marche fiscali (marche da bollo in senso moderno), così detta filatelia fiscale, si hanno incerte notizie che riferiscono di collezionisti e studiosi attivi già all’inizio del 1800.

 

Il francobollo, emesso dal Regno Unito in epoca Vittoriana nel Maggio del 1840, indubbiamente suscitò subito un notevole interesse collezionistico.Le prime ad accorgersi della sua bellezza estetica e decorativa, furono le signorine inglesi di buona famiglia che cominciarono ad usarli per … decorare la carta ed altri oggetti di uso domestico, come i paralumi e talvolta anche le pareti.

 

Ma già nel 1841 apparve sul “Times” di Londra, un annuncio con il quale venivano ricercati francobolli usati! E’ quindi possibile affermare che la filatelia è nata con il francobollo.La diffusione del collezionismo di francobolli fu esplosiva.

 

Per spiegare i motivi di tanto immediato successo, sarà bene aprire una parentesi per accennare a quella che era, a metà Ottocento, la situazione obiettiva della diffusione dell’immagine e della grafica, in cui il francobollo si inseriva.

 

In pieno Ottocento la società europea era ancora sostanzialmente rurale. Non esisteva il mondo delle immagini a cui oggi siamo così abituati da non averne coscienza.Infatti non riusciamo neanche ad immaginare un giorno senza televisione , cinema, computer, INTERNET, giornali e riviste.In quell’epoca le uniche “immagini” riprodotte conosciute, erano per la generalità delle persone, quelle viste in qualche rara stampa o nei quadri in chiesa.

 

Insomma la poca rappresentazione grafica disponibile era ancora saldamente ancorata alla tradizione classicista e dell’antichità: alquanto statica e detenuta da un nucleo ristretto di soggetti.Le tecniche di stampa a disposizione non consentivano riproduzioni seriali a basso costo. Non esisteva la cartolina o altre riproduzioni di immagini pensate per avere una circolazione.

 

L’uomo è per sua natura collezionista di immagini, affamato di queste, ha identificato subito nel francobollo l’unico oggetto di facile reperibilità e a costo zero (se usato), capace di soddisfare questa esigenza.Affermano gli psicologi, che un tratto caratteristico spesso presente null’uomo, è il desiderio di possedere quantità di piccoli oggetti “seriali”, sul tema di proprio interesse. Un piccolo mondo da portare con se, da possedere sempre ed in esclusiva.

 

Ma i francobolli possiedono anche un altro aspetto straordinario ed affascinante, quello di far viaggiare e conoscere luoghi, personaggi, avvenimenti e tradizioni ai collezionisti, mentre questi rimangono seduti alle loro scrivanie: peculiarità non secondaria, in un’epoca in cui viaggiare era consentito a pochi.

 

Ancora si aggiunga che il francobollo rappresentava, e in alcuni sistemi ancora rappresenta, un documento ufficiale dello Stato che lo emette.Dalla data d’esordio e fino alla fine del secolo, il moltiplicarsi delle emissioni e delle immagini riprodotte sui francobolli, faranno da effetto moltiplicatore del numero dei collezionisti.

 

E’ possibile affermare che in Europa alla data del 1900, la maggior parte degli uomini in possesso di un minimo di istruzione e cultura, raccoglievano francobolli, così come buona parte delle signorine della borghesia e della nobiltà, raccoglievano le cartoline illustrate.

 

Il collezionismo di francobolli interessò anche persone non istruite, che vedevano nel francobollo e nella collezione, una finestra sul mondo, un’occasione di cultura “diretta”.Le cartoline illustrate avevano esordito in Europa, nella forma in cui le conosciamo, verso il 1880, e avevano avuto, per gli stessi motivi “di cultura estetica”, un immediato enorme successo, ed una diffusione rapida e capillare in tutto il mondo.

 

Nel collezionismo in genere, ma in quello filatelico e numismatico in particolare, si realizza un insieme di desideri spesso presenti nell’animo umano: come il possedere una documentazione storica; un insieme documentale significativo; circondarsi di una dovizia di cose “belle” ed interessanti.Il desiderio del “possesso” è un tratto caratteristico del collezionista che talvolta da possessore diventa “posseduto”.

 

Vi è certo una differenza tra raccogliere e collezionare, ma le prime raccolte in effetti erano strutturate semplicemente sul desiderio di avere quanti più francobolli possibile.l’idea della collezione storico- sistematica e dello studio delle emissioni sopravviene verso la fine dell’ottocento.

 

In merito al nome attribuito a questo hobby, ricordiamo che il termine filatelia da “filos” amante ed “ateleia” franchigia (intesa come oggetto che rappresenta la franchigia), fu coniato da monsieur Herpin nel 1864, in sostituzione del precedente e meno dotto “timbromania” (di origine francese). La fortuna del collezionismo filatelico non si deve solo ai motivi sopra accennati o al momento, grafico ed estetico. Collezionare è un passatempo culturale impareggiabile perché attraverso la filatelia è possibile apprendere una quantità incredibile di notizie sugli argomenti più disparati.

 

Oppure al contrario approfondire la storia della propria nazione o di altre, o un argomento (tema) di proprio interesse.E’ universalmente riconosciuto che i francobolli e la filatelia, dall’Ottocento e fino agli anni ’70, hanno assolto anche ad una ampia e meritevole funzione divulgativa.

 

Tra i filatelisti si annoverano personalità di grande rilievo come Re Carlo II (Carol) di Romania, Elisabetta II d’Inghilterra, re Faruk dell’Egitto, il Presidente degli U.S.A. Franklin Delano Roosvelt, il Senatore Giulio Andreotti e innumerevoli altri.Tornando dunque alla nascita del collezionismo e alla sua velocissima diffusione, appare significativo che già nel 1861 sia stato pubblicato il primo catalogo di francobolli: esattamente in Francia a Clermont Ferrand a cura di Monsieur O. Berge-Levrault.Un secondo catalogo venne stampato a Parigi a cura del grande collezionista Monsieur Potiquet.

 

In questo periodo, più che di cataloghi in senso moderno, è più corrtto parlare di listini di vendita.In merito alla nascita ed all’espansione del collezionismo filatelico, è opportuno aggiungere un altro elemento, non secondario, che incentivò le raccolte: l’aspetto del valore venale e commerciale dei francobolli.Infatti essendo fin dall’origine i francobolli delle marche fiscali con valore facciale, emesse per il pagamento della tassa postale, nascevano già con una vocazione al “valore”.Questo spiegherebbe solo il valore venale dei francobolli allo stato di nuovo.

 

Ma l’espansione incontenibile del collezionismo determinò quel differenziale tra offerta e domanda che fece crescere subito i prezzi dei francobolli più rari o meno reperibili, sia nuovi che usati.

 

Per meglio comprendere l’ampiezza e la profondità dell’impatto sociale del fenomeno del collezionismo filatelico, è emblematico quanto accaduto in Egitto il 21 Dicembre del 1926.Per Celebrare l’apertura del nuovo scalo di Port Fouad, vennero soprastampati tre valori della serie emessa per il Congresso della Navigazione (2.500 pezzi), oltre il francobollo da 50 Piastre della serie emessa per il compleanno del Re (1.520 pezzi).

 

All’avvenimento venne data grande pubblicità: la presenza in Egitto di un gran numero di collezionisti anche Inglesi, e le richieste dei commercianti europei e d’oltre mare, unitamente all’esiguo numero di esemplari a disposizione, diedero luogo ad un tumulto tra le migliaia di collezionisti e speculatori in fila per l’acquisto dei francobolli.

 

Il bilancio tragico di questi disordini fu la morte di tre persone, il danneggiamento dell’Ufficio postale e la dispersione di una parte degli stessi francobolli.L’eco internazionale di questi avvenimenti, determinò l’immediata falsificazione, a scopo di truffa ai filatelisti, della soprastampa apposta sui francobolli. (continua)

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